Home Politica PD, BETTINI PROPONE UNA NUOVA LINEA, OVVERO COME RIMANERE AL POTERE

PD, BETTINI PROPONE UNA NUOVA LINEA, OVVERO COME RIMANERE AL POTERE

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di Marforius

I giorni scorsi, in una intervista concessa a un quotidiano, Goffredo Bettini, una delle menti del PD, affettuosamente definito gran ciambellone da un celeberrimo media, ha indicato un nuovo obiettivo strategico per il PD: la ricerca di una nuova linea,  che dovrebbe far adottare al PD in una una politica riconducibile a quelle di un partito liberale.

Fin qui nulla da dire, una società liberale e magari anche democratica potrebbe essere una buona soluzione politica.

Ma una cosa non quadra. Come può essere credibile un partito che pone quale postulato politico e culturale modelli socioeconomici fino a ieri ferocemente avversati e del tutto antitetici.

Se ciò non bastasse,  come può essere credibile una forza politica, che per di più non cambia la sua classe dirigente. In pratica sempre gli stessi, anagrafe permettendo, tra i quali quelli che erano comunisti duri e, a loro dire, puri.

Una classe dirigente che, grazie anche a mani pulite e alla fragilità di alcuni partiti di governo presenti nell’allora prima Repubblica, è riuscita non solo a sopravvivere ma addirittura a proliferare.

Cosa questa che ha aiutato l’allora PCI a non subire, peraltro, la sentenza della storia, derivata dalla caduta del muro di Berlino, le cui  macerie non hanno infatti travolto incredibilmente il più importante partito comunista occidentale.

Così, senza fare i conti con la storia è bastato cambiare nome e maglia per proporsi come il nuovo,  come pure di  far credere a molti italiani di poter essere la soluzione ideale per governare un paese di trasformisti, maestri dell’inciucio e devoti di santa “spesa pubblica”, in altre parole un popolo di “clientes plaudentes”.

Con la proposta del nostro Goffredo, mentore post democrat, in realtà si vuole mettere in atto la solita strategia: cambiare maglia per rimanere al potere politico, come pure al potere del deep state, ovvero il potere delle varie strutture pubbliche, nella quali sono presenti molti soggetti organici ai cosiddetti democratici.

Ma senza fare ulteriori riflessioni, una cosa merita attenzione: può sopravvivere un paese, che in realtà è governato da una casta partitocratica, il cui fine è il mantenimento dei propri privilegi?

Certamente no. Forse è arrivato il momento nel quale  i vari pifferai magici rimarranno soli, con i cittadini che cominceranno finalmente ad affrancarsi da propaganda e demagogia, che altro non sono che le collaudate catene che imbrigliano il povero e smarrito elettore.

Soprattutto riguardo la politica, le cose le cose nuove non si fanno con la vecchia nomenclatura.

 

 

 

Autore

  • Marforius

    MarforiusMarforius, il Marforio del XXI secolo, in omaggio alla celebre statua "parlante" di Roma. Proclama la verità senza filtri ed esprime, in modo sferzante, il malcontento popolare e le proteste politiche e sociali degli italiani verso chi, fingendo di fare gli interessi del Belpaese, fa i propri.

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