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PAROLE IMPOTENTI E FATTI DI POTENZA

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F47

Gli Stati Uniti ci abbandonano, lasciano la Nato, dovremo difenderci da soli, la Russia ci attaccherà entro il 2030, quindi al posto delle macchine elettriche dobbiamo produrre armi, munizioni, proteggersi in cielo in terra e in mar.

Le Sturtruppen di Ursula von der Leyen si stanno organizzando. L’inno è già predisposto:

Vor der Kaserne, vor dem großen Tor
Steht ‘ne Laterne und steht sie noch davor
Dort wollen wir uns wiederseh’n
Bei der Laterne woll’n wir steh’n
Wie einst, Lili Marleen
Wie einst, Lili Marleen

……

Se la baronessa Ursula comunicasse direttamente in tedesco saremmo più vicini alla realtà.

In effetti l’unica realtà è che la Germania ha deciso di investire mille miliardi di euro in armamenti e quando i tedeschi si riarmano c’è da pensare molto male.

La Germania ha cominciato ad esistere con l’annessione della Slesia. Fu l’illuminato Federico II il Grande che diede avvio alle annessioni. Poi arrivò Bismark, seguito da Hitler. Con un colpo di genio, mentre gli europei sognavano con l’Europa di Ventotene, senza aver mai letto il Manifesto (https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg18/file/repository/relazioni/libreria/novita/XVII/Per_unEuropa_libera_e_unita_Ventotene6.763_KB.pdf), Angela Merkel ha annesso l’Unione Europea.

Quindi, quando si parla di annessioni, meglio che i tedeschi stiano zitti. Non prendiamo lezioni.

Nel frattempo Kaja Kallas, l’Alto rappresentante della politica estera europea, aveva un piano di 40 miliardi per gli armamenti e in una settimana si sono ridotti a cinque.

L’Europa ha promesso di produrre 1, 7 milioni di proiettili d’artiglieria e ne ha prodotti a malapena 600 mila. Il fatto è che non ha il fulmicotone, prodotto quasi in toto dalla Cina. Chiediamo a Xi di darci il materiale per combattere la Russia sua alleata? Perché no? Tanto la logica in Europa è finita. Si può dire tutto.

Il Consiglio europeo si è concluso in fretta con solo chiacchiere e nessuna decisione. Si vedrà.

Macron ha già visto i suoi “Volonterosi” ridursi al lumicino.

Tuttavia l’Europa, secondo la propaganda, produce fatti che fanno tremare i polsi a Trump.

La notizia è epocale: il Portogallo abbandona i piani di sostituire i suoi jet F-16 con gli F-35.

Ed ecco che secondo gli esperti del settore difesa (vattelapesca), la svolta anti Ue e anti Nato del presidente Usa potrebbe affondare le vendite del caccia prodotto da Lockheed Martin.

Il ministro della Difesa portoghese Nuno Melo ha annunciato la cancellazione dei piani di acquisto di jet da combattimento F-35 per sostituire la flotta di F-16 del paese. Melo ha attribuito questa decisione alle politiche del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

La spina dorsale della componente da caccia della FAP è rappresentata da circa 27 F-16A/B (F-16 Fighting Falcon versioni AM/BM modernizzate). Questi velivoli, acquistati negli anni ’90 dagli Stati Uniti dovevano essere sostituiti, in base a un’intenzione di acquisto del 2023 con dei Lockheed Martin F-35 Lightning II.

Stiamo parlando di 27 velivoli.

La perdita di queste commesse farà tremare Donald Trump? Metterà in crisi i suoi rapporti con l’industria delle armi?  Si sono sentite anche queste idiozie.

Politico, che di solito non si lancia in affermazioni avventate, è riuscito a scrivere che si tratta di uno dei primi esempi in cui il presidente degli Stati Uniti ha distrutto un potenziale affare di armi redditizio.

Le dichiarazioni di Trump sull’annessione della Groenlandia (ora parte della Danimarca) e la trasformazione del Canada nel 51° stato americano rappresentano una “vera sfida” per il programma, ha affermato un ex funzionario della Difesa a Defense One. Entrambi i paesi utilizzano il jet da combattimento di quinta generazione e si affidano ai pezzi di ricambio e agli aggiornamenti software degli Stati Uniti.

Ovviamente si accampa l’idea dell’abbandono di Trump del Vecchio Continente e altrettanto ovviamente si spera di sostituire gli aerei americani con quelli francesi.

Mentre gli europei chiacchierano, Donald Trump ha presentato ieri il caccia militare “più potente della storia”. Si tratta dell’F-47, aereo di sesta generazione parte del programma Next Generation Air Dominance (Ngad), che sarà costruito dalla Boeing ed è il progetto per garantire agli Usa il dominio del cielo nella nuova era di guerre ipertecnologiche. 

Nelle immagini con cui Trump ha accompagnato l’annuncio, l’F47 assomiglia a un velivolo alieno.

La scelta del numero 47 sarebbe un omaggio al tycoon, 47mo presidente americano.
 Il progetto della nuova arma è ovviamente top secret. Dovrebbe comunque surclassare progressivamente la flotta di F35 e altri aerei in possesso degli Usa.

Il programma Ngad, stimano gli esperti del settore, è “attualmente il programma più costoso nel budget di ricerca e sviluppo dell’Air Force”, con spese previste in bilancio di quasi 20 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni.

Il costo di ogni singolo velivolo è previsto tra i 200 e i 300 milioni di dollari, il triplo di un F-35, per fare un esempio.

Per aver un quadro di quello che sarà l’F-47, i cui dettagli tecnici restano segreti, si deve infatti partire dall’F-22 Raptor, che è considerato il fiore all’occhiello della supremazia aerea americana, sia per le elevate prestazioni che per le capacità stealth, ovvero riuscire a nascondersi evitando il tracciamento dei radar avversari. L’F-22 ha inoltre la capacità di trasportare molte tipologie di armi diverse, dai missili a bombe di varia natura.

Compared

Il programma Ngad prevede anche la creazione di una sorta di armata del cielo integrata, della quale potrebbe far parte anche il B-21 Raider, il bombardiere strategico di nuova generazione della Northrop Grumman, che potrebbe fare il suo debutto già il prossimo anno. 

Inoltre il programma prevede droni dotati di intelligenza artificiale, capaci di assicurare allo squadrone di battaglia molti vantaggi, come aumentare la portata d’azione sul campo, inquadrare bersagli, o fornire ulteriori difese.

A dimostrazione che in Europa si parla a vanvera, presentando il nuovo velivolo, il capo del Pentagono, Pete Hegseth ha affermato: “Questo caccia invia un messaggio molto chiaro e molto diretto ai nostri alleati: non andremo da nessuna parte. E ai nostri nemici: saremo in grado di proiettare la nostra potenza in tutto il mondo senza ostacoli per le generazioni a venire”.

Tutta la fuffa ipocrita sull’abbandono degli Usa è finita.

Senza la copertura aerea degli Usa l’Europa militarmente non esiste, anche perché il suo nuovo caccia di sesta generazione, sviluppato congiuntamente da Regno Unito, Italia e Giappone è allo stato di progetto.

Il Global Combat Air Programme (GCAP) è un progetto ambizioso che mira a creare un aereo da combattimento di nuova generazione, destinato a entrare in servizio nel 2035 ed è frutto della collaborazione tra i tre paesi e le loro principali industrie aerospaziali: BAE Systems (Regno Unito), Leonardo (Italia) e Mitsubishi Heavy Industries (Giappone).

Il programma nasce dall’unione di due progetti preesistenti: il Tempest, avviato dal Regno Unito con la partecipazione italiana nel 2018, e il programma giapponese F-X. L’accordo ufficiale tra i tre paesi è stato annunciato il 9 dicembre 2022, con la firma di un trattato a Tokyo il 14 dicembre 2023.

L’obiettivo è di sviluppare un caccia multiruolo stealth di sesta generazione per sostituire l’Eurofighter Typhoon (in uso in Italia e Regno Unito) e il Mitsubishi F-2 (in Giappone).

Il velivolo sarà progettato per operazioni multi-dominio, integrando tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale, sensori integrati, radar di nuova generazione e capacità di interoperabilità con droni e altri sistemi.

La fase di sviluppo è iniziata nel 2024, con l’obiettivo di completare la progettazione entro il 2027 e rendere il caccia operativo entro il 2035.

Campa cavallo. Il nuovo F-47 sarà operativo entro il mandato di Trump.

Come volevasi dimostrare, in Europa chiacchiere impotenti e in Usa fatti di potenza.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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