
Gli anglo americani hanno coniato un termine che riprendo e faccio mio N.I.N.B.Y., Not in my back yard, cioè “Fai tutto quello che vuoi ma non nel mio cortile” è un termine ormai globalizzato che nei vari Paesi ha assunto il senso dell’egoismo e dell’indifferenza sociale verso quelle problematiche che riguardano la collettività. Nel nostro Paese, proprio per le sue caratteristiche, NINBY, ha assunto un valore ancor più universale di ciò che impedisce la crescita e lo sviluppo della nostra comunità. Infatti ad ogni ipotesi di provvedimento già frenato per anni dalla burocrazia imperante ovunque e comunque scattano subito i soliti “comitati contro” che bocciano il progetto che si vorrebbe portare avanti, qualunque esso sia. Nell’ultimo trentennio l’Italia è finita nelle mani di una sarabanda di pazzi spesso accompagnati da schiamazzi, pernacchie e male parole che imperversano sui giornali, nelle tv, sui social e alle radio generando una comica assurdità e, soprattutto, che dice sempre “NO” a tutto. Tutti contro tutti in un crescendo che ha avvinghiato e capovolto ogni legge del buon senso. Per non parlare della sempre più comica o forse anche ridicola situazione in cui, accusatori ed accusati, si vengono a trovare vieppiù. Tutti parlano di tutto! E tutti sanno di tutto: in un tourbillon di proposte a dir poco amene fatte da non addetti ai lavori aizzati, se non proprio strumentalizzati, da mute di giornalisti al servizio dei loro editori sia della carta stampata che di radio, tv e web.
E più sono incompetenti e più appaiono e, quindi, più esternano ricette risolutrici e miracolistiche. Quelli che vengono intervistati e ricercati dai media lo sono solo perché hanno avuto il coraggio (si fa per dire) di spernacchiare questo o quella. E l’enfasi ridondante che gli costruiscono intorno è il sintomo di una maionese impazzita che eccita, coinvolge e distrugge.
Not in my back yard ovvero fate tutto quello che volete ma non nel mio giardino!
Uscendo dal motto anglofono si può dire che, in questa serissima e complicata fase economica, molti parlano per proporre sacrifici nel giardino altrui escludendo il proprio, ovviamente. E, di conseguenza, fanno esattamente al contrario quando si tratta di disegnare i confini dell’onestà e della moralità, per cui vale l’assioma per il quale il proprio giardino (leggi famiglia o corporazione di appartenenza) è vergine ed immacolato e tutti gli altri sono infetti e sporchi. Per non parlare, poi, di quando si discute di fare sacrifici allorché l’erba del giardino vicino è sempre quella giusta da tagliare e mai la propria, naturalmente.
“Non importa che il gatto sia bianco o nero; ciò che importa è che acchiappi i topi”. Questo motto cinese che rivela tutta l’empirica sapienza di quel popolo e della grandissima parte dell’umanità intera purtroppo in Italia non vale o, se vale, lo è in modo molto marginale. Nell’intento di risvegliare il senso della realtà fra l’italica gente ci si è posti anche questa macabra caccia ai roditori. Fuor di metafora l’intenzione è quella di voler contribuire a far ragionare su fatti concreti per trovare soluzioni, altrettanto concrete, invece di sbagliare obiettivi. Si parte subito con una lista enorme e quasi sterminata di comitati della bella penisola che lottano contro qualcosa. Un lunghissimo elenco che non si può riportare per intero ma solo parzialmente, altrimenti avrebbe occupato un centinaio di pagine. Orbene, se per pacifica convinzione li si adottasse tutti non si farebbe più nulla e si arriverebbe all’immobilismo totale, che è l’immobilismo a cui stiamo, purtroppo, arrivando.
Per concludere si scoprirà che invece di valutare la bravura del gatto che si deve acquistare per catturare i topi ci si perde a tutti i livelli, dal bar sotto casa al parlamento, a discutere se è meglio prenderlo bianco piuttosto che nero e viceversa.
In un libro dello storico dell’Illinois Joel Mokyr, “La leva della ricchezza”, si legge: “In ogni società vi sono forze che si oppongono all’innovazione, che vogliono proteggere interessi particolari, piccole e grandi rendite. Nelle aziende di questi Paesi gli ingegneri sono stati sostituiti da avvocati, commercialisti e lobbisti, ascoltati dal Governo, che li protegge e guarda con sospetto agli innovatori. La storia ci insegna che qui inizia il declino di un Paese”.
Un breve elenco:
Coordinamento Terre Nostre no biomasse no biogas; Correggio contro biomasse è un comitato di cittadini che si oppone alle centrali a biomassa e biogas; Comitato Ambientale Villanovese Villanova Mondovì; comitato contro la centrale a biomassa a Tarcento; Comitato no expo; Comitato di San Benedetto dei Marsi contro la centrale a biomasse progettata; Comitato Marsicano No Power Crop, Wwf e Fare Verde; Comitato Lasciateci respirare di Lendinara; Comitato Lasciateci respirare di Monselice; Comitato Aria Pulita di Bovolenta; Comitato di Torri di Quartesolo; Comitato Canovetta Contro l’impianto a biomasse di S. Marco (Lucca); Comitato ‘no biomasse a Fibbiana’ contro il progetto a Montelupo Fiorentino; Comitato contro la Centrale a Nogara; Comitato spontaneo a Biomasse a Castel Goffredo; Comitato tutela Monte Mezzano; Comitato Petriolo per il Territorio; Comitato Territorio Sostenibile; Comitato Ambiente e Salute nel Piceno; Associazione Memoria – Mombaroccio; Associazione Quei dal Fium – Fano; Associazione Territorio Mondo – Sassoferrato; Circolo Albatros – Fano; Camerata Ambiente; Comitato Alta Fiastrella – San Ginesio; Comitato Campodiegoli – Fabriano Comitato difesa Montemezzano – Sassoferrato; Comitato Eolico Trasparente – Pegola; Comitato Lucrezia è Natura – Cartoceto; Comitato Interregionale-No Tubo – Apecchio; Comitato no Biogas – Montefelcino; Comitato no Biomasse a Santa Maria Apparente – Civitanova Marche; Comitato per la difesa dei diritti dei cittadini e per la salvaguardia del territorio – Mombaroccio; Comitato per la tutela dell’ambiente e del territorio di Camminate – Tombaccia; Comitato per la tutela del territorio – Matelica Comitato permanente per la salvaguardia di Belforte; Comitato Salute Territorio Corridonia; Comitato Sant’Antimo – Morro d’Alba; Comitato Sant’Elpidio a Mare; Comitato Territorio Attivo – Pesaro e Urbino; Comitato Territorio Sostenibile; Comitato Tutela Ambiente–Sassoferrato e San Donato; Comitato Valcesano Sostenibile – Mondavio; Comitato Valpotenza; Coordinamento dei comitati a tutela delle valli Metauro e Candigliano; Movimento Consumatori – Civitanova Marche; Comitato no Inceneritori di Terni; Comitato Ambiente e Salute di Caprese Michelangelo; Comitato no alle bio balle di Turbigo (MI); Comitato civico La Terra dei fuochi di Monticchio (AQ).
Ovviamente ce ne sono altre centinaia sparsi per tutta la penisola.





