Home Politica NELL’UNIONE EUROPEA IL SOCIALISMO È “PALEOLITICO”

NELL’UNIONE EUROPEA IL SOCIALISMO È “PALEOLITICO”

0

Con la regia di Frans Timmermans, nell’Unione Europea è andato in onda il socialismo paleolitico, quello dei raccoglitori e dei cacciatori, fase estrema e recessiva del socialismo, dopo quelle storiche del massimalismo, del riformismo e del liberalsocialismo.

E’ giunta l’ora, anche per rendere giustizia ai socialisti storici, in gran parte eliminati dalla scena politica per acquisirne il marchio, di chiamare quelli attualmente presenti nel Parlamento europeo con l’aggettivazione di paleolitici.

Il Parlamento europeo, con 336 voti a favore, 300 contrari e 13 astensioni, ha adottato mercoledi scorso una posizione con la quale chiede che, entro il 2030, l’UE adotti misure per il ripristino della natura che coinvolgano almeno il 20% delle sue aree terrestri e marine.

Il provvedimento, oltre che essere esiziale per l’economia del Vecchio Continente, già ampiamente mortificata ad arte con la guerra per procura che si combatte in Ucraina, costituisce una follia ideologica che ha il senso dell’eutanasia di quanto rimane del brand socialista, da tempo acquistato dalla finanza e dalle multinazionali.

Il ritorno al Paleolitico appartiene ad una logica regressiva di contrasto all’agricoltura e all’allevamento che, sotto le mentite spoglie di una battaglia per la salvezza del pianeta, apre la strada alle derrate alimentari coltivate nei laboratori delle multinazionali.

Non è un caso che Frans Timmermans, comandante in capo dell’orda verde socialista paleolitica, funzionale al comunismo finanziario, sia olandese, ossia un politico di uno Stato europeo divenuto il paradiso fiscale delle multinazionali.

E’ ormai tutto chiaro, palese, evidente, che i socialisti paleolitici europei, sintonici con la sinistra Dem Usa, non sono massimalisti, non sono riformisti, non sono utopisti, ma solo la longa manus delle multinazionali che intendono fare del Vecchio Continente la landa dove una popolazione impoverita, possibilmente nullatenente, vive in un mondo dove le opportunità appartengono solo alle élite legate alla finanza, mentre per tutti gli altri c’è il destino di essere materiali di scarto.

Sradicati dalla loro storia e dalla loro base sociale originaria, i socialisti paleolitici europei hanno abbandonato i diritti sociali e si sono fatti paladini del mondialismo globalista malthusiano e transumanista e delle follie green.

Nella strategia di Timmermans e dei socialisti paleolitici, che risponde ad una logica regressiva travestita da progressismo, c’è un senso di morte della natura e del rapporto tra la natura e l’essere umano che è la trasposizione all’esterno della morte del socialismo.

I risultati si vedono ogni giorno.

Le follie del socialismo paleolitico stanno producendo in tutti i Paesi europei una svolta a destra che dovrebbe indurre i paleolitici a capire che la loro strategia è rigettata ormai dalle masse che volevano imbonire, ma chi si è venduto alle logiche delle multinazionali è costretto, fino alla fine, a stare in trincea, perché qualsiasi deviazione dalle regole d’ingaggio sarebbe comunque la fine.

La follia green del socialismo paleolitico ha attaccato direttamente interessi concreti di sopravvivenza: casa, automobile, stipendio e pensione, welfare. Il tutto sotto una bandierina verde che ora è troppo stretta e che fa vedere molto bene la realtà sottostante.

La regressione del socialismo paleolitico lo sta portando all’estinzione e, in questi giorni, si assiste ai conati della morte di un mondo che con tutta probabilità con le prossime elezioni del Parlamento europeo, finirà con lo sfaldarsi.

Dalla fine del socialismo paleolitico si creerà lo spazio per nuove esperienze che si possano ancora ispirare ad una sinistra socialista moderna, democratica, riformista, capace di stare con i piedi per terra e capace di dare voce agli interessi del popolo? Può essere e può non essere. L’importante è che il socialismo paleolitico finisca la sua stagione di tristezza e di miseria e lasci libero il campo a un futuro migliore.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui