Mentre continuano gli attacchi a Hezbollah
I negoziati diretti fra Israele e il Libano inizieranno la prossima settimana e il primo incontro si terrà al Dipartimento di Stato a Washington.
Lo riporta Axios citando una fonte israeliana, secondo la quale gli Stati Uniti saranno guidati dall’ambasciatore americano in Libano Michel Issa. Israele sarà invece rappresentata dal suo ambasciatore negli Stati Uniti Yechiel Leiter, mentre il Libano dal suo ambasciatore a Washington Nada Hamadeh-Moawad.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una nota ha affermato: “Alla luce dei ripetuti appelli del Libano ad avviare negoziati diretti con Israele, ieri durante la riunione del Consiglio dei Ministri ho dato la direttiva di avviare al più presto negoziati diretti con il Libano. I negoziati si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull’instaurazione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano. Israele apprezza l’appello odierno del Primo Ministro libanese sul disarmo di Beirut”.
“L’Italia – ha commentato Tajani – è pronta a fare la sua parte per la stabilità del Libano. Nel Paese sono presenti soldati italiani non solo in missioni congiunte, ma anche in missioni bilaterali per aiutare le forze armate libanesi”.
“Stiamo lavorando per organizzare nei prossimi giorni il mio viaggio a Beirut per parlare con il presidente” Aoun “e inviare un messaggio chiaro dall’Italia per la stabilità di questo importante Paese”.
Nel frattempo non si fermano i raid israeliani sul Libano e il premier Netanyahu promette che continuerà a colpire Hezbollah ‘ovunque sia necessario con forza, precisione e determinazione’.
‘Basta attacchi Libano o la risposta sarà forte’, dice il presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf ribadendo che ‘Beirut fa parte integrante degli accordi sul cessate il fuoco’.
La tregua dunque appare sempre più fragile alla vigilia degli incontri tra mediatori USA e iraniani a Islamabad. Il responsabile del programma nucleare iraniano, Mohammad Eslami, ha precisato che ‘nessuno ci fermerà sull’arricchimento dell’uranio’.
Tutte le forze armate americane rimarranno “schierate” vicino all’Iran “fino al raggiungimento di un vero accordo”.
Lo ha scritto Trump su Truth.
“Se ciò non dovesse accadere, inizieranno gli scontri a fuoco, più grandi e più intensi di quanto si sia mai visto prima”, ha aggiunto seppur escludendo l’opzione nucleare.
Chiuso nel frattempo lo Stretto di Hormuz. Solo quattro navi adibite al trasporto di carichi secchi sono riuscite ad attraversarlo, dopo i raid israeliani sul Libano che per l’Onu sono un grave pericolo per la tenuta della tregua.




