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Lo stato dell’arte – The Rest – Parte II

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Lo stato dell'arte - The Rest - Parte II - La carta mantiene la classificazione geopolitica utilizzata nella prima parte: West e alleati, potenze antagoniste e paesi a maggiore autonomia di interessi. I colori indicano una collocazione geopolitica, non sistemi economici impermeabili: commerci, tecnologie e componenti continuano ad attraversarne i confini (Immagine prodotta con IA orchestratore Eko)
Lo stato dell'arte - The Rest - Parte II - La carta mantiene la classificazione geopolitica utilizzata nella prima parte: West e alleati, potenze antagoniste e paesi a maggiore autonomia di interessi. I colori indicano una collocazione geopolitica, non sistemi economici impermeabili: commerci, tecnologie e componenti continuano ad attraversarne i confini (Immagine prodotta con IA orchestratore Eko)

Tecnica, Intelligenza Artificiale, Industria

La potenza non è solo quello che si vede. Dietro una fabbrica, un’intelligenza artificiale o un aereo esistono macchine, componenti e conoscenze senza le quali anche il sistema industriale più grande può diventare vulnerabile.

Dopo alimentazione, miniere ed energia, The Rest entra nei suoi strati meno visibili: Tecnica, Intelligenza Artificiale e Industria.

È qui che la dimensione di una potenza incontra una domanda più difficile: non soltanto che cosa sappia produrre oggi, ma quanto sia capace di continuare a produrlo nel tempo.

Una grande potenza può possedere petrolio, minerali, fabbriche, eserciti e milioni di uomini.

Ma quanto rimane se non è in grado di costruire macchine indispensabili, produrre determinati componenti o sostituire tecnologie che improvvisamente non può più acquistare?

Entra così in gioco una variabile poco visibile: il tempo. Un paese può continuare a produrre utilizzando macchine e tecnologie acquistate all’estero o disponendo di grandi scorte.

Ma se non riesce a sostituire ciò che consuma o si deteriora, nel tempo la sua capacità produttiva cambia.

Le carte di The Rest fotografano queste capacità. I colori distinguono il West e i suoi alleati, le potenze antagoniste e una vasta zona di Paesi che non appartengono stabilmente all’uno o all’altro sistema e perseguono, con differenti margini di autonomia, i propri interessi nazionali. Una zona contesa, che non costituisce un terzo blocco.

Tecnica

The Rest - Tecnica

La Cina è di gran lunga il maggiore nodo tecnico di The Rest. Semiconduttori, telecomunicazioni 5G, robotica, spazio, droni e sistemi digitali di controllo mostrano un sistema tecnologico molto esteso. India e Russia aggiungono capacità importanti in alcuni settori.

La dimensione, però, non racconta tutto. La Cina produce semiconduttori, ma per realizzare quelli più avanzati occorrono macchine di straordinaria complessità. La litografia ne offre un buon esempio.

Pechino sviluppa tecnologie proprie e ha compiuto progressi, ma nella fascia di frontiera alcune apparecchiature e competenze rimangono concentrate altrove.

Non è necessariamente una condizione definitiva. Le tecnologie possono essere sviluppate, sostituite o aggirate e non tutti gli impieghi richiedono le prestazioni più avanzate. Il problema diventa allora capire quanto tempo occorra per sostituire ciò che manca e quali capacità possano ridursi nell’attesa.

Intelligenza Artificiale

IA - The Rest

L’Intelligenza Artificiale offre una fotografia diversa. Cina, India, Russia, Emirati e Arabia Saudita, con pesi molto differenti, dispongono di capacità di calcolo, data center, modelli e piattaforme. I grandi nodi dell’IA risultano quindi ampiamente presenti nell’area osservata.

Ma anche il modello più sofisticato deve funzionare su una macchina. Servono processori e, per produrre quelli più avanzati, ritornano semiconduttori, litografia, macchine e strumenti di misura.

Una debolezza della Tecnica può così trasferirsi all’IA. Un settore può possedere modelli, software e capacità di calcolo e tuttavia poggiare, in alcuni dei suoi livelli più avanzati, su tecnologie che non riesce ancora a riprodurre interamente.

Industria

Industria - The Rest

La fotografia industriale appare ancora più consistente. Cina, India, Russia, Turchia e altri paesi possiedono, in misura diversa, materiali trasformati, macchine utensili, automazione e capacità di costruire sistemi complessi.

La Cina costruisce navi, treni, centrali, turbine e aerei; Russia e India aggiungono altre importanti capacità industriali e tecnologiche.

Ma per comprendere la solidità di questo sistema bisogna aprire il prodotto.

Dentro una macchina moderna troviamo cuscinetti di precisione, sensori, servomotori, semiconduttori e sistemi elettronici che ne governano i movimenti.

Per produrre questi componenti servono altre macchine; per costruire e calibrare quelle macchine occorrono strumenti ancora più precisi.

Compaiono così alcune vulnerabilità meno visibili: macchine utensili di altissima gamma, metrologia estrema, determinati componenti di precisione, apparecchiature per semiconduttori e tecnologie necessarie ai motori aeronautici più avanzati. Non tutte hanno lo stesso peso e alcune possono essere sostituite più facilmente di altre.

Qui le dimensioni possono ingannare. Una tecnologia relativamente piccola può avere un valore economico modesto e tuttavia condizionare una filiera enormemente più grande.

Emerge così la differenza tra un nodo produttivo, che permette di costruire qualcosa, e un nodo di riproduzione, che permette di conservare nel tempo la capacità di continuare a costruirlo.

La presenza di un nodo, inoltre, non significa necessariamente poterne disporre. Una tecnologia che manca in Cina può essere acquistata in India, in Turchia, nel Golfo o anche in un Paese occidentale.

I colori della carta descrivono collocazioni geopolitiche, non muri impermeabili. Finché le relazioni commerciali rimangono aperte, molte insufficienze possono essere compensate attraverso gli scambi.

La questione cambia quando una relazione diventa difficile o viene interrotta. È allora che acquistano importanza la possibilità di trovare altri fornitori e, soprattutto, la capacità di sviluppare ciò che non è più disponibile.

Le grandi potenze sembrano muoversi anche in questa direzione, seppure con strategie differenti.

La Cina investe nelle tecnologie nelle quali individua proprie carenze; gli Stati Uniti cercano di attrarre sul proprio territorio produzioni considerate strategiche; la Russia ha tentato di sostituire forniture divenute più difficili dopo le sanzioni.

Non sono politiche autarchiche è la ricerca di una minore vulnerabilità nei punti considerati più delicati.

La forza di una potenza non sembra quindi misurabile semplicemente contando quanti nodi possiede. Conta quali controlla, quanto siano difficili da sostituire e quanto profondamente condizionino le altre parti del sistema. Una grande industria può essere vulnerabile attraverso

tecnologia apparentemente secondaria; al contrario, il controllo di un piccolo nodo difficilmente sostituibile può produrre un vantaggio molto superiore al suo valore economico.

Le carte mostrano così un The Rest dotato, nei settori fin qui esaminati, di capacità tecniche e industriali molto estese. Le insufficienze che emergono sembrano concentrarsi soprattutto in alcuni passaggi profondi e difficili da riprodurre, più che nelle grandi produzioni visibili.

È una fotografia, non un mondo immobile. Ma proprio la fotografia permette di vedere i muri portanti: ciò che un sistema possiede, ciò che può riprodurre e ciò che, almeno per ora, deve ancora cercare altrove.

Note

1. Tecnica, semiconduttori e litografia.
La Cina dispone di una vasta industria dei semiconduttori, ma la produzione dei chip di frontiera continua a dipendere da alcuni segmenti tecnologici nei quali la capacità domestica rimane incompleta. Nel luglio 2026 è iniziata la produzione cinese di sistemi litografici DUV a immersione sviluppati internamente; Reuters segnala tuttavia che le apparecchiature sono ancora in fase di verifica, lontane dall’affidabilità necessaria alla produzione avanzata su larga scala e tecnologicamente distanti dai sistemi EUV di ASML. Il caso mostra anche il carattere dinamico delle dipendenze: una carenza attuale non equivale necessariamente a una dipendenza permanente.

2. Intelligenza Artificiale.
Lo Stanford AI Index 2026 registra una forte convergenza delle capacità statunitensi e cinesi: il divario di prestazioni fra i migliori modelli dei due paesi viene considerato sostanzialmente chiuso. Nel 2025 gli Stati Uniti hanno prodotto 59 modelli classificati come “notable”, contro 35 cinesi, mentre la Cina guida per volume delle pubblicazioni, citazioni e brevetti. La capacità mondiale di calcolo per l’IA è stimata in 17,1 milioni di equivalenti Nvidia H100; Nvidia rappresenta oltre il 60% del computer globale censito, mentre Huawei mantiene una quota ancora ridotta ma crescente. La concentrazione dell’hardware rimane significativa: secondo Stanford, TSMC fabbrica quasi tutti i principali chip destinati all’IA.

3. L'”industria madre”.
Le macchine utensili, torni, fresatrici, rettificatrici, centri di lavoro e sistemi CNC, vengono spesso definite in Cina industrial mother machines: sono le macchine che permettono di costruire i componenti e le altre macchine dell’industria. È uno dei punti più importanti dell’articolo perché introduce concretamente il nostro concetto di nodo di riproduzione. La Cina è ormai uno dei massimi produttori mondiali di macchine utensili, ma la situazione cambia nelle fasce più sofisticate. Una valutazione 2025 della U.S.-China Economic and Security Review Commission stima che l’obiettivo cinese di raggiungere l’80% di quota domestica nelle macchine CNC di alta gamma non sia stato raggiunto: la quota indicata è circa il 33%; imprese straniere continuano inoltre a dominare alcuni componenti critici, tra cui le viti a ricircolo di sfere di fascia alta. È un dato particolarmente utile perché impedisce di confondere dimensione industriale e completezza tecnologica.

4. Robotica e automazione.
La Cina possedeva nel 2024 oltre 2 milioni di robot industriali operativi e ne installò circa 295.000 nello stesso anno, pari al 54% delle nuove installazioni mondiali. Per la prima volta i produttori cinesi superarono quelli stranieri sul mercato interno, raggiungendo il 57% delle installazioni; nel comparto metalli e macchinari la quota dei fornitori domestici arrivò all’85%.

5. Metrologia e riproducibilità industriale.
La metrologia industriale comprende gli strumenti e i sistemi necessari a misurare, verificare e calibrare con precisione componenti e macchine. Senza misure comuni e affidabili diventa difficile garantire intercambiabilità e produzione di precisione. Nel 2025 lo stesso Ministero cinese dell’Industria ha riconosciuto persistenti criticità negli strumenti di misura e nei materiali di riferimento e ha fissato per il 2027 l’obiettivo di superare oltre 100 tecnologie chiave di misura e calibrazione, rivedere più di 300 specifiche tecniche e sviluppare oltre 100 strumenti e materiali di riferimento. È forse l’esempio più chiaro di una tecnologia poco visibile il cui peso strategico può essere molto superiore al suo valore economico immediato.

Per saperne di più

1. UNCTAD, Technology and Innovation Report 2025. Inclusive Artificial Intelligence for Development, United Nations, Geneva, 2025.
È particolarmente utile perché mette insieme tecnologie di frontiera, IA, infrastrutture di calcolo, brevetti, competenze e capacità industriale, consentendo anche confronti fra Cina, Occidente e paesi emergenti.

2. International Federation of Robotics (IFR), World Robotics 2025 – Industrial Robots, Frankfurt, 2025.
Per il nodo industria/automazione è una fonte quantitativa eccellente: installazioni, stock e distribuzione mondiale della robotica industriale. Il dato cinese è impressionante: nel 2024 la Cina ha assorbito il 54% delle nuove installazioni mondiali.

3. Ministero dell’Industria e dell’Information Technology della Repubblica Popolare Cinese (MIIT), Accelerare lo sviluppo di alta qualità dell’industria delle “macchine madri” 2025.
Il documento definisce l’industria madre «lo strumento per costruire gli strumenti» e una base dell’autonomia industriale; soprattutto riconosce esplicitamente la necessità di colmare debolezze nella catena e nelle tecnologie chiave. Questo lo rende molto più interessante di un documento semplicemente celebrativo.

4. UNCTAD, Technology and Innovation Report 2025 – Chapter I: AI at the Technology Frontier, Geneva, 2025.
Questo capitolo è direttamente pertinente al nodo IA: concentrazione della R&S, brevetti, capacità di calcolo, data center e rapporto dell’IA con le altre tecnologie di frontiera. UNCTAD rileva, tra l’altro, la forte concentrazione fra Stati Uniti e Cina.

5. International Federation of Robotics, China Makes AI-powered Robots Core of National Strategy, Frankfurt, 2026.
Si trova esattamente nel punto d’intersezione dei nostri tre nodi: TECNICA → IA → INDUSTRIA. Legge il XV Piano quinquennale cinese 2026–2030 attraverso la convergenza fra IA, robotica e produzione industriale.

Autore

  • Sergio Ansuini

    Sergio Ansuini, già CEO di Ansuini Gioiellieri 1860, è stato fondatore e docente dei corsi di stilismo del gioiello all'Accademia di Costume e dello IED. Dopo incarichi apicali nelle associazioni orafe italiane, ha curato lo studio del Tesoro del Museo di San Pietro e il restauro delle suppellettili sacre del Sommo Pontefice.

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