Home Opinioni Mondo al contrario, ora il pericolo sono i giovani turisti israeliani

Mondo al contrario, ora il pericolo sono i giovani turisti israeliani

0
Mondo al contrario

I veri nemici della libertà si nascondono dietro il linguaggio dei diritti

Sta impazzando la polemica contro i ragazzi israeliani che vengono in Italia a fare le vacanze nel nostro Paese.

Giovani che, tutt’al più, portano qualche sorriso, qualche risparmio per gli esercizi commerciali e, magari, una diversa prospettiva su un paese che molti conoscono solo dai TG e dalla cronaca.

Non fanno alcun male, non minacciano nessuno, non portano ideologie nocive. Sono ragazzi che vogliono divertirsi, come tutti i ragazzi del mondo. Eppure, contro di loro si scatena un’ondata di odio che non ha eguali.

Niente – o quasi niente – si dice, invece, sul pericolo enorme rappresentato dalle politiche di accoglienza di gente che si dice palestinese e che spessissimo non solo non condanna Hamas, ma è legata, più o meno direttamente, a quella organizzazione.

Non è un’opinione, è un fatto: alcune delle persone entrate in Italia negli ultimi anni provengono da contesti in cui Hamas è un’organizzazione politica e militare dominante, e portano con sé non solo le loro storie personali, ma anche le loro fedeltà, le loro simpatie, i loro silenzi complici.

La presenza di persone legate ad Hamas, in Italia, è un pericolo per l’Italia stessa – non solo per Israele. Perché Hamas non è un movimento di liberazione, come piace raccontare a certa sinistra: è un frammento della Fratellanza Musulmana.

E la Fratellanza Musulmana – fondata in Egitto nel 1928 da Hassan al-Banna – è un gruppo che ha per statuto, per dichiarazione programmatica, l’idea di penetrare le strutture politiche di un Paese per poi prenderne il controllo. Non è complottismo: è scritto nei loro documenti, attestato nelle loro azioni, dimostrato dalla loro storia.

È accaduto a Gaza, dove Hamas ha preso il potere con un colpo di mano nel 2007 e da allora governa con il pugno di ferro, schiacciando ogni dissenso, trasformando la striscia in un campo di addestramento per terroristi e in un deposito di missili.

È accaduto in Egitto, dove la Fratellanza Musulmana è salita al potere con le elezioni nel 2012 per poi essere rovesciata da un colpo di stato militare nel 2013 – ma solo dopo aver mostrato le proprie carte, ovvero la volontà di trasformare un Paese laico e moderato in una teocrazia islamista.

Questo è il motivo per cui la Fratellanza è nata: per conquistare il potere, non per dialogare. Per imporre la legge islamica, non per integrarsi. Per sostituire la democrazia con la sharia, non per arricchirla.

E se oggi si parla poco di questo pericolo – se si preferisce guardare dall’altra parte – è perché una certa propaganda, una certa sinistra, una certa intellighenzia progressista ha scelto di vedere nella Fratellanza Musulmana un interlocutore legittimo, un movimento popolare, una forza democratica.

Come se la democrazia potesse includere l’odio per gli ebrei, la sottomissione delle donne, la guerra santa contro gli infedeli.
Eppure, si va in giro a parlare del “pericolo israeliano”, come se fosse un’orda di invasori pronti a conquistare l’Europa.

Si va in giro a parlare della necessità di accogliere, di accogliere chi? Persone di cui sappiamo pochissimo, se non quello che ci dicono le ONG e i centri sociali.

Si va in giro a fare sfilate palestiniste, a bruciare bandiere israeliane, a inneggiare alla resistenza.

E, intanto, i ragazzi israeliani – che sono il volto sorridente di un Paese che si difende da chi vuole cancellarlo – vengono presi di mira, insultati, aggrediti verbalmente, e talvolta anche fisicamente, solo per le loro origini e chi sono. Solo perché hanno avuto il coraggio di venire in vacanza in un Paese che si dice civile.

Questo è il mondo alla rovescia.

Dove il pericolo viene identificato in chi cerca di vivere in pace, e si indica come chi ha come progetto quello di seminare dittature.

Dove chi predica l’odio viene accolto a braccia aperte, e chi porta sorrisi e risparmi viene rifiutato.

Dove la Fratellanza Musulmana, che è una minaccia concreta per la nostra sicurezza, viene trattata come un movimento di liberazione, e Israele, che è una democrazia imperfetta ma reale, viene trattato come un regime di apartheid.

Basta con questa ipocrisia.

Basta con questa cecità selettiva.

I veri pericoli sono quelli che non vogliamo vedere. I veri nemici della libertà sono quelli che si nascondono dietro il linguaggio dei diritti.

E finché continueremo a confondere le vittime con i carnefici, l’Italia sarà meno sicura, meno libera, sempre meno se stessa.

Autore

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui