Anche Elly Schlein solidarizza con una vera leader
Un Trump scioccato dice al Corriere che pensava che la Meloni avesse coraggio e che su di lei si è sbagliato perché lei difende il Papa e non lo segue in tutte le mosse relative alla guerra con l’Iran e, soprattutto, nelle logiche israeliane.
Antonio Tajani spiega: “Meloni dice ciò che pensa, difenderà sempre l’Italia” e la segretaria del Pd, Elly Schlein è indotta ad esprimere alla leader italiana la sua solidarietà.
“Giorgia Meloni non vuole aiutarci nella guerra, sono scioccato”, ha detto Donald Trump parlando al telefono con Il Corriere della Sera.
Trump, che afferma inoltre di non aver parlato con Meloni “da molto tempo”, è contrariato “perché non vuole aiutarci con la NATO, non vuole aiutarci a sbarazzarci dell’arma nucleare. È molto diversa da quella che pensavo”.
Il presidente americano critica la premier italiana che un mese fa, in un’altra intervista al Corriere, lui stesso aveva definito un’amica e una grande leader che “cerca sempre di aiutare. Non è più la stessa persona, e l’Italia non sarà lo stesso Paese”.
“Piace il fatto che la vostra presidente non stia facendo nulla per ottenere il petrolio? – chiede Trump – Piace alla gente? Non posso immaginarlo. Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo”.
Trump critica l’affermazione di Giorgia Meloni, la quale ha detto che le sue parole sul Papa sono inaccettabili e afferma perentorio: “E’ lei che è inaccettabile, perché non le importa se l’Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità”.
E così la segretaria del Pd Elly Schlein in Aula alla Camera esprime “ferma condanna per attacco del presidente Donald Trump alla presidente Meloni per avere doverosamente espresso solidarietà a Papa Leone. Siamo avversari in quest’Aula – ha aggiunto – ma tutti cittadini italiani e non accetteremo attacchi o minacce al governo e al nostro Paese”.
Antonio Tajani commenta: “Noi siamo e rimaniamo sinceri sostenitori dell’unità dell’Occidente e solidi alleati degli Stati Uniti, ma questa unità si costruisce con lealtà, rispetto e franchezza reciproci. Siamo abituati a dire ciò che pensiamo perché questo fanno le persone serie. Fino a oggi il Presidente Trump considerava Giorgia Meloni una persona coraggiosa. Non si sbagliava perché è una donna che non rinuncia mai a dire ciò che pensa. E su Papa Leone XIV ha detto esattamente ciò che tutti noi cittadini italiani pensiamo. Il Presidente del Consiglio e il Governo difendono e difenderanno sempre e soltanto l’interesse dell’Italia”.
Il tempo è galantuomo e premia la coerenza. Giorgia Meloni si conferma una vera leader, capace di difendere le proprie idee e l’Italia, in un quadro di alleanze, ma non di sottomissione. Alleati non significa servi.
Ovviamente non mancano i seguaci della coerenza nefasta intus et in cute che ben poco hanno capito e capiscono della politica, perché dediti al trasformismo più bieco, come i pentastellati, che hanno fatto tutte le giravolte del mondo e il cui capo, non più tardi di una settimana fa, ha tentato di accreditarsi presso Trump incontrandosi con Paolo Zampolli. Un incontro lontano dai riflettori, consumato tra le sale riservate di un ristorante romano.
Il faccia a faccia tra Giuseppe Conte e Paolo Zampolli non è passato inosservato agli osservatori politici, perché dietro quel tavolo non sedeva soltanto un imprenditore, ma uno degli uomini più vicini a Donald Trump quando si tratta di dossier sensibili tra Stati Uniti e Italia.
In buona sostanza, Conte ha tentato di ridiventare Giuseppi. Ennesimo cambio di giacca. Meglio di Fregoli. Riguardo al bacio della pantofola Conte è in attesa di essere ricevuto.
L’intervento dei 5 stelle alla Camera del capogruppo Riccardo Ricciardi è uno spettacolo di varietà di provincia.
«Se non ti comporti come istituzione per anni e ti comporti come leader politica, prona a Donald Trump per 4 anni, fino a candidarlo al Premio Nobel per la pace, sino a portare come unico componente a quel comitato d’affari che si chiama Board of Peace, il Paese Italia, se non partecipi alla convention del Partito Repubblicano, ma alla convention Maga, fai nazionalismo e nazionalismo sempre – ha detto Riccardo Ricciardi – questa è la moneta con cui ti ripagano. Perché noi l’abbiamo detto in quest’aula che ci sono servi sciocchi, talmente sciocchi che perfino i padroni li prendono in giro. E questo è stato quello che ha fatto la presidente Meloni. Quindi la solidarietà all’istituzione, ma questa presidente del Consiglio non ha portato avanti l’alleanza istituzionale con gli Stati Uniti, ha portato avanti l’alleanza partitica tra destre sovraniste che poi quando vedono scontrarsi i loro interessi, vanno fatalmente e inevitabilmente in corto circuito».
Al suo fianco Giuseppe Conte, in attesa di baciare la pantofola e ridiventare coerentemente Giuseppi.
Non male anche la performance da varietà di un altro campione del trasformismo politico italiano, ossia Matteo Renzi, il quale, goliardicamente, gongola: «Scaricata dal suo guru, il crollo è appena cominciato. Ecco le parole del presidente degli Stati Uniti: Meloni non ha coraggio, non la sento da tempo, non ha fatto nulla sulla sicurezza, ha fallito sui migranti, non lavora per giuste soluzioni energetiche. E questo, Donald Trump, che era il suo alleato: potete immaginarvi cosa dicono di lei gli altri?».
Al netto dei trasformisti da varietà di provincia, Giorgia Meloni emerge per quello che è: una leader vera.





