Il concetto di antifascismo trasformato in un architrave del TINA
L’antifascismo non è più uno strumento adatto a perimetrare l’ambito di una democrazia sostanziale, è un contenitore vuoto e, infatti, i primi a definirsi tali sono tanti difensori nostrani del sionismo.
Ma questa, come si dice in gergo, è solo la punta dell’iceberg.
Antifascisti si dicono coloro che stanno volgendo l’intero assetto economico alla guerra e sono gli stessi che hanno rotto l’unità territoriale dello Stato, privatizzato la sanità e aziendalizzato la scuola.
Quelli che hanno sottratto allo Stato la facoltà di intervento nell’economia, precarizzato il lavoro, distrutto il potere d’acquisto dei salari, imposto il vincolo esterno, sabotato l’art. 3 della Costituzione.
Vero è che negli ultimi trent’anni tutte queste azioni politiche sono state portate avanti anche da coloro i quali non hanno mai avuto nell’antifascismo un riferimento fondante, ma questa è proprio la dimostrazione che il concetto di antifascismo ha esaurito la sua energia politica e non ci aiuta a capire la realtà.
È stato scientemente sabotato e accartocciato e trasformato in un architrave del TINA (There Is No Alternative).
Il risultato di questa immonda perimetrazione mentale coatta è tale che, agli occhi di milioni di persone, se provi a fare un ragionamento di questo genere vuol dire che proprio antifascista non sei, o quanto meno, non lo sei abbastanza, vuoi sparigliare le carte, non accetti la spaccatura identitaria con cui ‘noi’ ci differenziano da ‘loro’.
Insomma, è probabile che tu sia stato contaminato e, allora, tutto ciò che dici perde valore e devi scomparire.
Il capolavoro semantico di Umberto Eco è stato un gigantesco servizio per la classe dominante. È, a tutt’oggi, inattaccabile. Dal mio misero strapuntino, continuerò a pensare che non esiste antifascismo senza difesa della Costituzione, dell’art. 3, dell’art. 11, dell’unità territoriale dello Stato, del suo ruolo pubblico in economia, della sovranità popolare.
Non c’è Bella Ciao che tenga, potete cantarla anche in swaili, alla fiera del tartufo di Acqualagna, davanti allo stand dell’associazione tartufai evoliani spiritualisti di Pascelupo.
L’unico dato che conta è quello proporzionale tra il decadimento economico e sociale delle classi medie e l’attrattività di ritorno dei modelli autoritari.
L’antifascismo o ci porta la democrazia sostanziale o non è servito a niente.





