Home Politica MELONI ALL’ASSEMBLEA DI FD’I: “FIERA DEI RISULTATI RAGGIUNTI”

MELONI ALL’ASSEMBLEA DI FD’I: “FIERA DEI RISULTATI RAGGIUNTI”

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Tornata a parlare in veste di presidente di Fratelli d’Italia, la premier Giorgia Meloni ha tenuto ieri a rapporto il partito in una lunga assemblea in cui, innanzitutto, ha rivendicato i risultati raggiunti dall’esecutivo in questo primo anno di legislatura ed ha lanciato un chiaro avviso ai naviganti: “Se qualcuno dovesse pensare che l’anno passato sia stato difficile, signori, temo che non abbiate visto niente” perché la battaglia politica sarà “ancora più feroce, gli attacchi si moltiplicheranno, le trappole e i tentativi di disarcionarci anche”. Cosa già avvenuta in questo anno, secondo la premier, che ha dedicato parte del proprio intervento alle “continue campagne finto scandalistiche, i dossieraggi, le continue richieste di dimissioni di questo o quell’altro”. E ancora “fango gratuito perfino sui familiari, con inchieste durate mesi su amici e parenti, la mia storia personale è stata passata in radiografia praticamente dal giorno in cui sono nata: si è visto di tutto” compresi gli attacchi ad Arianna, che “è sempre stata penalizzata per essere mia sorella”. Ma, secondo la premier, tutto questo “è stato un boomerang, perché sono riusciti a dimostrare solo che ero esattamente la persona che dicevo di essere”. Quella “orgogliosa di essere rimasta se stessa” e di “aver detto ‘no’ quando era giusto farlo”.

Attacchi personali ma anche politici, visto che in questo primo anno “è andata sempre così: noi dalla parte delle cose di buon senso, dalla parte degli italiani fino ad oggi indifesi, impauriti, vessati. E quelli della sinistra automaticamente dall’altra, pur di attaccare il governo”. E qui gli esempi, per la premier, non mancano: “Quando abbiamo salvato il carcere ostativo, un pilastro della lotta antimafia, la sinistra ha fatto ostruzionismo sperando che il decreto decadesse, anche con il rischio di favorire qualche boss”. E poi sul decreto rave, sulla lotta alle baby gang, sul contrasto alla droga ed alla criminalità giovanile. Senza dimenticare che la sinistra “ha avuto da ridire perfino sulla tassazione agli extraprofitti delle banche. Ma io difendo e difenderò quel provvedimento”. Un atteggiamento che secondo la presidente è contro l’Italia: “Mi fa abbastanza arrabbiare” vedere la sinistra “esultare a ogni minima difficoltà del Paese”. Come avvenuto in occasione della recente contrazione del Pil, quando “loro hanno esultato come per un gol alla finale dei Mondiali. Gente che tifa contro l’Italia, che stappa le bottiglie esultando dai balconi se c’è una flessione del Pil”.

Ma la realtà, stando alle parole della premier, è diversa perché “le stime del Pil italiano, con tutta la revisione, sono al di sopra della media europea” e soprattutto “stiamo dando al Paese una strategia che non aveva da anni, un orgoglio che aveva dimenticato, una stabilità che è alla base di ogni, vero, cambiamento possibile”. E in questa visione di lungo periodo, il 2024 sarà l’anno “della riforma costituzionale, dei primi mattoni della riforma fiscale, della parte più consistente della riforma della giustizia”. Insomma, l’anno delle riforme ma anche quello “della presidenza italiana del G7, l’anno del Piano Mattei, il grande progetto strategico che restituirà all’Italia la sua centralità nel Mediterraneo”. Si parte, però, dalla legge di Bilancio, da scrivere “con poche risorse da spendere grazie ai nostri predecessori che hanno gettato dalla finestra miliardi per tentare di comprare il consenso dei cittadini”. Momenti importanti ed obiettivi ambiziosi per cui servirà un esecutivo coeso, nonostante le turbolenze per le prossime elezioni europee. Da qui l’appello della presidente: “Siamo al governo della Nazione e per noi fare gli interessi dell’Italia è prioritario. E sono certa che anche i nostri preziosi alleati di governo siano consapevoli del fatto che il peso che tutti insieme abbiamo sulle spalle è talmente grave da non consentirci di sprecare energie in eventuali atteggiamenti egoistici di qualsiasi genere”. Di certo la premier continuerà a tenere le redini del partito, di cui sarà presidente “finché non deciderete di sostituirmi”, ha chiosato davanti ai circa 400 delegati presenti.

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