
di Sergio Restelli
La Cina contemporanea non aderisce più alle idee di Mao Zedong sulla rivoluzione permanente e sull’internazionalismo socialista.
Tuttavia, il maoismo ha influenzato profondamente il movimento nazionale palestinese, con una strategia di guerriglia prolungata e un linguaggio anticolonialista che mescola nazionalismo rivoluzionario, anti-occidentalismo e populismo.
Mao Zedong e la Cina maoista hanno avuto un impatto duraturo sull’OLP, fornendo armi, munizioni e una strategia politico-militare che ha rafforzato il movimento.
Dopo la guerra arabo-israeliana del 1967, molti militanti palestinesi hanno adottato il marxismo-leninismo e le idee del socialismo rivoluzionario, vedendo la lotta armata come l’unica via per la liberazione.
Negli anni ’70, gruppi come il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) e il Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina (FDLP) hanno abbracciato la strategia maoista della “guerra popolare”.
La morte di Mao nel 1976 e la Rivoluzione iraniana del 1979, con il suo rinnovato senso di militanza islamista, hanno segnato un declino dell’influenza maoista nel movimento palestinese.
L’Iran di Khomeini ha offerto un nuovo quadro ideologico, reintroducendo il concetto di jihad, che si è integrato con le idee maoiste di lotta armata e giustizia retta.
Hamas, emerso dopo l’era maoista, mostra ancora influenze maoiste nella sua ideologia e pratica, come il totale impegno nella lotta armata e il rifiuto del compromesso. Mao capiva l’importanza della propaganda e della guerra dell’informazione, una lezione seguita da Hamas che si presenta come un movimento di resistenza anticoloniale. La risposta militare di Israele agli attacchi del 7 ottobre 2023 ha portato a un cambiamento dell’opinione globale contro Israele, con Hamas che ha manovrato strategicamente per riportare l’attenzione internazionale sulla causa palestinese.
Se fosse ancora vivo oggi, Mao sarebbe probabilmente soddisfatto del caos e della violenza nel Medio Oriente, vedendo la continuazione delle sue strategie di guerriglia e propaganda.





