
La sinistra ormai ha perso ogni rapporto con la realtà e non è più nemmeno capace di fare i conti.
Soprattutto non è più capace di fare i conti con chi si allea.
Mélanchon pensava di essere lo scudo rosso di Macron, ma il Roth Schild di Macron è di ben altra natura.
Per dirla in breve, passato lo giorno, gabbato lo servo.
Nemmeno nel novero dei lavoratori stagionali. Personale avventizio, come un cameriere del catering. Finita la festa, tanti saluti.
Mélanchon, dopo aver accumulato una buona dose di voti, ha pensato di aver vinto le elezioni e ha chiesto due cose che insieme non stanno nemmeno con l’attak: essere nominato primo ministro e far sloggiare Macron dall’Eliseo. Solo all’asilo Mariuccia si possono avere certe idee.
Per avere i voti necessari in Parlamento Mélanchon avrebbe dovuto non mandar via Macron, ma allearsi con il pupillo dei Rothschild. Ma se esulti senza fare i conti col pallottoliere e, soprattutto, con chi hai a che fare, finisci con un ben servito in mano.
E’ andata così l’operazione che ha visto la grande alleanza tra Macron e il Fronte Popolare, chiamato alla resistenza antifascista contro la destra della Le Pen. Subito dopo aver servito è stato licenziato. A fare alleanza con i rappresentanti della finanza al massimo si può aspirare al camerierato con contratto a tempo determinato. Nel caso in esame: personale avventizio.
Macron ha chiesto ad Attal di stare al suo posto. La sostanza è: delle elezioni non mi importa nulla. Figuriamoci cosa gli può importare di Mélenchon.
Il centrista Bayrou propone un’alleanza dalla sinistra, senza Mélenchon, alla destra, senza Le Pen.
E’ iniziato il canto delle sirene per soluzioni all’italiana in stile Monti, Draghi.
Il presidente di MoDem (scritto così sembra la scatolina del WiFi), il centrista François Bayrou, propone un’intesa che va dalla sinistra senza La France Insoumise alla destra, escludendo il Rassemblement National.
Un centrone senza le due estreme. Un inciucione, chiamando al banchetto i Repubblicani e i Socialisti.
Intervenendo su Tf1, Bayrou ha fatto notare che dopo le legislative in Francia “non c’è una maggioranza, siamo in una situazione in cui non c’è un vincitore”, anche se il Nouveau Front populaire è arrivato primo. “Per costruire una maggioranza – ha detto Bayrou -, i deputati dovranno allora creare un’intesa che lavorerà insieme per il bene del Paese. Va dalla sinistra, fuori da LFI (Mélenchon, ndr), alla destra, senza il Rassemblement national”.
Secondo quanto riporta Le Figaro, infatti, ci sarebbe uno scontro in atto tra Attal e il ministro dell’Interno Gerald Darmanin.
Quest’ultimo puntava alla nomina di un rappresentante di destra a Matignon (sede del Governo, ndr), salvo poi cercare alleati anche a sinistra.
I due, Attal e Darmanin, “cercano di influenzare la struttura del futuro gruppo macronista nell’Assemblea, e possibilmente assumerne la guida”.
Nel frattempo va in onda il tradimento.
Gerald Darmanin ha lanciato una proposta di collaborazione con il Partito socialista: “bisogna chiedere al PS – ha detto – se accetta dirompere con la France Insoumise e, in quel caso, a mio parere, su grandi temi, si potrebbe sempre discutere”.
Non male: dal tradimento alla richiesta di tradire.
La presa per i fondelli è grottesca. Facciamo tutti assieme una grande alleanza antifascista (la colla universale del secolo), diciamo agli elettori che insieme siamo la linea Maginot (non Matignon, sia chiaro). Diciamo che Mélanchon è lo Scudo Rosso della democrazia.
Ora che la Le Pen non ha avuto la maggioranza assoluta e che starà lontana da Matignon, cari socialisti, tradite per cortesia Mélanchon e rientrate, con contratto a termine, nel palazzo del vero Scudo Rosso.
La logica è sempre la stessa. O si è camerieri o si è allontanati dal palazzo.
Vedremo, nei prossimi giorni, se il Nuovo Fronte Popolare saprà resistere alle sirene macroniane che chiedono tradimenti e servitù, per fare un’opposizione degna di questo nome.
Nel frattempo, per quanto riguarda la Le Pen, non ha vinto, nel senso che non ha raggiunto la maggioranza assoluta che le avrebbe consentito di governare senza inciuci, ma ha aumentato la sua forza parlamentare e, soprattutto, non si è trovata, grazie alle congiunzioni astrali, a dover governare un Paese alla deriva economica e sociale con un presidente che avrebbe remato contro. La coabitazione, così come funziona in Francia, è un pessimo affare per la democrazia.
La Le Pen ora giocherà la partita europea libera da impegni di governo.
Il suo partito è entrato nel gruppo dei Patrioti, ormai terzo nel Parlamento europeo (84 deputati) e voluto da Viktor Orban. Capogruppo è stato eletto Jordan Bardella.
Foto Patrioti.
L’appuntamento è il 18 luglio per l’elezione della Von der Leyen, per la quale il canto delle sirene ora si rivolge a Giorgia Meloni (Ecr, 78 deputati).
Dulcis in fundo: l’asse franco tedesco è sbriciolato.
L’alleanza tra Francia e Germania che ha dettato legge nell’Unione Europea vede ora due Paesi con governi traballanti: la Francia in cerca di un possibile equilibrio inciucista e la Germania con un’alleanza semaforo che sta in piedi per miracolo.
Dietro le quinte si agita la crisi economica, sia per Parigi, sia per Berlino.
Mala tempora currunt, ma non cessa la logica di chi, per governare, invita al tradimento.
Si dice che Bruto e Cassio tradirono Cesare per evitare la sua deriva autoritaria, quindi per il bene comune. Quindi, secondo questa vulgata, il tradimento per il “bene comune” sarebbe pratica onorevole.
Aspettiamo notizie dal Nuovo Fronte Popolare.
“Tu quoque Brute, fili mi?”.





