Home Politica estera L’ONANISMO VOAYEURISTICO DELL’UNIONE EUROPEA

L’ONANISMO VOAYEURISTICO DELL’UNIONE EUROPEA

0

Le agenzie battono la notizia: “Siria, l’Ue resta alla finestra: sospesi i contatti con i ribelli siriani in attesa di “sviluppi”. La caduta del regime dittatoriale di Bashir al-Assad, aggiungono, ha costretto l’Unione europea a rivedere la sua politica di lunga data sulla Siria.

Un portavoce del Servizio europeo per l’azione esterna (Seae), lunedì ha dichiarato: “L’Unione europea non si sta attualmente impegnando con l’Hts o i suoi leader. Punto e basta”.

“Man mano che l’Hts si assumerà maggiori responsabilità – ha aggiunto -, dovremo valutare non solo le sue parole, ma anche le sue azioni”.

Mentre sta alla finestra a guardare, l’Unione Europea però non manca di prendere posizione contro Israele, chiedendogli di “rispettare l’integrità del Paese”.

“Israele è un interlocutore fondamentale per garantire la stabilità in Siria e nella regione: le sue legittime preoccupazioni in materia di sicurezza dovrebbero essere affrontate, consentendo a tutti i siriani di godere finalmente della sicurezza e della possibilità di partecipare alla costruzione della nuova Siria”.

A dirlo è, ancora una volta, un portavoce del servizio di azione esterna della Commissione europea, rispondendo a una domanda sul dispiegamento delle Forze di difesa d’Israele (Idf) nella zona cuscinetto tra Siria e Israele. “In generale chiediamo a tutti gli attori esterni di rispettare la sovranità, l’unità e l’integrità territoriale della Siria”.

Chissà perché non lo chiede alla Turchia. Il naso di Pinocchio si allunga.

Come al solito siamo in presenza di cialtronaggini rivolte ad una sola parte, dal momento che in Siria non vi è alcuna integrità del Paese, con l’est in mano ai curdi, il nord in mano alla Turchia, il sud in mano a Israele e una parte centrale occidentale nelle mani dei ribelli, che rispondono alla Turchia.

Come al solito l’Unione Europea dimostra di essere una montagna di cialtronaggini senza capo né coda e di chiacchiere inutili.

“È fondamentale preservare l’integrità territoriale della Siria e rispettare la sua indipendenza, la sua sovranità e le istituzioni statali, nonché respingere ogni forma di estremismo”, sottolinea Kallas rimarcando anche l’importanza di proteggere “il patrimonio culturale” siriano. “Ora più che mai, è imperativo che tutte le parti interessate si impegnino in un dialogo inclusivo, guidato dalla Siria e di sua proprietà, su tutte le questioni chiave per garantire una transizione ordinata, pacifica e inclusiva, nello spirito della Risoluzione 2254 dell’Onu. In questo periodo critico, l’Unione europea è al fianco del popolo siriano e rimane in stretto contatto con i partner della regione e con i principali partner internazionali”, si legge nella dichiarazione nella quale l’Ue ribadiscono il loro sostegno all’inviato Onu per la Siria Geir Pedersen.

Bla, bla, bla.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha avuto un colloquio telefonico con il re di Giordania Abdullah II sulle conseguenze della caduta del regime di Assad per la Siria e la regione. “Per noi, l’integrità territoriale della Siria e la protezione delle minoranze sono fondamentali, resteremo in stretto contatto data la situazione instabile”, ha riferito von der Leyen su X, indicando di avere in programma altri colloqui “con altri leader regionali oggi e nei prossimi giorni”.

E vai con l’integrità. Quale?

La Siria, così come era, protettorato russo e iraniano, retroterra delle milizie di Hezbollah non esiste più e non esisterà più. Così come non esiste più l’Iran di prima, con i suoi alleati e i suoi proxi. Quell’Iran con il quale i vari responsabili della politica estera dell’Unione Europea (il noto ectoplasma propagandistico gestito da improbabili alti rappresentanti) volevano far proseguire le trattative sull’arricchimento dell’uranio in base ai diktat dei Dem americani.

Il Medio oriente è cambiato in pochi giorni e a farlo cambiare, lo si deve ammettere, è stato il sultano di Ankara, quell’Erdogan che si propone ora come il vero mediatore nell’area mediterranea tra le grandi potenze, mentre l’Unione Europea continua ad esercitarsi nell’onanismo green, che sfocia nella psicopatia della vicina Inghilterra, la cui lucidità è obnubilata da sogni neo imperiali e da follie di derivazione fabiana.

La Sublime Porta si è conquistata una parte nel teatro del mondo, mentre l’Unione Europea sta alla finestra, assorta in un onanismo voayeuristico prodromico al solipsismo esistenziale.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui