La “Gilded Age“ segna l’affermarsi della nuova aristocrazia americana.
A New York gli eredi dei “Robber barons” che dopo la guerra civile costruirono immense fortune con metodi spietati, corruttori e monopolistici, cambiano completamente paradigma di vita.
Si volgono all’Europa cercando una ratifica del loro status sociale e naturalmente privilegiano l’arte che, da sempre, è un passe-partout per il potere ed il prestigio.
L’arte è come un grande club elitario dove per essere ammessi è bastevole la ricchezza e le conferme sono attuali. I Guggenheim ed i Vanderbilt divengono filantropi e mecenati.
Raggiunto lo “standing” procedono “ad excludendum” e Cornelius Vanderbilt II (1843 – 1899) disereda il figlio perché si è sposato contro la sua volontà.

(Gertrude Vanderbilt Whitney)
Sua figlia Gertrude (1875-1942), sposatasi nel 1896 con il banchiere Harry Payne Whitney (1872-1930) la cui madre era figlia di un magnate della Standard Oil, scopre a Parigi il mondo dell’arte. Studia con Auguste Rodin e si dedica con successo alla scultura.
Nel 1914 inaugura il Whitney Studio Club dove giovani artisti possono esporre le loro opere. Contestualmente sviluppa la sua grande collezione di opere d’arte che vuole poi donare al Metropolitan Museum of Art.
Il direttore rifiuta l’offerta e Gertrude Vanderbilt fonda allora nel 1931 a New York il Whitney Museum of American Art focalizzato su artisti americani.
Poco dopo Salomon R. Guggenheim (1861 – 1949) trova la collocazione per la sua imponente collezione di opere d’arte europee-americane fondando nel 1937 a New York il Guggenheim Museum.
Sua nipote Peggy Guggenheim, anch’essa mecenate e collezionista d’arte con una predilezione per il surrealismo e l’espressionismo astratto, apre nel 1938 la galleria Guggenheim Jeune e nel 1949 la sua casa museo a Venezia.

Il Whitney Museum of American Art ha una nuova sede progettata da Renzo Piano ed inaugurata da Michelle Obama e Bill De Blasio nel 2015. Il museo, costato 422 milioni di dollari, è di otto piani con una superficie di 19.000 mq.
Dalla fondazione, il proprio tratto distintivo è l’innovazione ed ha all’attivo 25.000 opere e 3.500 artisti. Nel 2019 il suo V, Presidente Warren Kanders, collezionista e sostenitore del museo, è stato costretto alle dimissioni da una violenta campagna orchestrata da Decolonize this Place, da Chinatown Art Brigade e dagli artisti che hanno inopinatamente ritirato la loro partecipazione alla vigilia della Biennale.
Il motivo dell’ostracismo era la Presidenza detenuta da Kanders nella società Safariland costruttrice dei lacrimogeni usati contro le carovane di migranti della fine del 2018.

L’8 Marzo aprirà a New York, nella sede del museo, la 82a edizione della “Whitney Biennal” una mostra, introdotta da Gertrude nel 1931, che è la più longeva rassegna di arte contemporanea negli USA.
Saranno esposte, su invito, opere di 56 artisti che riflettono il momento culturale attuale esaminando varie forme di relazionalità. La mostra offrirà una prospettiva sull’arte americana in un momento di grande cambiamento senza voler dare risposte definitive.
Marzo segna il risveglio, quasi primaverile, delle importanti aste di arte contemporanea. Le grandi Case d’Asta, in un contesto di indiscutibile prevalenza, paiono dei musei nelle loro esposizioni pre-asta.
Il 4 marzo, a Londra, Sotheby’s batterà un’asta di arte moderna e contemporanea con opere di Fontana, Freud, Bacon, Monet, Basquiat, Burri, Degas etc. In totale sono proposti 54 lotti con valutazioni a partire da 8,5 milioni di sterline per un “Concetto spaziale” di Lucio Fontana.

Lotto 19 Lucien Freud (1922-2011) “Blond girl on the bed” cm 40,6 x 50,8 eseguito nel 1987. Proveniente dalla collezione Saatchi ha una valutazione di 6.000.000 –8.000.000 GBP. Il dipinto appartiene alla fase più sicura della tarda produzione dell’artista quando “la sua esplorazione della figura umana raggiunse una straordinaria sintesi di virtuosismo tecnico e intensità psicologica”.
Nell’intervista acclusa al link la modella Sophie de Stompel, immortalata in otto opere dell’artista, racconta la sua esperienza con il grande pittore.
La Casa d’Aste Christie’s a Londra il 5 marzo batte due importanti aste.
Alle ore 17.30 viene presentata l’asta “XX e XXI secolo” con opere di Kandinsky (1866-1944), Moore (1898-1986), Picasso (1881-1973), Richter, Monet etc. I 40 lotti che verranno battuti hanno in totale una base d’asta di oltre 60 milioni di sterline.
Alle ore 19 viene presentata l’asta focalizzata sul Surrealismo con 27 lotti comprendenti opere di Magritte, Delvaux, Max Ernst, Miro, Picasso, Picalbia etc.

Lotto 113 Renè Magritte (1896 – 1967) “La jeunesse illustrée” olio su tela cm 48,2 x 69,5 eseguito nel 1937 valutazione 1.800.000 – 2.500.000 GBP.
*In apertura Paul Delvaux (1897 – 1994) “La Ville lunaire” olio su tela cm 143×200 dipinto nel 1944 valutato 2.000.000-3.000.000 GBP.





