
L’Italia non è un albergo: i dati lo dimostrano
Nel 2024 l’Italia ha registrato oltre 450 milioni di presenze turistiche e oltre 130 milioni di arrivi, generando circa 52 miliardi di euro di entrate dirette, pari a poco più del 6% del PIL. Sommando l’indotto (trasporti, ristorazione, commercio), si arriva attorno al 13%, secondo Banca d’Italia.
Numeri importanti, ma che impallidiscono di fronte a quelli della manifattura, che vale oltre il 19% del PIL e dà lavoro a quasi 4 milioni di persone con una retribuzione media più alta del 30% rispetto al turismo.
L’Italia è la seconda potenza manifatturiera d’Europa, dopo la Germania, eppure sembra aver rinunciato a credere in se stessa, rifugiandosi nell’idea che il turismo basti. Ma il turismo è un settore fragile, non scalabile, dipendente da fattori esterni.
Nel 2020, il COVID-19 ha causato un crollo del -61% delle presenze e oltre 200 mila posti di lavoro persi. Nessun altro comparto ha subito un contraccolpo simile. Inoltre, il 65% dei contratti nel turismo è a termine, con una retribuzione media mensile di circa 1.100 euro netti, tra le più basse d’Italia. E l’aumento dei flussi turistici ha portato con sé effetti distorsivi: a Firenze e Venezia il costo medio degli affitti è cresciuto del +35% negli ultimi 4 anni, mentre migliaia di residenti hanno abbandonato i centri storici, ormai colonizzati da B&B e affitti brevi.
A Roma nel solo 2023 si contavano più di 25 mila alloggi turistici registrati, spesso a discapito di studenti e famiglie. Non è sviluppo, è speculazione immobiliare mascherata da crescita economica.
Intanto, il settore energetico, quello dei semiconduttori, dell’aerospazio, dell’agritech, delle biotecnologie continua a offrire salari migliori, maggior stabilità e prospettive di lungo periodo, ma viene sistematicamente ignorato dal dibattito pubblico.
Il turismo deve restare una risorsa, non diventare una dipendenza. Un Paese maturo non mette in vetrina il passato: costruisce il futuro. L’Italia non è un resort. Non è un souvenir. Non è un’alternativa a Disneyland. È una Nazione con le competenze, le eccellenze e le intelligenze per guidare la transizione industriale e tecnologica europea. Ma deve volerlo. Deve smettere di affittare se stessa.
Italia, non sei un albergo. Sei casa. Sei industria. Sei futuro.





