
Quanto sta accadendo nel Nogorno Karabak è la cartina di tornasole dell’ipocrisia dell’Unione Europaea, che si commuove a comando, sulla base die propri interessi, qualsiasi essi siano.
Se stai nel recinto degli interessi sei oggetto di commozione, se non stai nel recinto sei passibile di esclusione.
Stepanakert, la capitale dell’autoproclamata repubblica del Nagorno Karabakh, è stata abbandonata dalla popolazione.
A partire dal 24 settembre, ha riferito il portavoce del gabinetto armeno, Nazeli Baghdasaryan, si sono trasferite in Armenia 100.417 persone dal Nagorno-Karabakh.
Secondo le autorità di Erevan, sono già state registrate oltre 81 mila persone, mentre il governo ha assegnato alloggi temporanei a 32.200 sfollati.
In totale, sarebbero 120 mila i cittadini di etnia armena che vivevano nel Nagorno-Karabakh prima dell’operazione militare dell’Azerbaigian.
Kavita Belani, rappresentante in Armenia dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), ha fatto appello per “un sostegno urgente” per l’emergenza umanitaria in Armenia.
L’Unione Europea era garante della situazione del Nagorno-Karabak, ma il socialista spagnolo Borrell, che tanto si sbraccia per l’Ucraina, non ha mosso un dito per garantire agli armeni, che non sono figli di nessuno, di poter rimanere a casa propria in piena libertà.
La doppia morale dell’Unione Europea è, a dir poco, vergognosa.
Le dichiarazioni di riprovazione non servono a nulla e dimostrano ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che l’Unione Europea, anche quando si fa garante di qualcosa con qualcuno, è inaffidabile perché impotente e ipocrita.





