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L’IPOCRISIA DEGLI USA E DELL’EUROPA

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L’attacco di Hamas ha messo a nudo l’ipocrisia dell’amministrazione Dem degli Stati Uniti e la sua incapacità a leggere le dinamiche del mondo, causata da uno strabismo che è endemico nel Clan Clinton e che ha contagiato anche i Socialisti & Democratici europei, i quali suonano la stessa musica e vivono nello stesso mare di ambiguità.

Joe Biden, che ha mandato la più grande portaerei della flotta Usa, la Gerald Ford, davanti alle coste di Gaza, ha inviato ieri un avvertimento all’Iran, finanziatore e sostenitore del movimento che sabato 7 ottobre ha ucciso oltre 1200 tra civili e militari israeliani: “”L’ho detto chiaro agli iraniani, state attenti”.

Ormai chiaramente con la memoria corta e anche spesso spaesato, il comandante in capo della potenza americana avrebbe anche dovuto aggiungere che proprio lui, assieme ai Socialisti & Democratici europei (Mogherini, Borrell) ha continuato a voler rinegoziare l’accordo con Teheran e che proprio lui ha sbloccato ben 6 miliardi di dollari all’Iran.

Ma che importa. L’ambiguità è pane quotidiano per un Paese retto di un presidente che è sotto accusa nel Congresso per i rapporti d’affari della famiglia Biden con cinesi, russi e ucraini.

Intervenendo alla Casa Bianca a un incontro con i leader della comunità ebraica americana, Biden ha dettagliato l’assistenza militare che sarà fornita per la difesa di Israele, “incluse munizioni e intercettori per rifornire l’Iron Dome”, aggiungendo che sono in arrivo nella regione una portaerei e aerei da guerra. 

“Hamas è il male puro”, ha scandito, dimenticandosi che, come scrive Michael Katz su Newsmax, l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione (UNRWA), responsabile dell’aiuto ai rifugiati palestinesi (ma che, secondo quanto riferito, ha ospitato coloro che vogliono danneggiare Israele), ha ricevuto più di 730 milioni di dollari dall’amministrazione Biden.

Il New York Post ha riferito martedi scorso che la ripresa dei finanziamenti sotto il presidente Joe Biden è arrivata nonostante un rapporto del Dipartimento di Stato del 2021 rilevasse che l’agenzia aveva consentito ai terroristi di Hamas di costruire tunnel sotto le sue scuole e di immagazzinare armi “dentro o vicino” ad altre strutture.

Sempre secondo il Post, l’amministrazione Trump ha interrotto i finanziamenti all’UNRWA nel 2018, ma Biden ha annullato tale decisione e gli Stati Uniti sono il maggiore finanziatore dell’agenzia.

Il 7 ottobre è stato “il giorno più mortale per gli ebrei dall’Olocausto”, ha affermato il presidente degli Stati Uniti. “Il silenzio è complicità e io, credo l’abbiate capito, mi rifiuto di stare in silenzio”, ha sottolineato Biden, spiegando anche di aver detto al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, “che Israele deve agire secondo il diritto bellico”.

Biden, visto che ha deciso di non stare in silenzio, dovrebbe anche dire ad alta voce perché ha agito nei confronti del Medioriente come ha agito, aprendo l’area all’influenza cinese e russa.

Un altro esempio preclaro di ipocrisia è quello dell’Unione Europea, la quale ha in cantiere progetti di sviluppo per i territori palestinesi per un totale di 691 milioni di euro.

Il commissario Olivér Várhely, ungherese vicino a Orban, aveva annunciato la sospensione dei fondi ai territori palestinesi, subito smentito dalla Commissione, che ha comunicato ufficialmente di aver avviato una semplice revisione: “Nessuna sospensione perché non era previsto nessun pagamento”. Ipocrisia pura.

I fondi destinati dall’Unione europea ai territori palestinesi sono, secondo la narrazione di Bruxelles, in revisione. “Non erano previsti pagamenti, dunque non ci sarà alcuna sospensione”, si legge in un comunicato ufficiale della Commissione, secondo cui l’obiettivo è garantire che nessun finanziamento europeo consenta indirettamente a un’organizzazione terroristica di compiere attacchi contro Israele.

“Non sospenderemo nulla finché non avremo effettuato questa revisione” ha spiegato il portavoce capo dell’esecutivo comunitario Eric Mamer. “Ma riconosciamo – ha aggiunto – e questo è il risultato dell’incontro dei commissari, che è necessario rivedere l’assistenza alla Palestina in generale perché la situazione sul campo si sta evolvendo”.

Proseguiranno comunque gli aiuti umanitari, che per il 2023 ammontano a 27,9 milioni.

A far capire che l’Unione Europea sta solo prendendo tempo, in attesa che tutto si calmi, è stato il solito socialista iberico Borrell, alto rappresentante per le relazioni con i Paesi esteri, il quale ha smentito qualsiasi stop ai finanziamenti, perché, secondo lui, un blocco farebbe il gioco dei terroristi.

L’Europa, con Borrel da una parte e Di Maio ad occuparsi del Golfo dall’altra, è immersa in una incapacità superata solo dall’ipocrisia.

Nano politico e ancor più militare, capace solo di vessare i cittadini dei paesi membri, secondo le idiozie ideologiche provenienti da Palo Alto e da Davos, l’Europa della signora von der Leyen è una nullità pericolosa per gli europei, per la loro sicurezza e per la loro sopravvivenza.

Non è un caso che gli Usa, a fronte della crisi israeliana, abbiano convocato Inghilterra, Francia, Germania e Italia e abbiano lasciato l’Unione e pensare a come espropriarci della casa.

Per quanto riguarda l’ipocrisia non è da meno il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, in Israele per incontrare Netanyahu.

Prima di partire è riuscito a dire che l’Ucraina ha riconquistato la metà dei territori occupati dai russi, la qual cosa dovrebbe suonare alle orecchie di Zelensky come una campana a morto, perché, pur essendo chiaramente una menzogna, anticipa l’idea, ormai maturanda, del congelamento del conflitto.

Blinken, che è ebreo, parlando con i giornalisti prima della partenza, ha ribadito il sostegno di Washington nei confronti di Israele e “contro il terrorismo: dai tempi dello Stato islamico non abbiamo mai visto un tale livello di brutalità”, ha affermato il segretario riferendosi all’attacco sferrato da Hamas sul territorio israeliano lo scorso fine settimana.

Blinken ha anche espresso il suo cordoglio per i 22 cittadini Usa che sono morti a seguito dell’attacco, affermando che il numero “è probabilmente destinato a salire”.

A mettere il dito nella piaga dell’attuale situzione mediorientale è stato Donald

Trump, il quale sugli attacchi di Hamas, senza eufemismi, ha detto: “Netanyahu impreparato e Gallant è un idiota”.

Secondo Trump, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il suo governo sono stati colti del tutto alla sprovvista dal sanguinoso attacco delle milizie palestinesi di Hamas lo scorso fine settimana.

Nel corso di un raduno elettorale a West Palm Beach l’ex presidente degli Stati ha definito il premier israeliano “impreparato” e il ministro israeliano della Difesa, Yoav Gallant, “un idiota”. “(Netanyahu) Non era preparato. Non era preparato lui e non era preparata Israele”, ha detto l’ex presidente, aggiungendo che Netanyahu “è stato ferito molto gravemente” sul piano politico e dell’immagine a causa dell’attacco.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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