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LINFAMIA DELLA “GUERRA GIUSTA”

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di Giuseppe Augieri

Napoli fu, durante la seconda guerra mondiale, la città italiana che subì il numero maggiore di bombardamenti. Circa 200 raid aerei (tra ricognizioni e bombardamenti) dal 1940 al 1944, principalmente da parte alleata (di cui ben 181 soltanto nel 1943) e con un numero di morti altissimo, quasi tutti tra la popolazione civile.
Dopo alcuni raid aerei di ricognizione, nel 1942 ci furono sei pesanti incursioni inglesi. Ma già la parte conclusiva dell’anno vide un deciso cambio di strategia: dal bombardamento strategico “mirato” su obiettivi militari, infrastrutture e impianti industriali, si passò ai bombardamenti a tappeto, fatti con bombardieri pesanti, distribuiti pressoché uniformemente su tutta la città, L’obiettivo: fare tante vittime civili.
«Noi dobbiamo sottoporre la Germania e l’Italia ad un incessante e sempre crescente bombardamento aereo. Queste misure possono da sole provocare un rivolgimento interno o un crollo.» (Lettera di Roosevelt a Churchill del 25 luglio 1941 – Doc. 67, pag. 151 – Loewenheim – Langley – Jonas, Roosevelt and Churchill)
«Bombardare, bombardare, bombardare… io non credo che ai tedeschi piaccia tale medicina e agli italiani ancor meno… la furia della popolazione italiana può ora volgersi contro intrusi tedeschi …» (Lettera di Roosevelt a Churchill del 30 luglio 1943, doc. 246, pag. 358 – Loewenheim – Langley – Jonas, Roosevelt and Churchill).
Il fine che vorrebbe giustificare i mezzi. Una colossale ipocrisia.
Ma andiamo avanti. La data del 4 dicembre 1942 fu cruciale: fu il primo bombardamento a cui parteciparono anche gli americani e fu anche il primo bombardamento a tappeto sulla città. Furono colpiti case, chiese, ospedali, uffici. Pochi giorni dopo, in un nuovo attacco fu completamente distrutto l’ospedale Loreto. Secondo fonti americane, solo qui ci furono circa 900 morti.
Poi le incursioni diventavano sempre più frequenti e, a partire dall’11 gennaio del 1943 divennero addirittura giornaliere Il 21 febbraio la strage di via Duomo. Nel mese di aprile vennero colpite le zone centrali della città: nessun obiettivo strategico presente.
Particolarmente pesante fu il bombardamento del 4 agosto, effettuato da oltre 400 “Fortezze Volanti” e nel quale venne distrutta la trecentesca basilica di Santa Chiara. Il 6 settembre, ad armistizio già firmato, si ebbe paradossalmente l’incursione più lunga in assoluto sulla città di Napoli. E l’ultimo bombardamento alleato nella prima mattina dell’8 settembre! Inutile. Omicida.
Dopo l’armistizio dell’8 settembre, la città subì altri bombardamenti, stavolta tedeschi. Ancora orrori.
Quante furono le vittime dei bombardamenti a Napoli? E’ pressoché impossibile indicare una cifra esatta. Alcune fonti dicono 20.000/25.000 morti. Il numero di quelli contate “ufficialmente”, circa 7.000, è giudicato, dalla stessa ISTAT, sottostimato: e questo vale non solo per Napoli.
Se si potesse ricordare qui cosa sono stati i bombardamenti, dopo la seconda guerra mondiale, in Corea, in Indonesia, in Guatemala, su Cuba, in Vietnam; e poi ancora Libano, Iran, Libia, Kuwait, Iraq, Bosnia, Jugoslavia, e in almeno altre 31 occasioni, quali orrori diversi si potrebbero raccontare? Numeri diversi. Armi diverse. Tattiche militari diverse. Si, ma in concreto la stessa infamia: civili martirizzati, distruzioni, sempre qualcosa al limite dell’umanità.
Ora, a noi vicine, le guerre in Ucraina e Israele. Ed ancora riaffiora la convinzione, o si sbandiera come tale, che ci sia qualcuno in guerra che sia nel giusto e qualcun altro che invece ha torto.
Si scrive guerra e si legge atrocità. Chi è in guerra, ad ogni livello, sul campo e nelle stanze nelle quali si decidono le operazioni, perde la cognizione di essere umano: risponde agli istinti. Non i migliori. E non so se potrebbe fare altrimenti: so che non è mai successo che si evitasse.
Vale per ogni guerra. Nessuno mi convincerà che una guerra può essere “giusta”.

 

Autore

  • Redazione

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