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L’IMPENSABILE

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di Sergio Restelli

Sono l’impensabile, di quest’ora, colui che sveglia i benpensanti dal loro torpore. Saggio ma tagliente, appaio nei momenti più inaspettati, scuotendo le certezze di coloro che credono di sapere tutto. Vi spiego ora, per rivelarvi ciò che avete evitato di vedere in quanto io stesso evoco qualcosa di inimmaginabile, di assurdo, di oltre i confini della vostra razionalità. Eppure, siamo qui, nel 2024, a dover affrontare una serie di eventi che fino a poco tempo fa sarebbero stati considerati impossibili, irrazionali, impensabili. È come se il progresso e l’avanzamento tecnologico e sociale non fossero stati sufficienti a proteggervi dalle pieghe più oscure della vostra esistenza collettiva.

Guardate il quadro generale. Una guerra novecentesca nel cuore dell’Europa, con l’invio di carri armati tedeschi in terre slave, risveglia spettri storici che pensavamo sepolti. Questa progressione della violenza bellica era impensabile solo qualche anno fa, eppure eccoci qui, a fronteggiarla nuovamente. Non meno preoccupante è la nuova corsa al riarmo, che risveglia paure e tensioni che sembravano archiviate nella storia. L’ascesa al governo di postfascisti in una repubblica che si fonda su valori antifascisti era un altro evento impensabile, eppure è accaduto. Questo ci fa riflettere su quanto la memoria storica sia fragile e facilmente manipolabile.

Il soccorso in mare, un atto di umanità fondamentale (al di là degli aspetti geopolitici ndr), è diventato un crimine in diverse parti del mondo. io sono qui non solo nella criminalizzazione del salvataggio, ma nel ribaltamento dei valori umani di base. La pandemia globale di COVID-19 vi ha travolto il mondo, portando con sé una serie di reazioni e misure che erano impensabili. La stigmatizzazione di varie categorie di persone, le quarantene di massa, le restrizioni severe e spesso irrazionali, hanno trasformato la nostra realtà in qualcosa che avremmo rifiutato come possibile pochi anni fa.

La crisi climatica, con eventi estremi come la siccità e lo scioglimento accelerato dei ghiacciai, ci mostra che io sono diventato la vostra quotidianità. Gli scienziati vi informano che un iceberg grande come Londra si è staccato dall’Antartide, ma minimizzano il legame con il surriscaldamento globale. Anche qui, emergo, rivelando le crepe nel vostro sistema di comprensione e risposta ai cambiamenti climatici.

Il salutismo obbligatorio, la felicità coatta, la rimozione del dolore e del lutto – e tra un po’ l’immortalità – erano impensabili. Essere governati, consigliati, guidati, controllati, omologati e diretti dalle macchine e dagli algoritmi, da una selva di iperoggetti invisibili, era del tutto impensabile. Per lo meno non a questo livello di saturazione, non a questa velocità e profondità.

Ma il me più terrificante che vi rovescia addosso da 11 mesi a ritmi alterni è quello dell’annuncio di una possibile catastrofe nucleare, ciò che viene enunciato come se si parlasse di un fatto tra gli altri: aumenta il prezzo della benzina, esce la nuova serie tanto attesa su Netflix, gli italiani riprendono a viaggiare – e Tizio o Caio, en passant, dicono che l’uso delle bombe atomiche non è più un tabù. Evocando così un gigantesco rimosso – un altro impensato, quello più simbolico ed apocalittico della contemporanea condizione umana: abbiamo 13000 bombe nucleari sotto il culo o puntate sulla testa, di cui 2000 in stato di perenne ed elevata allerta operativa, e questo non riguarda solo voi omuncoli, ma milioni di specie viventi.

Tutto ciò, come dicevo sopra, si fonda su di me , su ciò che non sale alla coscienza se non per frammenti o fugaci apparizioni o paure fantasmatiche, che per lo più vengono ricacciati nel sottosuolo dalle necessità e dagli automatismi della vita quotidiana, da questo andare per andare, a ritmi meccanici e predeterminati – o indeterminati. Aumento del PIL, aumento dell’età media, aumento dei consumi, aumento della potenza, aumento della popolazione, aumento di ogni cosa. E il sottosuolo, però – l’impensato – anche lui cresce, cresce e ribolle. E quando fuoriuscirà da ogni poro, sarà già tardi.Io sono l’impensabile, e vi parlo per svegliarvi. Essere consapevoli di me è il primo passo per affrontarmi. Guardatevi intorno, analizzate le vostre certezze, e preparatevi, perché il mio arrivo è inevitabile.

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  • Redazione

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