
di Marforius
I recenti responsi elettorali hanno spostato a destra Italia, Finlandia e Grecia, con la Spagna che potrebbe mostrare a breve un analogo spostamento, dal quale potrebbe derivare, in ogni caso, un cambiamento che influenzerà tutte le scelte politiche europee.
In tutta Europa, i governi si stanno spostando verso la destra, che sta prendendo il potere, ed alla quale si affiancano partiti più moderati disponibili, senza più riserve, ad allearsi con la destra stessa, una volta considerata tabu.
Le prossime elezioni europee potrebbero verosimilmente risentire di questa deriva verso destra, dalla quale potrebbe discendere un parlamento più conservatore, che potrebbe dare un nuovo orientamento riguardo le tematiche di maggior rilievo, quali l’espansione dell’UE verso est, il commercio con la Cina e il controllo del Stato di diritto nei paesi dell’UE, come pure tutto ciò che concerne il cambiamento climatico, l’immigrazione e i cosiddetti diritti civili “avanzati”.
Il mutevole panorama politico dell’Europa è stato palpabile già giorni fa a Bruxelles, quando i leader dell’UE si sono riuniti per il Consiglio d’Europa, al quale ha partecipato per la prima volta, Petteri Orpo, il nuovo primo ministro finlandese, che guida il partito conservatore della coalizione nazionale.
Il percorso politico del suo paese, nell’ultimo anno, conferma la svolta a destra che si è avuta in alcuni paesi europei. Dopo quattro anni di governo di coalizione, composto da cinque partiti di sinistra, gli elettori hanno abbandonato la socialdemocratica Sanna Marin, portando con il voto alla costituzione del governo più a destra della storia finlandese.
Anche il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis è arrivato forte della recente vittoria elettorale. Il 55enne leader di centrodestra domenica ha avuto un nettissimo successo, ottenendo una maggioranza molto più ampia rispetto alla sua precedente elezione.
“Penso che stiamo già assistendo all’effetto Meloni”, ha detto seppur riservatamente un alto diplomatico dell’UE, soggiungendo che “Sulla migrazione e sul clima, c’è stato uno spostamento verso destra, senza dubbio”.
Tra meno di un anno, gli elettori si recheranno alle urne per eleggere un nuovo parlamento e i conservatori prevedono una forte crescita. La qual cosa incoraggerebbe il Partito popolare europeo (PPE) a guardare al centrodestra.
I segnali non mancano, allorché il PPE ha cominciato a collaborare talvolta con la destra. Non a caso la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, è stata l’ultima leader del PPE ad incontrare, a Roma, la Meloni, dopo che la stessa aveva già ricevuto Manfred Weber, il leader del PPE.
Lo stesso dicasi riguardo il gruppo parlamentare europeo ove, riguardo una legge sul ripristino della natura – un elemento chiave del piano dell’UE per diventare neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050, il il PPE – con il sostegno dell’ECR – ha contribuito a contrastare il disegno di legge, appoggiando le proteste degli agricoltori, censurando nei fatti la Commissione europea, marcatamente orientata verso una politica green, troppo spesso ideologica.
All luce di tali previsioni, potremmo vederne delle belle, allorché potremmo avere un Parlamento politicamente ben diverso anche rispetto alla attuale Commissione Europea.





