In sintesi Trump sta dicendo agli europei: “visto che ci tenete tanto a continuare la guerra di Biden e di Zelensky alla Russia in Ucraina, pagatevela; vi daró le armi, ma dovrete pagarmele: non è la mia guerra e io non ci metteró più un dollaro”.
Ma c’è da chiedersi: perché gli europei insistono in quell’impresa disperata fingendo di non accorgersi che quella guerra è già stata perduta? Per solidarietà con l’eroico popolo ucraìno – come dicono?
No. Lo fanno per motivi inconfessabili: per dare l’impressione di esistere e di “contare” militarmente e politicamente. Come a dire: “continuo una guerra, anche se perduta: dunque sono e conto”;
perché hanno deciso di tentare di superare la recessione e la crisi dell’industria delle auto (provocata dalla dissennata transizione verde) con una nuova ondata di spesa pubblica inutile (e di debito statale) finalizzata ad un superfluo e costosissimo riarmo;
perché la guerra e il riarmo possono servire a stabilire nell’UE una netta egemonia dell’asse tedesco-francese con l’appoggio esterno drlla Gran Bretagna.
Sono calcoli non solo meschini e cinici (sulla pelle degli ucraìni, in specie giovani) ma anche destinati al fallimento. Come tutte le operazioni dirigiste dall’alto drogano il mercato nell’immediato, distorcendolo e provocano nel medio e lungo termine inflazione e un appesantimento dei conti statali e della pressione fiscale e quindi anche recessione.
È stato così per la fallimentare transizione verde. Ma evidentemente la lezione non è bastata.
Mentre l’America di Trump sembra voler rinsavire e abbandonare le vecchie politiche neocon e green, l’Europa dei Macron, dei Merz e degli Starmer sembra voler perseverare in quelle politiche fallimentari per calcoli politici di breve periodo e di corto respiro.
Avanti così verso il disastro. Privando del loro diritto ad un futuro i giovani e le prossime generazioni europee.




