di Sergio Restelli
Quello che chiamiamo materia ed energia visibile dell’universo, cioè la parte che siamo in grado di misurare ed interagire con essa, rappresenta il 5% di ciò che riempie lo spazio che vediamo, misuriamo e simuliamo nelle sue infinite estensioni. Questo ci pone di fronte a una prima domanda: se tutto ciò che osserviamo è solo il 5% della sostanza dell’universo, cosa costituisce il restante 95%?
Mi pare che si presenti e debba esserci una struttura di base, una sorta di impalcatura, che permea lo spazio vuoto, sia tra gli atomi che ci compongono che nello spazio in generale. Questa impalcatura che non vediamo è ciò che mi pare Dio, il nostro Creatore, che esiste ovunque e pervade tutto a partire da ciò che non siamo ancora in grado di cogliere e misurare nell’universo.
Attualmente la identifichiamo come materia oscura ed energia oscura. Quando saremo e se saremo in grado di misurare questa forma intelligente, oscura e non direttamente calcolabile con strumenti scientifici, avremo effettivamente trovato Dio, il nostro Creatore. Sarebbe un momento di grande elevazione, raggiungibile solo quando avremo raggiunto un livello di intelligenza, saggezza e purezza mentale elevato ed adeguato.
Dio ha posto un timer universale per farsi riconoscere “in carne e ossa”, così da permettere alle creature di evolversi per raggiungere un livello di purezza e saggezza necessario per comprendere il nostro senso e il suo piano. Attualmente, il creatore si cela al nostro intendere, consentendoci di vivere al meglio delle nostre possibilità attuali, è presente in ogni spazio vuoto degli atomi nell’intero universo che ancora non riusciamo a intendere.
Al momento, penso ci siano tre modi per poter provare ad interagire con Dio. Il primo è attraverso la morte, che rappresenta la transizione in quel divino stato in cui ci potremmo ricongiungere con i nostri predecessori e contribuire alla creazione di altre forme di esistenza. Il secondo è attraverso uno stato profondo di meditazione ed elevato stato di purezza mentale che ci consentirebbe di spostarci leggermente dalla nostra condizione attuale e connetterci con quell’energia di oscura intelligenza che ci pervade. In questo stato potremmo attingere a conoscenze e comprensioni che altrimenti ci sarebbero inaccessibili. Il creatore per par condicio potrebbe aver fornito un accesso privilegiato a coloro che sono che pur essendo buoni, non sono in condizione di porsi come eccellenze nel creato. Un terzo accesso possibile potrebbe essere ottenuto credendo fermamente, meditando disponibili e pazienti, un attendere che qualcosa accada dentro di noi. Sarebbe un accesso limitato ed equo che ci verrebbe concesso, a patto che in quelle condizioni si sia sinceramente disposti a raggiungere tale stato di connessione tramite la propria capacità massima di meditazione elevata e personale. Inoltre, se non sentissimo il bisogno di cercare Dio per tutta una vita, ci sarebbe comunque permesso di vivere come preferiamo, assumendoci il rischio e le conseguenze delle nostre scelte di una vita materiale.
Se non cerchiamo Dio, non avremo il privilegio di contribuire attivamente alle nostre possibilità di vita energetica o reincarnativa. Il mistero che cerchiamo di comprendere è che quanto prima si comprenda e si impari prima, meno vite impegnative ci serviranno per progredire e evolverci. Possiamo vivere mille vite senza fare alcun progresso, ma inevitabilmente arriverà un momento in cui capiremo qualcosa, anche dopo miliardi di reincarnazioni.
Quando finalmente acquisiremo quella comprensione, si inizierà la nostra vera evoluzione, il percorso per cui siamo stati creati ripetutamente. Dovremmo anche considerare che la nostra anima, non è limitata al nostro corpo fisico ma è ovunque, presente negli spazi dei nostri atomi, e contribuisce a sostenere il nostro corpo fisico e l’intera impalcatura che costituisce tutto ciò che è visibile, materiale e misurabile.
In questa connessione, possiamo sperimentare la vera magia, cioè la comunicazione istantanea e permanente con il Creatore,che si attuerebbe al di là delle limitazioni fisiche. Se desideriamo cercare Dio e trovarlo, dovremmo utilizzare il potente strumento che ci è stato donato: il nostro intuito. La mente ha un suo limite che non il ragionamento ma che l’intuito può superare poiché Il tutto è superiore alla somma di ciascuna delle singole parti.
Dovremmo sforzarci di interagire “materialmente” con Lui. Gli umani di tutte le religioni hanno costruito templi per questa istintuale vocazione. La modalità è volerlo con convinzione. Se non sentiamo il bisogno di cercarlo durante tutta la nostra vita, potremo vivere come vogliamo, come accade sovente ma a nostro rischio, limitandoci a una vita improntata sulla materia e senza contribuire attivamente alle nostre possibilità di elevazione.
Se desideriamo accedere a tutto il potenziale enorme che possediamo, e che sinora rimane inutilizzato, dovremmo diventare capaci di sintonizzarci sulla frequenza dell’energia oscura accedere consapevolmente a ciò a cui siamo potenzialmente destinati. Questa connessione è possibile solo tramite lo spirito, non attraverso il nostro attuale corpo fisico è stato mentale . È un processo che richiede un profondo impegno verso la spiritualità, un desiderio infinito di crescita coniugato col desiderio di raggiungere l’immortalità. Dovremmo necessariamente sforzarci per sintonizzarci sulla frequenza dell’energia oscura e accedere a ciò che desideriamo e otterremmo tanto quanto ci impegnassimo, potremmo ridurre il tempo necessario per raggiungere tale comprensione e godere di molteplici soddisfazioni lungo il percorso.
Contribuiremmo in sintonia al progetto di Dio, che al momento ancora ci sfugge.In conclusione, se l’energia visibile e misurabile dell’universo rappresenta solo il 5%, allora anche la nostra intelligenza, che è governata dalla parte materiale del nostro corpo fisico, è pari al 5%. Questo significherebbe che avremmo un’enorme potenziale di intelligenza e saggezza che va oltre i limiti della, nostra fisicità,cercando di connetterci con l’energia oscura e sviluppare la nostra parte spirituale per accedere a una comprensione più profonda dell’universo e del nostro posto al suo interno.
Per raggiungere questa connessione, dobbiamo praticare la meditazione e coltivare la purezza mentale. Attraverso la meditazione, possiamo spostarci leggermente dalla nostra fase attuale e aprire la porta alla comprensione e alla conoscenza che l’energia oscura ci offre. Questo richiede impegno, disciplina e un desiderio sincero di crescita spirituale.Inoltre, dovremmo essere consapevoli che la ricerca di Dio e la connessione con l’energia oscura non sono solo un processo intellettuale, ma anche un percorso di trasformazione personale.
Dovremmo essere disposti a esaminare noi stessi, confrontarci con le nostre paure, con i nostri pregiudizi e le nostre limitazioni, per superarli e crescere come esseri sempre più umani.La ricerca di Dio non è solo una questione di credenze religiose, ma riguarda anche la nostra connessione con l’essenza più profonda dell’universo e la nostra evoluzione personale. È un cammino individuale che richiede sincerità, apertura mentale e una mirata ricerca interiore.
Quando ci impegneremo in questo viaggio di conoscenza e crescita, scopriremo una realtà che va oltre la nostra comprensione attuale. Potremmo scoprire che siamo parte di un tessuto cosmico più ampio, che siamo interconnessi con tutto ciò che esiste e che siamo co-creatori anche della nostra realtà. La ricerca di Dio è un percorso infinito, una ricerca che dura da sempre per tutta la vita e oltre.
È un viaggio di scoperta interiore, e di evoluzione personale. di connessione con l’energia che permea l’universo. E anche se non riusciremo mai a comprendere appieno la natura di Dio, possiamo continuare a cercare, a esplorare e a crescere lungo questo straordinario percorso di conoscenza consapevolezza e senso.




