Home Opinioni Le isole che decidono il mondo

Le isole che decidono il mondo

0
isole

Da Qeshm a Great Nicobar, la nuova geografia del potere

“Le isole non dominano il mare con la forza, ma con la posizione”.
All’interno dello Stretto di Hormuz, Qeshm rappresenta la massa terrestre più estesa e la piattaforma geografica più stabile dell’intero passaggio. Situata lungo la costa iraniana, l’isola si distende parallelamente alla linea di navigazione con una soglia naturale che accompagna l’ingresso e l’uscita dal Golfo Persico.

Le guerre iniziano proprio dalle isole, dagli stretti, dai terminali energetici, dalle piattaforme, dai radar, dai porti invisibili sulle mappe emotive dell’Occidente, centrali negli equilibri del pianeta.

Qeshm è una piattaforma di osservazione tra il Golfo Persico e l’Oceano Indiano, non blocca il passaggio ma lo rende leggibile, trasformando il traffico marittimo in un flusso osservabile e quindi controllabile.

La presenza di infrastrutture portuali con basi militari importanti, trasforma l’isola in un nodo militare permanente. Praticamente Qeshm agisce come amplificatore di potere.

La notte del 3 giugno non racconta soltanto l’ennesimo scambio di accuse tra Iran e Stati Uniti, ma qualcosa di molto più profondo il ritorno della geografia come destino strategico.
Tutto ruota attorno a quest’isola, da qui passa una quota decisiva del petrolio globale, ed è qui che si misura oggi il confronto reale tra Washington e Teheran.

Secondo le ricostruzioni iraniane, gli Stati Uniti avrebbero colpito infrastrutture dell’IRGC sull’isola e una petroliera diretta verso l’isola di Kharg. La risposta di Teheran sarebbe arrivata attraverso missili, droni e minacce dirette contro le basi americane nel Golfo e contro la sicurezza dello Stretto di Hormuz.

Washington minimizza, sostiene di aver intercettato tutto, ma il dato strategico resta intatto, il conflitto si è nuovamente spostato sul controllo delle rotte marittime.

Ed è qui che il Medio Oriente contemporaneo diventa leggibile, perché da sempre le “isole decidono il mondo”.

Le isole decidono il mondo molto più di quanto si immagini. Non sono margini geografici, sono piattaforme di potere. Qeshm, Kharg, Bahrain, Socotra, Great Nicobar. E non è un caso che pochi giorni fa l’India abbia accelerato il progetto strategico di Great Nicobar, l’isola che controlla l’accesso allo Stretto di Malacca, uno dei passaggi marittimi più importanti del pianeta.

Nuova Delhi sta trasformando quell’isola in una piattaforma logistica, energetica e militare capace di sorvegliare il traffico commerciale diretto verso l’Asia orientale e soprattutto verso la Cina.

È la stessa logica che oggi riporta Qeshm al centro della tensione tra Iran e Stati Uniti le isole non sono più periferie, ma dispositivi di controllo geopolitico. Da Great Nicobar a Hormuz, il potere si concentra nei punti di strozzatura delle rotte globali.

Chi controlla queste soglie controlla commercio, energia, sicurezza e pressione strategica. Per questo le crisi contemporanee sembrano nascere sempre negli stessi luoghi, stretti, arcipelaghi, terminali energetici, corridoi marittimi. Non è geografia marginale ma il nuovo centro del mondo.

Nel Golfo Persico la guerra oggi non è soltanto militare, ma una guerra di accesso, interdizione e deterrenza. Gli Stati Uniti cercano di mantenere il controllo dell’architettura marittima regionale; l’Iran prova a dimostrare di poter rendere instabile il sistema ogni volta che viene isolato economicamente o militarmente.

Dentro questo equilibrio fragilissimo si inserisce anche la tensione crescente tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu. Da una parte Washington tenta di evitare un’escalation incontrollabile che incendierebbe l’intera regione; dall’altra Israele continua a muoversi secondo una propria logica strategica, soprattutto sul fronte libanese.

La sensazione è che il Medio Oriente stia entrando in una nuova fase, non più grandi invasioni terrestri come nel Novecento, ma conflitti permanenti a bassa intensità concentrati attorno a infrastrutture strategiche, isole, stretti e reti energetiche.

Autore

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui