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Due giugno, ci mancava pure chi pensa alla flottiglia e compagni

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Due giugno

La “magnifica” idea del Magnifico Rettore dell’UniStraSi Tomaso Montanari

Come ogni anno, dopo la parata della Festa della Repubblica, ci deve essere qualcuno che proferisca qualche solenne ‘minchiata’ antimilitarista.
È proprio previsto da contratto.

D’altronde, è veramente insopportabile una festa nazionale che sia veramente di tutti e non di esclusiva pertinenza di una parte politica.

E poi, ammettiamolo, è una festa veramente noiosa.

Nessuna zuffa con gruppi non graditi dagli organizzatori, neanche uno scontro con le Forze di Polizia, neppure una misera immaginetta da bruciare o da appendere a testa in giù.

Ma che tristezza!

Ecco perché serve qualche estrosa esternazione.

Ebbene, quest’anno il primato della tesi più surreale spetta indubbiamente al magnifico Rettore dell’Università per Stranieri di Siena: Tomaso Montanari.

Costui non si è limitato a richiedere l’abolizione della parata militare, bensì ha proposto di sostituire i Flottiglianti e i Pro-Pal al posto dell’Esercito e di sventolare le bandiere arcobaleno invece del Tricolore.

Beh, sarebbe una parata fantasmagorica, fosforescente, caleidoscopica quella sognata da Montanari.

Io già la immagino…

“Ed ecco sfilare per via dei Fori Imperiali, con passo marziale, il corteo dei Pro-Pal e dietro di loro gli incursori della marina: gli audaci Flottiglianti, applauditi dalle più alte cariche civili e militari.

Seguono i Reparti degli Askatasuna, con le loro micidiali bombe carta strette nella mano destra.

Marciano ora le agguerrite transfemministe che, al suono del fischietto anti-alpino, fanno tintinnare all’unisono assortiti mazzi di chiavi.

Sfilano adesso i fieri Occupatori di Casa che, passando sotto il palco delle autorità, alzano simultaneamente, con fiero gesto, grimaldelli e piedi di porco.

Con passo baldanzoso arrivano i Maranza con i luccicanti coltelli a serramanico stretti tra i denti.

Passa ora la Banda del Martello che, giunta sotto il palco, alza il micidiale attrezzo e, sotto gli scroscianti applausi del pubblico, urla il loro motto: “Non è un reato!”.

E, infine, con passo di corsa, arrivano e chiudono la parata i reparti speciali dei Black Bloc, con indosso le loro stupende tute nere e il volto coperto dagli affascinanti passamontagna neri.

La fanfara intona Bella Ciao e i Fori Imperiali sono un trionfo di immagini e un tripudio di colori… anzi, di un colore… il rosso.

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