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L’ANTISEMITISMO DIVENTA EPIDEMICO

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L’antisemitismo dilaga e s’allarga come a macchia d’olio.
Prende forma una nuova onta che s’aggiunge alla miseria umana di chi si fa coinvolgere nelle certezze politiche e nell’odio ideologico che acceca.
L’uso delle parole che ricordano l’orrore contro gli ebrei (l’olocausto), mutuato ed usato per rivolgersi contro chi ha subito (sin dalla nascita dello stato di Israele sulla base di una Risoluzione delle Nazioni Unite, la n. 181 del 1947), l’aggressione continuata e gli episodi di terrorismo del mondo arabo che circonda Israele, e che fa leva sulla causa palestinese.
Non si può sentire che il significato stesso del Giorno della Memoria, istituito il 27 gennaio di ogni anno, per ricordare l’orrore della Shoah, sia cancellato con un colpo di spugna.
L’invito del Professore di Diritto Civile presso l’università di Palermo a togliere l’amicizia sui social agli amici ebrei è aberrante.
Accadeva già nel secolo scorso con le “Leggi razziali”.
Fa orrore soprattutto se pronunciato da un docente universitario di “Diritto”.
L’amicizia, già nella quotidianità, non è segmentazione politica, ma interlocuzione, passione comune, desiderio di aggregazione, benevolenza umana, affetto fraterno, cooperazione.
La discriminazione è l’orribile segnale di malevolenza, di faziosità, di odio, di gabbia ideologica, di fanatismo.
Un Professore universitario che chiede di togliere l’amicizia (su Facebook) sia agli “ebrei” e sia a chi mostra distacco e neutralità, per ciò che avviene in Medio Oriente, è un brutto segnale.
“Cominciamo a farli sentire soli, faccia a faccia con la mostruosità di cui sono complici”.
La guerra è “mostruosa” per sua natura, ma mostruoso è anche chi l’innesca.
Non so, pertanto, se codesto professore abbia mai parlato di mostruosità (ne dubito!) anche dopo gli episodi del 7 ottobre 2023, dopo la strage di circa 1300 civili in territorio israeliano (giovani, anziani e bambini massacrati e mutilati, con le donne orrendamente violentate e stuprate) e la presa in ostaggio di oltre 250, deportati, minacciati, violentati, usati contro ogni regola di diritto internazionale.
L’ Università dovrebbe essere luogo di pluralismo e di comprensione, evitando di diffondere faziosità, discriminazioni ed ogni forma di razzismo.

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