
di Bruno Chiavazzo
Ha mosso mari e monti e, alla fine, pare che ce l’abbia fatta: la nostra Premier incontrerà il prossimo 16 aprile The Donald alla Casa Bianca. Cosa si aspetta da Trump non è dato sapere.
Certo che troverà il Presidente americano in pieno delirio di onnipotenza e il crollo dei mercati non l’ha minimamente impaurito. Di più, ieri ha scaricato anche il leader israeliano, Netanyahau, facendogli capire che anche con l’Iran sarà lui a trattare, che cosa si vedrà.
Fatto sta che visibilmente contrariato dal colloquio, il presidente di Israele ha annullato la conferenza stampa in programma dopo il vertice.
Non contento Trump ha minacciato la Cina che se non accetta i suoi diktat sui dazi è pronto ad aumentarli di un ulteriore 50%. I cinesi, che non sono né europei, e meno che mai italiani, hanno fatto spallucce e hanno fatto ventilare, a chi di dovere a Washington, che per loro sarebbe sufficiente vendere il 10% dei titoli del Tesoro americano in loro possesso per gettare nel panico l’intera economia americana.
Una mossa da armageddon che scatenerebbe il terrore nell’intero pianeta, ma che loro a differenza di Trump potrebbero gestire. Infatti, ve l’immaginate gli elettori trumpiani del mid west che di colpo si ritroverebbero con un dollaro deprezzato, i loro fondi pensioni travolti da uno tsunami e i mutui da pagare con un’inflazione galoppante?
Questi problemi i cinesi che non hanno da dar conto ad un’opinione pubblica, possono far fronte stringendo semplicemente la morsa di regime autocratico, cosa diversa per il Predisente americano.
Ripeto la domanda: cosa pensa di ottenere Meloni dalla sua visita alla White House, date le condizioni descritte? Speriamo qualcosa che vada oltre foto opportunity, qualche parola di elogio e qualcosa da da gettare sul tavolo delle trattative di Bruxelles.





