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L’America agli americani

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America

di Savino di Scanno

“L’America agli Americani” non è un imperativo categorico di Donald Trump, bensì è la dichiarazione che il Presidente degli Stati Uniti James Monroe pronunziò il 2 dicembre 1823 al Congresso a Washington.

Si affermava, con questa frase, il principio di indipendenza di tutti gli Stati Americani, America Meridionale compresa, verso le mire colonizzatrici delle potenze europee, che fino all’Ottocento consideravano tutto il continente americano come loro colonia.

Nel 1904 con il Presidente Theodore Roosevelt, l’influenza per non scrivere ingerenza statunitense sui Paesi Sud Americani divenne pratica di politica internazionale.

Secondo alcuni, i politologi e storici sempre quelli che ridono sempre ovvero i professori delle riviste patinate di cui sono noti sia le origini che le fortune, la politica estera statunitense diviene, in particolar modo dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, una politica globalista.

Andrebbe scritto della forte pressione sulla finanza internazionale di Wall Street, del dominio “reale” a livello mondiale di realtà come Black Rock che considera l’ONU o la UE come una propria dipendenza ospitata da servi sciocchi, corrotti, a libro paga a partire dalla stampa fino all’ultimo degli uscieri parlamentari.

Ma la realtà non è la narrativa. È di questi giorni la notizia/conferma che l’Arabia Saudita non riconosce più il dollaro USA come valuta primaria se non unica per regolare il mercato del greggio. È realtà che il debito pubblico occidentale ha raggiunto livelli non più controllabili, e l’Italia svetta come indebitamento. È realtà che l’Orso Russo bussa alla porta di casa, che il Dragone Cinese ormai a breve presenterà una LOI “Vincolante” per acquistare il Colosseo. Da noi 1 cittadino su 2 non vota più. I cugini francesi malgrado le alchimie dell’Eliseo, vivono la condizione del gran malato di Europa, e la frase viene riportata dal Sole 24 Ore di qualche giorno fa’. Vogliamo aggiungere la millenaria crisi del Medio Oriente ove il Mossad, giustamente, non guarda in faccia a nessuno.

Sono le mutevoli condizioni economiche e finanziarie che determinano gli sconvolgimenti sociali e le campagne militari. A proposito di sconvolgimenti sociali è di qualche ora fà la nota che Microsoft taglierà gli investimenti a favore della filosofia woke ed alle politiche di inclusione. In tal senso sarebbe il caso di portare la notizia alla nostra sinistra radical chic che in questo momento è impegnata alla conquista del posto barca a Panarea ed in altre isole del Mediterraneo.

Siamo a fine luglio ed a breve tutta l’Italia si fermerà fino a metà settembre perchè questo meraviglioso Paese vive l’ebbrezza della stupidità eletta a ragione di vita.

A Bruxelles giocano a risiko con le poltrone e già il servizio segreto marocchino ha preparato i soldi per comprarsi nuovamente svariati parlamentari, il tutto a dorso di cammello o dromedario in funzione del peso dei sacchi di rubli o yuan al seguito.

Niente panico quindi. Trump riporterà tutto fra i suoi 2 oceani, continuerà ad innaffiare il suo giardino domestico rappresentato dal Sud America, e preparerà il 7 Cavalleggeri per combattere i cinesi. Da noi al momento granite al limone e corna al sole in attesa che riprenda il campionato di calcio di cui un anteprima la pietosa partita politici vs cantanti.

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  • Redazione

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