Anche in concomitanza con il Giorno della Vittoria – che tradizionalmente celebra il trionfo sovietico sulla Germania nazista, ma che è diventato emblematico dell’attuale guerra della Russia contro l’Ucraina – la linea idel Cremlino narra che il paese sta combattendo un nemico tanto potente quanto malvagio.
La narrazione vuole spiegare il mancato successo dopo 14 mesi di combattimenti, cercando di rassicurare ai russi che per loro la vita continuerà comeprima.
Ma una serie di misteriosi incidenti, tra cui l’esplosione di mercoledì mattina presto, sta rivelando falle e debolezze. La cancellazione di alcuni dei festeggiamenti del Giorno della Vittoria è un altro segno che qualcosa non va.
Il Cremlino alla fine ha ufficialmente dichiarato che l’incursione alle 2 del mattino di due droni nel complesso di Mosca, è stato un tentativo volto ad uccidere il presidente Putin, da parte del “regime di Kiev”. Lo si legge in un comunicato mercoledì pomeriggio, che rivendicava anche il diritto di rispondere “dove e quando lo si ritiene opportuno”. Putin non era nel complesso in quel momento. Il giorno dopo, Mosca ha rienuto altresì gli Stati Uniti responsabili dell’accaduto.
Sia Kiev che Washington negano con veemenza qualsiasi coinvolgimento.
L’attacco di droni di mercoledì è stato l’ultimo di una serie di incidenti inspiegabili sul suolo russo negli ultimi mesi, tra cui un attacco con un’autobomba contro uno scrittore ultranazionalista sabato – il terzo obiettivo di figure favorevoli alla guerra dall’inizio dell’invasione, che ha provocato due morti. Ci sono stati anche numerosi droni schiantati, il deragliamento di treni merci e almeno due incendi nei depositi di carburante in Crimea.
In tutti questi casi, il Cremlino ha minimizzato la notizia o mantenuto le distanze.
Quindi il fatto che questa volta abbia scelto di pubblicare una dichiarazione ufficiale e di puntare il dito contro gli Stati Uniti, il suo principale nemico, fa pensare che il Cremlino vuole che il popolo ne sia reso edotto.
Com’era prevedibile, i principali portavoce del Cremlino hanno chiesto vendetta. L’ex presidente russo e attuale capo del Consiglio di sicurezza, Dmitry Medvedev, ha chiesto “l’eliminazione fisica” del presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy.
“Forse ora le cose inizieranno davvero?” ha scritto Margarita Simonyan, redattore capo dell’emittente statale russa RT .
Ma a parte il solito tintinnio di sciabole scioviniste, i principali notiziari serali russi non hanno mandato in onda le scene dell’esplosione del drone.
Eppure, rimangono più domande che risposte.
Il Cremlino è uno dei siti meglio protetti in Russia, ed è opinione diffusa che perforare le sue difese aeree fosse quasi impossibile. Inoltre, è risaputo che Putin trascorre la maggior parte del suo tempo in altri luoghi.
Ciò ha alimentato la speculazione che l’attacco dei droni fosse in realtà un’operazione sotto falsa bandiera organizzata da uno dei servizi di sicurezza russi.
Possibili motivazioni potrebbero essere una lotta di potere interna – per quanto i servizi di sicurezza siano visti come un monolite, in realtà sono famigeratamente divisi – o un tentativo di dissuadere l’Occidente da ulteriori consegne di armi all’Ucraina, dal momento che le armi sarebbero presumibilmente utilizzate in attacchi sul territorio russo.




