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LA PAPESSA DELLA GARBATELLA.

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di Bruno Chiavazzo

Abbiamo tutti ironizzato, io per primo, sull’armocromista della Schlein, ma dopo quello che è successo ieri, le andrebbe subito fatto un contratto di consulenza con Palazzo Chigi e, specificatamente, per aiutare la Premier a vestirsi.

Agli Stati Generali sulla natalità, il Pontefice si è ritrovato, insieme sul palco, alla Capa del governo italiano vestita di bianco integrale. Papa Francesco, a cui non manca lo humor, appena l’ha vista ha commentato: “Siamo vestiti uguali”. La Meloni l’ha presa a ridere e ha continuato a scherzare col Pontefice, toccandolo con pacche sulla spalla, stringendogli il braccio in un clima di complicità, come se davanti avesse un compagno (pardon camerata) di bisbocce della Garbatella.

Possibile che nel suo staff di parenti e amici, non abbia uno straccio di consigliere diplomatico, che renda edotta la Premier che in presenza del Vescovo di Roma, non ci si comporta come ad una riunione di partito a Colle Oppio?

Anche la Schlein, radical chic all’ennesima potenza, sa che il protocollo vaticano vieta di vestirsi di bianco davanti al Pontefice. Che le donne devono vestirsi solo in scuro, con i capelli legati e senza gioielli e solo alle regine cattoliche e alle consorti dei Re cattolici è permesso di vestirsi in bianco. Era capitato anche alla consorte sinistrorsa di Tony Blair, Cherie, che ad un’udienza ufficiale in Vaticano si presentò vestita di bianco e fu sommersa in patria e nel mondo da sberleffi e pernacchie.

Ma la sora Giorgia, madre e cattolica, incurante di qualsiasi dress-code, presa dall’entusiasmo, oltre che di bianco vestita, è mancato poco che abbracciasse e baciasse sulle guance il Pontefice e lo invitasse a casa sua per un caffè. E, tanto per non farsi mancare nulla, mentre il Papa invitava all’accoglienza e all’aiuto ai migranti disperati, il cognato della Premier, sì sempre lui, Lollobrigida, se ne usciva con un’altra dichiarazione sulla difesa del “ceppo italico” imbastardito dall’invasione dei “barconisti” mediorientali.

Come si usa dire in ambito diplomatico: la forma è sostanza. Il capo del governo italiano ha degli obblighi formali da cui non può derogare, volente o nolente, idem per i ministri e tutte le alte cariche dello Stato. Certo non tutti possono avere l’aplomb di Mattarella o del rimpianto Draghi, ma vivaddio almeno provarci!

E’ in arrivo dall’Ucraina Vlodomir Zelensky speriamo che qualche anima buona consigli alla Meloni di non vestirsi in mimetica grigioverde.

Autore

  • Redazione

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