di Francesco Pontelli
Da sempre, da troppo si potrebbe aggiungere, in Italia si assiste ad un pietoso spettacolo offerto, indipendentemente dal proprio orientamento politico, dalle diverse cariche istituzionali rappresentate da figure politiche.
Solo poche ore fa un portavoce della regione Lazio ha rilasciato delle dichiarazioni a titolo personale in relazione alla strage di Bologna,
dimenticandosi completamente del ruolo che ricopre all’interno della Regione stessa.
Anzi ha affermando di parlare a titolo personale, dimenticando come nel momento in si assume un incarico il fattore personale non dovrebbe neppure venire più preso in considerazione a favore del ruolo pubblico.
Negli ultimi mesi, in più riprese, il presidente del Senato La Russa ha avuto modo di esternare affermazioni espressione di un proprio e forte orientamento politico.
In altre parole, esattamente come nelle precedenti legislature gli stessi miserevoli comportamenti potevano venire attribuiti all’ex Presidente della Camera Fico come alla Boldrini, continua un orrido spettacolo offerto ai cittadini all’interno di ogni singola legislatura.
Questo conferma ancora una volta come il ceto politico nostrano, nella propria articolata complessità e completezza, abbia solo compreso quali e quanti onori implichi una rappresentanza una carica istituzionale, ma contemporaneamente ignori al tempo stesso quali e quanti obblighi comporti la sua accettazione.
Quindi, pur consapevoli che una qualsiasi carica istituzionale, a maggior ragione se a livello nazionale, offra un prestigio unico ad un qualsiasi esponente politico, tuttavia sarebbe opportuno anche rendersi conto che implichi inevitabilmente una serie di attenzioni la prima delle quali dovrebbe essere quella di dimostrarsi in grado di rappresentare l’intero paese e non la sola parte della maggioranza elettorale.
Anche perché in considerazione tanto della legge elettorale, la quale impedisce di scegliere i propri rappresentanti agli aventi diritto, quanto della estensionismo, molto spesso al governo finiscono coalizioni che rappresentano poco più di un quarto dell’intero popolo elettorale.
Proprio in ragione di questa situazione la figura istituzionale dovrebbe essere una figura unificante e non certamente divisiva, a causa della sua attività politica ed istituzionale ed a maggior ragione nelle proprie esternazioni.
Viceversa, da anni le maggiori cariche istituzionali esprimono personaggi passati direttamente da un ideologico bar all’angolo
ai vertici dello Stato, ed esprimono il solo proprio chiaro orientamento politico e di conseguenza si dimostrano di non essere in grado di rappresentare lo stato nella propria unità.
Dismettere le vesti ideologiche e politiche ed assumere una “nudità ideologica” dovrebbe rappresentare la conditio sine qua non in grado di assicurare una seria rappresentanza istituzionale dell’intero paese.




