Home Opinioni LA MESSA È FINITA. URSULATE IN “PACE”!

LA MESSA È FINITA. URSULATE IN “PACE”!

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Uscita dal cilindro magico nel 2019, abbiamo avuto modo di apprezzarne i modi di gestione (personalismo, imbuto decisionale, decisioni in barba alle regole) e l’orientamento ideologico (autoritarismo, austerità e riarmo con l’aggiunta del Green Deal).

Per difetto di qualsiasi alternativa, Ursula von der Leyen è stata ricandidata dal Consiglio dei Capi di Stato e di governo e oggi un insulso Parlamento europeo le ha concesso 401 voti di fiducia (quaranta in più rispetto al 2019).

Che la Corte europea di Giustizia avesse, due giorni prima, condannato la Commissione europea e Ursula per violazione delle norme sulla trasparenza degli atti amministrativi (il caso dei contratti per i vaccini anti Covid) non ha scalfito le granitiche convinzioni europeiste di chi l’ha votata. Masochismo europeista, che dimostra la totale irrilevanza del Parlamento europeo, affidato nuovamente alla moralmente discutibile maltese Metsola, e del Consiglio europeo, affidato al portoghese Costa noto per i suoi inganni politici nazionali. Un trio istituzionale che manterrà l’Unione europea nella più completa irrilevanza internazionale.

Trump, Putin, Xi, ma anche i BRICS+, la SCO, e i grandi paesi africani, ignoreranno l’UE che, secondo le previsioni, dovrebbe essere rappresentata diplomaticamente da una signora estone, Kaja Kallas, che ha dichiarato l’intenzione di smembrare la Russia in nome della sicurezza europea. L’antipasto è stato servito dal Parlamento europeo che ha votato ieri una risoluzione per permettere agli armamenti europei forniti all’Ucraina di colpire in profondità la Russia.

Mentre si stanno discutendo temi enormi ed esistenziali – transizione egemonica globale, nuovi assetti di sicurezza, innovazione tecnologica – l’Unione europea si è auto condannata alla “stabilità”, cioè al noioso nulla burocratico, senza idee e senza visione. Ma è già certo che la Commissione Ursula proseguirà sul tracciato dell’austerità (tagli della spesa pubblica, pressione sui paesi che deviano dal Patto di Stabilità, e riarmo) che serve principalmente a rimaneggiare il quadro egemonico continentale. Mentre la Francia macroniana è in stallo per i prossimi mesi (in attesa di riuscire a formare un governo tecnico sostenuto da un’ampia maggioranza), e l’Italia di Giorgia è stata abilmente intortata dalle burocrazie nazionali in una perdente melassa di ambiguità democristiane, la Germania, nonostante la sua crisi interna, ha dato un colpo da maestro con la rielezione di Ursula e quella del liberale olandese Rutte a segretario generale della NATO. A noi italiani, ma anche ai francesi, non resterà che piangere quando, entro fine mese, la Commissione aprirà due procedure d’infrazione per deficit eccessivo che si tradurranno in tagli della spesa pubblica. Giorgia e Giorgetti dovranno continuare le svendite per far digerire i tagli agli italiani. Invece, Marcon sarà in più grandi difficoltà che potrebbero persino portarlo alle dimissioni (in settembre). La messa è finita. Ursulate in “pace”!

Per quanto riguarda l’Italia, siamo passati dalle trattative per avere un Commissario vicepresidente di peso alla litania per (forse) avere un Commissario al PNRR (Fitto?), cioè un bel passo indietro anche rispetto all’attuale Gentiloni. Dispiace che Giorgia non abbia tenuto la barra dritta e si sia concessa effluvi amorosi con Ursula (Tunisia, Egitto, migranti), senza di fatto ottenere nulla, e poi abbia reagito in grande ritardo votando NO a Ursula. Un rinsavimento tardivo che, nonostante sia il governo più stabile del continente, ha fatto evaporare il suo peso politico. Inoltre, mentre tutte le altre destre europee sono state escluse dalla spartizione dei posti nelle commissioni parlamentari europee, solo Fratelli d’Italia è stata ammessa. Quindi, il gruppo politico meloniano ECR è di fatto morto. Un isolamento politico di Giorgia che peserà molto sui destini dell’Italia e anche sulla tenuta del suo governo. La cooptazione per le poltrone europee ha vanificato il buon lavoro politico nazionale di Giorgia. Una sonora sconfitta servita con i guanti di velluto!

Probabilmente, tra pochi mesi i Repubblicani vinceranno le elezioni per il presidente degli Stati Uniti. Trump o chi per lui, la domanda che si porranno gli americani sarà: a che ci serve l’Italia, e Giorgia Meloni? Oltre a svendere asset nazionali ai fondi americani, che cosa potrà offrire Giorgia per essere riammessa nelle stanze che contano?

Per ora, il match Giorgia-Marine è finito 0-0, mentre quello Giorgia-Ursula è finito 0-1. Traiamone le dovute conseguenze politiche!

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  • Redazione

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