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LA MARCIA SU MOSCA DI PRIGOZHIN E PUTIN

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di Silverio Allocca

In queste ore concitate sono molte le voci contrastanti che giungono dalla Federazione Russa circa il presunto, l’espressione dubitativa è d’obbligo, pronunciamento militare di Yevgeny Prigozhin,  il ben noto proprietario dell’appaltatore militare privato Wagner Group, che si vuole abbia fatto marciare i suoi uomini in primo luogo verso la città russa di Rostov-sul-Don con l’intento di procedere verso Mosca per ottenere la rimozione del Ministro della Difesa, Sergei Shoigu, accusato di aver ordinato un attacco missilistico contro un acquartieramento della Wagner in Ucraina che avrebbe causato la morte di 2.000 dei suoi soldati come documentato da tutta una serie di registrazioni video e audio diffuse in rete.

A quanto diramato dalle agenzie di stampa occidentali, Prigozhin, dopo aver fatto fuoco e fiamme, giunto a 200 km da Mosca, sembrerebbe aver deciso di recedere dal proposito di arrivare a Mosca per “non spargere sangue” che come motivazione mi pare alquanto ridicola soprattutto perché un’azione come quella intrapresa da Prigozhin non si improvvisa ed è impensabile che uno come il capo della Wagner si sia reso conto solo a marcia iniziata delle conseguenze correlate ad una iniziativa del genere.

Ora le ipotesi del perché di questa avventura possono essere molte e personalmente sono poco incline a credere che dietro a questa azione vi sia stata la CIA in quanto se è vero che ad un mercenario ciò che importa più di tutto sono i soldi, è pur sempre innegabile che nessuno al mondo potrebbe offrire a Prigozhin più di quanto abbia già grazie a Putin e dubito che Prigozhin abbia anche solo potuto pensare di portare a termine un colpo di stato con solo 25.000 uomini per di più senza copertura aerea.

In questo senso anche la dichiarazione di Zelensky circa il fatto che il tentativo di colpo di stato avrebbe evidenziato la “debolezza su vasta scala” della Russia appare ancora più ridicola essendo stata tratta palesemente dal suo libro dei sogni –e come tale al più evidenziate l’incompetenza abissale del Presidente ucraino, caso mai ce ne fosse ancora bisogno.

Più attendibile potrebbe essere l’ipotesi che vedrebbe tanto Prigozhin quanto Putin interessati a verificare i comportamenti degli esponenti delle FFAA russe per valutare di chi potersi fidare e di chi no per poter procedere ad una bella purga tra i quadri dirigenti Moscoviti e porre termine all’attività di chi in Russia rema contro il Governo Centrale secondo uno scenario già visto posto in essere in Turchia nel 2016.

Questa a mio avviso parrebbe essere l’ipotesi più accreditabile in quanto le carenze logistiche che sul fronte di Bakhmut hanno visto la Wagner dover fare fronte a carenze di fornitura di armi e munizioni pari al 70% non possono essere state casuali, come non casuale è sicuramente stato l’attacco missilistico condotto contro le truppe di Prigozhin che non pare proprio interessato alla vittoria dell’Ucraina.

Conferma questa lettura la notizia diramata dal Cremlino secondo la quale Prigozhim andrà in Bielorussia e non sarà processato al pari degli uomini che hanno partecipato alla marcia su Mosca cui è stata concessa l’Amnistia.

Stando così le cose credo che per l’Ucraina le cose possano solo peggiorare.

Autore

  • Redazione

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