di Francesco Pontelli
La libertà rappresenta ancora oggi un valore sconosciuto.
Nella medesima spiaggia del Veneziano solo qualche settimana addietro era possibile imbattersi in una famiglia musulmana con la moglie al bagno con il Burkini,nel medesimo litorale, poi, e solo a poche centinaia di metri trovare delle persone adulte che praticavano il naturismo.
Queste due forme di approccio sicuramente risultano agli antipodi nella interpretazione della vita in riva al mare, ma contemporaneamente dimostrano come possano coesistere due filosofie di costume, e contemporaneamente espressione di valori etici e religiosi diversi, in quanto l’applicazione del concetto di libertà nessuno manifesta l’intenzione di imporre il proprio codice alla parte “avversa”.
In altre parole, la lezione Veneziana esprime la superiorità valoriale del codice occidentale che proprio per la propria forza riesce a contenere nell’alveo democratico le più diverse espressioni di costume umano.
Viceversa, la sola idea di vietare l’accesso ad una spiaggia pubblica ad una donna per il solo motivo del costume indossato, come intenderebbe imporre la sindaca di Monfalcone, rappresenta l’espressione della peggiore retroguardia culturale.
Innanzitutto tutto perché ghettizzare una donna che forse esprime la propria situazione con il burkini impedisce alla stessa di venire a contatto con una realtà diversa da quella del proprio ambito familiare e religioso e conseguentemente emanciparsi.
Successivamente una democrazia cresce anche attraverso la consapevolezza della priorità/forza che parte dalla uguaglianza tra donna e uomo: quindi non vieta nessuna cosa del genere, perché un divieto rappresenta una forma di debolezza, ma investe nel progresso culturale forte della propria consapevolezza.
A Monfalcone, la scelta della sindaca esprime solo una triste debolezza culturale ed una povertà umana che nulla hanno in comune con il valore occidentale della libertà.




