
Quello che esce dalla consultazione delle elezioni comunali di domenica 25 – 26 maggio, tradotto sul piano politico concreto, al seguito di una pletora di sigle, riguarda la fotografia di una realtà alquanto schizofrenica, fatta di incoerenze e frustrazioni che si sono tradotte in un moltiplicarsi di liste marcatamente su uno schema che, prima della cultura politica, vede emergere sul territorio la cultura del “tengo famiglia”, come se un comune fosse un orticello da coltivare.
Un vero e proprio segno, questo, dove la regressione prevale a fronte della centralità di progetti funzionali alla comunità con i quali l’efficienza dei servizi e la trasparenza della gestione assume un fattore di rilevanza primaria.
Alla crisi del mondo della politica, in frantumi su molti fronti, l’unica novità in questi ultimi tempi ha riguardato la novità dirompente e positiva dell’evidenziarsi del bisogno di coprire falle facendo emergere elettoralmente una leadership funzionale, legata all’esame di realtà costante .
Svolazzi o distinguo di questi tempi un po’ folli si è visto che non servono a nulla, se non a marcare ogni dove un diritto di veto. Una partita molto pericolosa ,irresponsabile che gioca spudoratamente a dare ossigeno ad un’economia e una cultura di guerra.
Questo nel mondo internazionale della geopolitica ,ma anche, di conseguenza, riportando le stesse dinamiche sul territorio delle amministrazioni locali.
Proviamo a focalizzare la postura dell’attuale elezioni comunali .
In ogni città prevale sostanzialmente un vuoto progettuale su cui fare confronti collegati con un approccio di sinergie con le istituzioni regionali e nazionali . Se si va in profondità si osserva il nulla ,o meglio : mille frazioni di clientele che gestisco il territorio in modo frammentario e opaco .
Fanno volare un po’ di stracci, ma mantengono il metodo consolidato delle autocertificazioni che tutti se ne guardano bene dal sottoporre a verifica .
La vicenda di Milano docet . Le autocertificazioni stanno bloccando in modo indecoroso lo sviluppo di uno dei territori più significativi in Italia .
Questo è però un fenomeno che viene sistematicamente sottaciuto in molti territori comunali . Viene sottaciuto un elemento centrale che riguarda ruoli apicali e verifiche su una miriade di pratiche che garantiscono una catena di clientele compresi una moltitudine di professionisti cerniera.
Questo non è capacità di governo ma un allungamento di un mercato in stile arabo: si galleggia sul mercanteggiare con le fette di salame sugli occhi .
Verifiche sostanzialmente zero. Ovunque. Ieri c’erano i presunti piani regolatori ,oggi le ristrutturazioni e lo strumento dei premi fiscali di ogni genere e grado .
Per fare un paragone concreto, almeno i comuni del territorio mettessero una norma vincolata alla sicurezza sul lavoro legata strettamente ai premi sulla fiscalità. La delega legata alla cultura degli struzzi consente ogni tipo di interpretazione tanto a sinistra come a destra.
Le pagliacciate poi di presunti leader nazionali dei vari schieramenti di catapultarsi per impossessarsi ad interpretare i dati elettorali di territori paludosi rappresenta solo l’ennesima regressione della politica attuale che certifica quanto questi personaggi siano molti distanti dalla realtà …sembra sempre più la guerra dei francobolli che marchiano di volta in volta per un giorno il territorio .
Lo si può ben osservare con la dovuta saggezza come la pena del giorno.
Forse vale la pena di domandarsi se il gioco delle maggioranze casuali, arraffate senza una logica di politica economica ,di politica estera ,di una logica che persegue una postura di accordi di pace , con una leadership credibile e funzionale possa sopravvivere come cultura politica in uno schema improntato ad aggregati localistici.
In che maremoto ci porterebbe il mondo dell’economia e della finanza internazionale ?





