di Angelo Ciccarella
“Tappati la bocca”, mi diceva Scandurra, il mio Maestro. È una consegna rosicruciana quella di serbare i segreti senza condividerli con i profani. Ma era più che altro una raccomandazione per evitarmi rogne. E quanto si rivelò vero, lo provai in seguito. Gli anni ‘70 sembravano maturi per certe aperture, fatta la tara a spiritualismi e facilonerie new age.
È più forte di me, ma credo che la conoscenza debba essere trasmessa a donne e uomini di buona volontà, prima perché lo ritengo un diritto e poi, secondo una legge non scritta ma verificabile, ciò che si reprime s’imprime canalizzandosi altrove.
L’Opera è richiamare dall’esilio le potenze che Dio ci ha messo a disposizione, ma che preti e politici ci interdiscono da millenni. Prima fondai gruppi di ricerca e cenacoli, senza risultati apprezzabili, poi produssi programmi radiofonici (Radio Viterbo e Radiondazzurra) e televisivi (Tele Viterbo). Incontrai ostilità e sospetti, in una Viterbo vittima da secoli di clericali e latifondisti; ma suscitai l’attenzione dalle autorità.
Dopo la iattura di Piero Angela, nel nostro Paese si scatenava una caccia alle streghe: secondo il mezzo busto RAI, l’occulto e il paranormale erano cialtronerie per ignoranti. Secondo il sistema, espandere la mente e accendere il fuoco celato sotto una coltre di pregiudizi e indottrinamenti, sarebbero attività eversive. Ritornai nel privato, finché internet mi permise di diffondere alcune esperienze del decennio 70-80 in un blog, “Il Grande Ignoto” ed ora su fb.
È un percorso pieno di insidie quello di indicare la via di fuga dalla prigione. Tutto ciò che abbiamo fatto, noi dell’anonima talenti, è invisibile ad occhi velati. A Viterbo, dal 1971, si è costituito un centro vivente di un modo nuovo eppur antico di vivere e sentire, sgorgante da una fonte spirituale inesauribile.
Siamo noi tutti ad un punto di svolta, drammatico eppure foriero di nuove forme e contenuti. Tuttavia vedo in giro persone al limite, disorientate, afflitte dal dubbio, dall’angoscia, soprattutto prive di scopo. Noi “gente di frontiera” rappresentiamo per tutti i nostri simili un centro vivente e maggiore sarà la nostra convinzione ed energia, maggiori saranno gli aderenti alla causa superiore.
Ma prima di credere di poter fare la differenza e di agire, dovremo metterci in relazione con gli Universi, indispensabile quanto l’azione del fegato o la circolazione sanguigna. L’evento apocalittico è presente ma invisibile ancora, allora è necessario usare una chiave tangibile per aprire la porta di cambiamenti immensi ma intangibili.
Chi ha la chiave? Io so dove dorme il lepre, potrebbe essere un indizio…




