La guerra entra nel sistema circolatorio dell’economia mondiale
Gli attacchi rivendicati dagli Houthi contro due petroliere saudite nel Mar Rosso segnano un cambio di fase strategico.
Il bersaglio non è soltanto la singola nave, ma l’architettura costruita dall’Arabia Saudita per aggirare la crisi dello Stretto di Hormuz e continuare a esportare greggio attraverso il terminale occidentale di Yanbu.
Gli Houthi hanno dichiarato di aver colpito con missili e droni le petroliere Encelia e Layla. L’attacco all’Encelia, avvenuto nei pressi del porto saudita di Jizan, è stato confermato dalle autorità di Riad: un incendio ha interessato la prua, mentre l’equipaggio sarebbe rimasto illeso. Reuters precisa invece di non aver potuto verificare immediatamente il secondo attacco.
Dal punto di vista militare, gli Houthi non hanno bisogno di occupare fisicamente Bab el-Mandeb. È sufficiente trasformare lo stretto in un’area ad alta probabilità di perdita.
Mine navali, missili antinave, droni aerei, imbarcazioni esplosive e sistemi di abbordaggio possono produrre una forma di interdizione marittima distribuita.
Anche pochi attacchi intermittenti sono in grado di modificare il comportamento degli armatori, perché il rischio viene immediatamente trasferito nei premi assicurativi, nei contratti di noleggio e nelle decisioni degli equipaggi.
Cinque petroliere avevano già cambiato rotta nel Mar Rosso dopo l’annuncio del blocco, mentre altre risultavano ferme in attesa di istruzioni. La missione europea Aspides ha indicato come particolarmente esposte le navi con collegamenti statunitensi, israeliani o sauditi.
Il dato più importante è quindi il rerouting, non il numero delle unità effettivamente colpite. Un blocco moderno può funzionare senza chiudere materialmente lo stretto: deve soltanto convincere il mercato che attraversarlo non conviene più.
L’Arabia Saudita dispone dell’oleodotto East-West, noto come Petroline, che permette di trasferire il greggio dai giacimenti orientali fino a Yanbu, sul Mar Rosso. Questa infrastruttura rappresenta la principale valvola di sicurezza saudita contro un’interruzione di Hormuz.
Da Yanbu, tuttavia, le petroliere dirette verso l’Asia devono normalmente scendere verso sud e attraversare Bab el-Mandeb. Gli Houthi stanno quindi tentando di colpire il secondo segmento della deviazione saudita.
In termini operativi, la manovra produce una doppia interdizione correlata:
• l’Iran comprime il traffico attraverso Hormuz;
• gli Houthi minacciano l’uscita meridionale del Mar Rosso;
• il greggio trasferito a Yanbu rischia di non poter raggiungere agevolmente i mercati asiatici;
• il vantaggio strategico dell’oleodotto saudita viene parzialmente neutralizzato.
È una tenaglia geografica costruita con strumenti asimmetrici.





