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LA DISUNIONE EUROPEA DEI CHIACCHIERONI ALLO SBARAGLIO

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Non si è ancora raffreddata la smargiassata di Emmanuel Macron, il quale vuole mettere gli scarponi dei militari europei in Ucraina, quando i suoi militari sono stati malamente fatti sloggiare dai Paesi africani delle ex colonie.

Non appena ha aperto bocca è arrivata una grandinata di no.

Se il novello Napoleone giunto alla Beresina avesse un minimo di dignità si ritirerebbe in silenzio. Sant’Elena è sempre disponibile.

A smargiassata calda interviene la signora Ursula Von der Leyen con la proposta di usare beni russi congelati per dare armi a Kiev.

“È tempo di discutere dell’utilizzo dei profitti inaspettati dei beni russi congelati – ha detto la signora Ursula – per acquistare congiuntamente equipaggiamenti militari per l’Ucraina. Si tratta di un’assunzione di responsabilità da parte dell’Europa per la propria sicurezza”. “La semplice verità – ha aggiunto – è che non possiamo permetterci il lusso di stare tranquilli. Non abbiamo il controllo sulle elezioni o sulle decisioni in altre parti del mondo. Con o senza il sostegno dei nostri partner, non possiamo permettere che la Russia vinca”.

Forse la signora Ursula vorrebbe controllare le elezioni negli Usa? Trump fa paura ai tremebondi burocrati di Bruxelles?

Immediata la risposta di Parigi per bocca del ministro francese, Bruno Le Maire: “Attualmente non ci sono le basi legali per sequestrare gli asset russi congelati in Occidente, che valgono 200 miliardi di euro. Dobbiamo lavorare ancora e muoverci nel quadro della legge internazionale e dello stato di diritto”.

Il problema è che la signora Ursula sta dando voce a chi fa propaganda per il riarmo essendo accusata di favorire le imprese tedesche.

Vediamo cosa dice la presidente della Commissione della Disunione Europea: “Dobbiamo muoverci velocemente. La minaccia di guerra potrebbe non essere imminente, ma non è impossibile. I rischi di una guerra non dovrebbero essere esagerati, ma dovrebbero essere preparati. E tutto ciò inizia con l’urgente necessità di ricostruire, rifornire e modernizzare le forze armate degli Stati membri. Così facendo, l’Europa dovrebbe sforzarsi di sviluppare e produrre la prossima generazione di capacità operative vincenti. E per garantire che disponga della quantità sufficiente di materiale e della superiorità tecnologica di cui potremmo aver bisogno in futuro. Ciò significa potenziare la nostra capacità industriale della difesa nei prossimi cinque anni”.

La minaccia non è imminente, i rischi non devono essere esagerati. E allora ? C’è tutto il tempo per non inserire ulteriori spine irritative nei confronti della Russia e avviare con tempi credibili un riarmo necessario.

Mentre ci sono messaggi in codice di chi vuol chiudere la partita dell’Ucraina, c’è chi soffia sul fuoco e la signora Ursula è tra questi in un panorama desolante della Disunione Europea, capace solo di sfornare leggi che depotenziano l’apparato industriale e agricolo.

In Europa i chiacchieroni allo sbaraglio non mancano.

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  • Redazione

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