Home Politica LA CUPOLA DELLE PORTE GIREVOLI, “CICLI POSITIVI DI CIRCOLARITÀ”

LA CUPOLA DELLE PORTE GIREVOLI, “CICLI POSITIVI DI CIRCOLARITÀ”

0

Il Pd, guidato da Elly Schlein, è ormai proiettato nella campagna elettorale per costruire in Europa cicli positivi della circolarità, uscendo dal modello lineare. Come diceva Carosello, qui, se non conciliamo, la circolazione a schifio finisce.

Conciliare con cosa? Con le porte girevoli della Cupola finanziaria che tenta di perpetuare la distruzione di quel che rimane dell’Europa e dell’Occidente?

Cicli, bicicli, tricicli. Nella logia di chi vorrebbe sottometterci sempre e comunque il vero ciclo è il riciclo.

Va così che Carlo Bonomi, presidente di Confindustria uscente, grazie alle porte girevoli aspirava a dirigere l’Università Luiss. Poi si è scoperto che non è laureato e a questo punto, visto che la Schlein è spinta verso la porta, sarebbe pronto ad entrare nei panni di segretario del Pd.

In Europa Luigi Di Maio, dopo aver tradito il Movimento Cinque Stelle per garantire a Mario Draghi i voti per continuare a governare, poi caduto per la vendetta dello stesso M5S, è uscito dal governo dove stava come ministro degli Esteri per entrare nelle stanze del potere come inviato nel Golfo (di Napoli?). Di lui non si è più sentito parlare e questo è un buon segno, in quanto fa capire che il giovane partenopeo, allievo di Vincenzo Scotti, sa fare esami di realtà e, ottenuto lo stipendio, si è eclissato.

Mario Draghi le porte girevoli le frequenta a una velocità tale che il riciclo dà luogo ad un tornado. Salito sul Britannia per svendere l’Italia ai grandi gruppi finanziari, per poi passare al servizio degli stessi, è poi approdato alla Bce (l’allora presidente Sarkozy nella recente biografia scrive che la scelta cadde su Supermario per la formazione in Goldman Sachs), entrando poi a vele spiegare nel ruolo di Presidente del Consiglio in Italia, accolto come fosse il Salvatore e ora, dopo una breve pausa e una trombatura per il Colle, è stato nominato consulente della von der Leyen per tracciare i destini d’Europa.

Devo dire di essermi sbagliato. Quando Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, inspiegabilmente, hanno fatto sì che Sergio Mattarella risalisse al Quirinale senza esserne mai disceso (esercizio ossimorico), avevo pensato ad un grave errore. Al contrario. E’ stato un segno di saggezza e di astuzia politica. Se avessero stoppato Mattarella oggi sul Colle più alto di Roma ci sarebbe Mario Draghi, ossia direttamente la finanza internazionale, quella che alimenta il green deal, il declino verde d’Europa, la narrazione apocalittica sul clima, la ideologia woke e la cancel culture.

Mario Draghi è lo stesso che ha incontrato da Presidente del Consiglio italiano, il 30 settembre 2021, Greta Thumberg al Youth4Climate, il convegno dei giovani attivisti per il clima, che ha lasciato spazio, poi, ai vertici politici riuniti per la Pre-COP, il meeting propedeutico alla COP26, poi tenutosi a Glasgow, in Scozia, circa un mese dopo.

All’incontro con i giovani attivisti per il clima, Draghi ha detto: «Avete ragione a chiedere una responsabilizzazione, a chiedere un cambiamento. La transizione ecologica non è una scelta, è una necessità. Abbiamo solo due possibilità. O affrontiamo adesso i costi di questa transizione. O agiamo dopo, il che vorrebbe dire pagare il prezzo molto più alto di un disastro climatico». 

E poi, sempre Draghi: «La crisi climatica, la crisi sanitaria e quella alimentare sono strettamente correlate. Per affrontare tutte queste crisi, dobbiamo agire più velocemente. Molto più velocemente e con più efficacia. E al G20 di ottobre ci prepariamo a far fronte agli impegni per rimanere al di sotto di 1,5°C. Sviluppare strategie in linea con questo obiettivo e sostenere i Paesi in via di sviluppo».  

Sappiamo già cosa ci dirà il consulente Draghi su cosa deve fare l’Europa.

Un’Europa che, nel frattempo dal trinomio: “Liberté, Fraternitè, Egalité”, è passata a quello: “Globalité, Marché, Monnaie” (copy di Giulio Tremonti).

Un altro frequentatore di porte girevoli è Enrico Letta, Presidente del Consiglio fallimentare, licenziato da Matteo Renzi con il famoso: “Stai sereno” e approdato a fare il professore a Parigi, dopo essere stato europarlamentare, consigliere di Romano Prodi (colui che ha liquidato l’Iri dopo l’incontro sul Britannia), richiamato a fare il segretario del Pd, partito che ha semidistrutto, lasciando di finire l’opera alla Schlein, ora è stato nominato consulente della von der Leyen per predisporre i destini d’Europa.

Qui la porta girevole sembra un ventilatore al massimo dei giri.

Ora la possibile candidatura di Carlo Bonomi alla segretaria del Pd potrebbe servire a bloccare Paolo Gentiloni, in libera uscita da Bruxelles, dove non ha fatto una gran figura, per diventare segretario del Pd. E Bonaccini? Per lui è pronto il posto di coordinatore dei Socialisti & Liberali al Parlamento europeo.

E poi dicono della Schlein che è incomprensibile. Falso. Lei lo ha detto a chiare lettere: “Costruire in Europa cicli positivi della circolarità, uscendo dal modello lineare”. Appunto: porte girevoli. Che ci voleva a capirlo?

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui