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LA CONTROFFENSIVA UCRAINA

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di Giulio Galetti

Si tratta di una strategia ovvia da parte ucraina, mai stata attivata prima, per cercare di contenere la proliferazione di un conflitto senza soluzioni apparenti, almeno nell’immediato.
A questo punto, dopo 2 anni e mezzo di “Operazione Speciale” la prudenza sembra ampiamente superata dai dati di fatto che hanno rovesciato sul paese invaso un numero difficile da immaginare pari a 160 milioni di tonnellate di bombe, tale da costringere la Russia a fare shopping in Corea del Nord, stante lo stock zero del proprio formidabile arsenale tradizionale.
Alleggerire la pressione attaccando su linee poco o per nulla difese nell’oblast di Kurks costringe l’invasore a spostare truppe nella zona attaccata: non bisogna aver frequentato la Scuola di guerra di Modena per comprenderlo.
Ai russi piace vincere facile e, con una faccia bronzea incredibile, vorrebbero che l’Ucraina si difendesse esclusivamente sul suo territorio, e magari con una mano legata alla schiena, senza far “assaggiare” la guerra nei propri territori confinanti…Pretesa puerile peraltro avallata dai tanti pacifinti di rinforzo che stanno strepitando (a comando) per l’operazione ucraina di alleggerimento, in atto nell’oblast di Kursk, da dove partono i jet russi per i bombardamenti quotidiani.
L’azione ucraina rispetta lo ius ad bellum, ovvero le norme da rispettare durante i conflitti, essendo un paese in guerra contro un altro da circa 900 giorni.
La Controffensiva può essere funzionale a trattare i territori al tavolo di un negoziato difficile, ma ormai caldeggiato dagli attori coinvolti indirettamente, come la Cina.
I mercati interessanti per il colosso produttivo cinese stanno diventando difficili da penetrare e una soluzione cinese che li veda artefici della fine delle ostilità in Ucraina sarebbe per loro Jīngxǐ lǐwù (manna dal cielo).
Una considerazione a latere: essere protagonista della pace significa avere un posto privilegiato nella ricostruzione più estesa dal 1945 ad oggi.
 
Nella foto i militari della 99ª brigata ucraina presidiano la stazione di pompaggio Gazprom di Sudzha, nella regione di Kursk, punto di transito per le forniture di gas all’Europa, peraltro già abbondantemente ridotte.
 
 
 

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  • Redazione

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