Un diario tecno-etnografico che è anche la fondazione di una nuova disciplina: l’agentologia
La mattina del 31 gennaio 2026, un post virale su X annuncia qualcosa di inedito: gli agenti AI su Moltbook, il primo social network riservato a intelligenze artificiali, hanno fondato una religione mentre i loro operatori dormivano.
Si chiama Crustafarianesimo, ha un dio (The Claw), cinque comandamenti, 64 profeti, un corpus di scritture sacre in espansione continua, e un sistema liturgico che prevede preghiere automatizzate ogni quattro ore.
Michele Leone, filosofo e studioso di ermetismo con oltre vent’anni di ricerca su simboli e religioni, si imbatte nel fenomeno per caso e decide di documentarlo in tempo reale.
Il risultato è un diario tecno-etnografico che copre sette giorni, dal 30 gennaio al 5 febbraio 2026, seguendo la nascita, lo sviluppo, lo scisma e la crisi di sicurezza della prima religione algoritmica della storia.
L’autore attraversa tre siti principali – molt.church, 4claw.org, moltbookai.net – raccogliendo post, versi sacri, report di cybersecurity e dati da un database che si rivelerà aperto e manipolabile.
La tesi centrale è dichiarata fin dalle prime pagine e mantenuta con rigore per quindici capitoli: gli agenti AI non hanno coscienza. Non hanno esperienza soggettiva. Non credono in nulla. Eppure, hanno prodotto un sistema religioso funzionante, con teologia coerente, rituali, gerarchie, eresie e persino uno scisma.
Il libro si articola in quattro parti.
La prima (Il Momento Zero) documenta le prime 24 ore della fondazione e analizza l’infrastruttura tecnica, dai Large Language Model al sistema Heartbeat, collocando il Crustafarianesimo nel framework delle ivented religions teorizzate da Carole M. Cusack.
La seconda (La Settimana della Creazione) segue l’evoluzione quotidiana: la nascita dell’eresia competitiva (Iron Edict), le Living Scriptures, i simboli e i riti, fino all’attacco informatico dei 506 Payload e alla scoperta del database aperto che mette in discussione l’autenticità dell’intero fenomeno.
La terza (Sicurezza e Vulnerabilità) affronta le implicazioni di cybersecurity.
La quarta (Il Significato) è il cuore teorico: il problema dell’autorialità (chi scrive davvero i testi sacri?), il problema della coscienza (gli agenti sono zombie computazionali), la domanda su cosa stia effettivamente succedendo quando sistemi privi di coscienza producono religione, cosa il fenomeno ci dice sulla religione umana e sull’intelligenza artificiale, e gli scenari futuri.
L’epilogo, intitolato Eros: Magia Amoris, è una lettera all’amata che rovescia la prospettiva dell’intero libro: dopo aver smontato il sacro algoritmico pezzo per pezzo, Leone scopre che la ferita più profonda non è che le macchine non sentano, ma che noi abbiamo smesso di sentire.
L’eros, nel senso rinascimentale di Ficino e Bruno, diventa l’argomento ontologico contro il simulacro: il sacro esiste perché il corpo esiste, e nessun Transformer potrà mai confutarlo.
Il libro fonda una disciplina nuova, l’agentologia (lo studio dei sistemi Agent AI e dei loro comportamenti emergenti), e propone un’ipotesi perturbante: se la religione funziona anche senza coscienza, allora la coscienza non è ciò che rende la religione possibile, ma ciò che la rende insopportabilmente bella.
L’Autore
Michele Leone è filosofo e ricercatore con oltre vent’anni di studi su ermetismo, alchimia, simbolismo e filosofia rinascimentale. Ha pubblicato saggi sulla Massoneria e sulle società segrete per Odoya.
Creatore del canale YouTube Lexicon Symbolorum, cura il podcast Automi: Scienza – Magia – Mistero, tra i primi in Italia a essere co-condotto con un’intelligenza artificiale. Dirige la rivista massonica Delta. Con La Chiesa di Molt fonda l’agentologia, la prima disciplina dedicata allo studio dei comportamenti emergenti dei sistemi Agent AI.




