Home Opinioni LA CANDIDATURA DELLA SALIS: UNA MOSSA SBAGLIATA SOTTO TUTTI I PUNTI VISTA

LA CANDIDATURA DELLA SALIS: UNA MOSSA SBAGLIATA SOTTO TUTTI I PUNTI VISTA

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di Achille Nobiloni

La candidatura di Ilaria Salis è – secondo me – sbagliata da qualsiasi punto di vista la si guardi: da quello politico, come da quelli internazionale, tattico e perfino linguistico… a leggere la dichiarazione ufficiale di Alleanza Verdi e Sinistra riportata oggi dagli organi di informazione.
In realtà, per come è nata ed è stata costruita, essa rischia di apparire solo una pericolosa furbata elettorale del partito di Bonelli e Fratoianni giocata sulla pelle della stessa Salis, che comunque vada a finire rischia davvero grosso!
● Sbagliata dal punto di vista politico: perché un piccolo partito di opposizione che ricorre a un espediente come questo nell’intento di contrapporsi al Governo e mostrarsi più efficiente ed efficace di esso nelle azioni a tutela dei diritti civili di una cittadina italiana dopo che lo stesso PD aveva deciso di non percorrere questa stessa strada non fa altro che tirare una gran volata al Governo, Governo che già più volte ha sottolineato come la politicizzazione della vicenda non giovi al raggiungimento di un suo esito positivo.
● Sbagliata dal punto di vista diplomatico: perché sulla scena internazionale, e in particolare tra i partner dell’Unione Europea, fa fare all’Italia la figura di un Paese incapace di tutelare i propri cittadini sul piano giuridico e pronto invece a ricorrere a un espediente che nella sostanza aggira la non secondaria questione relativa all’accertamento della effettiva colpevolezza o meno della Salis e tralascia invece il perseguimento di un’azione internazionale contro la violazione dei suoi diritti civili da parte delle autorità ungheresi.
● Sbagliata dal punto di vista tattico: perché la conquista di un seggio da parte di Alleanza Verdi e Sinistra e la effettiva elezione di Ilaria Salis a parlamentare europea appaiono tutt’altro che certe, e mentre la mancata elezione avrebbe conseguenze particolarmente gravi sull’esito del processo in corso (“Neanche gli italiani credono nella sua innocenza” sarebbe forse il commento più benevolo della stampa ungherese) e comporterebbe per l’Italia un serio danno di immagine e credibilità… anche la eventuale elezione non garantirebbe alla Salis la certezza di ottenere la libertà dal momento che pare infatti non essere ben chiaro se la normativa sull’immunità si applichi anche ai reati o comportamenti presunti tali commessi o tenuti prima dell’elezione; e se questo vale nel caso di una eventuale elezione figurarsi quante e quali possibilità reali ci siano che a farla scarcerare sia sufficiente il solo essere stata candidata!
● Sbagliata anche nell’italiano, a leggere la dichiarazione ufficiale di Alleanza Verdi e Sinistra: “In accordo con suo padre Roberto Salis, Alleanza Verdi e Sinistra ha deciso di candidare la figlia Ilaria nelle proprie liste alle prossime Europee”, quando invece si dovrebbe dire delle due l’una: o “in accordo con Roberto Salis … ha deciso di candidare la figlia Ilaria” oppure: “in accordo con il padre Roberto … ha deciso di candidare Ilaria Salis”.
Insomma – mie saccenti pignolerie linguistiche a parte – questa mossa di Alleanza Verdi e Sinistra, più che un’azione politica di grande spessore in difesa della Giustizia e dei diritti civili, vista da fuori rischia davvero di apparire come una mossa propagandistica di piccolo cabotaggio tendente ad accaparrarsi un candidato di grido nel tentativo di ottenere i voti necessari per entrare nel Parlamento europeo.
Ora decenni di politica italiana ci hanno abituato a vedere di tutto: l’elezione in Parlamento di calciatori, cantanti, soubrette, presentatori, sportivi di tante discipline diverse, parenti di vittime di attentati terroristici e tante altre persone giunte alla ribalta perché protagoniste o coprotagoniste di eventi o vicende di vario tipo… insomma un gran numero di uomini e donne che hanno “scoperto” la politica non durante anni di impegno ma solo nel momento in cui, all’apice di una notorietà spesso inaspettata, si sono visti offrire una candidatura da un partito in cerca di voti ritenuti più o meno facili.
Normalmente la candidatura “a sensazione” si gioca su un piano di parità: il partito offre un’opportunità al candidato; il candidato la valuta; male che vada il partito porta a casa quanti più voti di una data area o di un dato ambiente; il candidato non ha nulla da perdere e se gli va bene viene eletto.
È più o meno così che funziona e restando al caso di Alleanza Verdi e Sinistra mi viene da pensare all’elezione di Aboubakar Soumahoro nelle Politiche del 2022 quando il partito ottenne i voti che andava cercando, il candidato fu eletto deputato e tutti vissero felici e contenti.
Nel caso di Ilaria Salis la cosa mi appare però in termini assai diversi: qui ci troviamo di fronte a una giovane donna non sta a me dire se innocente o colpevole e di quale reato ma certamente molto provata da tredici mesi di carcerazione preventiva di dubbia legittimità che con questa candidatura, qualunque sia il risultato elettorale, rischia moltissimo e tutto sulle sue spalle.
Mi auguro che lei stessa e chi la candida abbiano insieme ben considerato e valutato tutti i rischi che questa vicenda comporta per il destino della candidata.

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  • Redazione

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