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JOHN BRENNAN, IL RUSSIAGATE E IL RUOLO DELL’ITALIA

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La notizia è che l’ex direttore della Central Intelligence Agency (Cia), John Brennan, e l’ex direttore del Federal Bureau of Investigation (Fbi), James Comey, sono oggetto di indagini penali per presunte irregolarità legate all’inchiesta sulle interferenze russe nelle elezioni presidenziali del 2016.

Lo hanno riferito fonti del dipartimento di Giustizia a “Fox News”.

Le “interferenze russe” si chiamano Russiagate, una bufala confezionata in Inghilterra da Christopher Steele e commissionata dalla società Fusion Gps per conto della candidata democratica Hillary Clinton e del Comitato nazionale democratico (Dnc), tramite lo studio legale Perkins Coie. Bufala che è stata successivamente ampiamente screditata.

Fusion GPS “Global research, Political analysis, Strategic insight” è una società di ricerca e intelligence strategica con sede a Washington, D.C., fondata nel 2011 da Glenn R. Simpson e Peter Fritsch, entrambi ex giornalisti del Wall Street Journal. GPS è diventata nota soprattutto per il suo ruolo nella produzione del cosiddetto “Steele dossier”, un rapporto controverso compilato dall’ex agente dell’MI6 britannico Christopher Steele nel 2016.

Christopher Steele è un ex ufficiale dell’MI6 e secondo alcune fonti, Steele avrebbe passato informazioni all’ambasciata americana a Roma, rendendo la città un punto centrale in questo scandalo.

James Comey, coindagato, è l’ex direttore dell’FBI (2013-2017), noto per il suo ruolo in diverse indagini di alto profilo, tra cui quella sulle email di Hillary Clinton e l’inchiesta sui presunti legami tra la campagna di Donald Trump e la Russia nel 2016, nota come “Russiagate”.

John Owen Brennan, ex direttore della CIA (2013-2017), ha avuto rapporti con l’Italia principalmente in contesti legati alla sicurezza internazionale, all’intelligence e alla cooperazione antiterrorismo. Non ci sono informazioni pubbliche dettagliate o di alto profilo che colleghino Brennan a interazioni specifiche o controverse con l’Italia in modo diretto, ma alcuni episodi e attività possono essere rilevati dal contesto delle sue funzioni e dalle fonti disponibili.

Brennan, in qualità di consigliere per l’antiterrorismo di Obama (2009-2013) e poi come direttore della CIA, ha probabilmente interagito con i servizi segreti italiani (come l’AISE e l’AISI) per condividere informazioni su minacce terroristiche, in particolare legate al Medio Oriente e al Nord Africa.

Non ci sono prove pubbliche di visite ufficiali di Brennan in Italia, ma le sue attività diplomatiche e operative includevano viaggi in capitali europee per coordinare politiche di sicurezza. Ad esempio, durante la crisi siriana, Brennan ha discusso con vari alleati, inclusi quelli europei, la necessità di un cessate il fuoco e la gestione della situazione geopolitica in Siria. L’Italia, come membro dell’UE e della NATO, potrebbe essere stata coinvolta in questi dialoghi, anche se non ci sono dettagli specifici su incontri diretti con autorità italiane.

Particolarmente interessante è l’affermazione di alcune fonti che Christopher Steele, ex ufficiale dell’MI6, avrebbe passato informazioni all’ambasciata americana a Roma, rendendo la città un punto centrale in questo scandalo.

La questione richiama immediatamente in campo il caso di Joseph Mifsud, un professore maltese considerato un agente dell’intelligence occidentale.

Mifsud, collegato alle indagini sul Russiagate, ha avuto contatti con George Papadopoulos, un funzionario della campagna di Trump, a Roma ed era legato alla Link Campus University, un’università privata con sede a Roma, fondata nel 1999 come sede italiana dell’Università di Malta.

La Link è nota per i suoi corsi in relazioni internazionali, sicurezza, intelligence e gestione aziendale e ha avuto legami con il Movimento 5 Stelle (M5S) e con figure del Movimento che hanno insegnato o collaborato con l’università.

La Link Campus University è stata associata a figure legate al mondo dell’intelligence, sia italiana che internazionale, a causa dei suoi programmi accademici e delle collaborazioni con esperti del settore ed è stata menzionata in alcune indagini giornalistiche relative al cosiddetto “Russiagate”, in particolare per il ruolo del professor Joseph Mifsud, un docente maltese associato all’università.

La connessione tra la Link Campus University e il cosiddetto Russiagate ruota principalmente attorno alla figura di Joseph Mifsud.

Mifsud, accademico maltese con un passato nella diplomazia e nell’educazione, è stato docente alla Link Campus University e ha ricoperto ruoli significativi, come responsabile delle relazioni internazionali.

Il suo incontro con George Papadopoulos nel marzo 2016 a Roma è avvenuto presso la Link Campus University. Secondo il rapporto Mueller, Mifsud informò Papadopoulos che i russi possedevano “migliaia di email compromettenti” su Hillary Clinton, prima che l’hackeraggio dei server del Partito Democratico fosse di dominio pubblico. Questo incontro è considerato un punto di svolta nell’indagine dell’FBI sulle interferenze russe, nota come Crossfire Hurricane.

Dopo l’incontro a Roma, Mifsud e Papadopoulos si incontrarono nuovamente a Londra, dove Mifsud presentò una donna russa, Olga Polonskaya, come “nipote di Putin” (in realtà un’ex manager di un’azienda vinicola, senza legami con Putin). Mifsud avrebbe anche cercato di mettere Papadopoulos in contatto con figure vicine al Cremlino, come Ivan Timofeev del Russian International Affairs Council.

Dopo che il suo nome emerse nell’ottobre 2017 in relazione al Russiagate, Mifsud scomparve. Secondo alcune fonti, visse per circa sette mesi in un appartamento a Roma, il cui affitto era pagato da una società collegata alla Link Campus, la Link International, di cui Mifsud possedeva una quota del 35%. L’università ha negato di aver offerto protezione a Mifsud, sostenendo che il suo contratto era stato revocato dopo la sospensione dalla Stirling University nel novembre 2017.

Rimane il fatto che l’incontro tra Mifsud e Papadopoulos avvenne alla Link Campus nel marzo 2016, organizzato da Vincenzo Scotti, allora presidente dell’università. Questo evento è stato confermato sia da Papadopoulos che dalla sua compagna, Simona Mangiante, in interviste a media italiani. L’università è stata quindi identificata come il luogo in cui si è avviata una delle dinamiche chiave del Russiagate.

Mifsud aveva coltivato rapporti con istituzioni russe, come la Lomonosov Moscow State University, con cui la Link Campus siglò un accordo nell’ottobre 2016, pochi mesi dopo l’incontro con Papadopoulos. Mifsud fu uno dei promotori di questo accordo, smentendo le affermazioni di Scotti che ne minimizzavano il ruolo. Inoltre, Mifsud aveva contatti con individui legati alla Russia, come un ex membro dell’Internet Research Agency, una nota fabbrica di troll russa.

La Link Campus, tramite Vincenzo Scotti, ha ripetutamente negato qualsiasi coinvolgimento nel Russiagate, definendo le accuse “sciocchezze” e minacciando querele contro chi associava l’università a Mifsud o a operazioni di intelligence. Scotti ha minimizzato il ruolo di Mifsud, sostenendo che avesse tenuto solo seminari e non avesse un ruolo centrale nell’ateneo. Tuttavia, documenti e testimonianze, come quelle de “Il Foglio”, dimostrano che Mifsud aveva un ruolo significativo, incluso come azionista di una società collegata all’università. L’avvocato di Mifsud, Stephan Roh, possiede una quota del 5% della Global Drake Ltd, una società legata alla Link Campus.

L’università, sia chiaro, non è mai stata formalmente accusata di attività illecite.

Torniamo a Mifsud.

La sua figura è avvolta da mistero e speculazioni, con interrogativi sul fatto che fosse un agente di intelligence, un accademico opportunista o una pedina in un gioco più ampio tra servizi segreti. Di nazionalità e formazione maltese, Mifsud si è laureato presso l’Università di Malta e ha conseguito un dottorato presso la Queen’s University di Belfast.

Oltre ad essere professore e consulente presso diverse istituzioni, tra cui la Link Campus University a Roma, ha insegnato anche alla University of Stirling in Scozia e ha collaborato con la London Academy of Diplomacy, di cui è stato direttore fino alla sua chiusura nel 2016. Ha avuto legami con altre istituzioni, come la Lomonosov Moscow State University e il Russian International Affairs Council, alimentando speculazioni sui suoi collegamenti con la Russia. Mifsud ha anche lavorato come funzionario presso il Ministero degli Esteri maltese negli anni ’90, contribuendo all’ingresso di Malta nell’Unione Europea. È stato inoltre coinvolto in organizzazioni educative come la European Association of University Professors.

Mifsud era noto per la sua capacità di creare connessioni tra accademici, diplomatici e figure dell’intelligence. Aveva rapporti con personalità di alto profilo in Europa, Russia e Stati Uniti, il che lo ha reso una figura centrale in reti internazionali.

Sebbene non ci siano prove definitive che fosse un agente, i suoi contatti con figure dell’intelligence russa, britannica e italiana hanno alimentato sospetti. Ad esempio, aveva rapporti con Alexander Downer, alto commissario australiano che riferì all’FBI le conversazioni di Papadopoulos. Mifsud era coinvolto in società come Global Drake Ltd (con Stephan Roh) e Link International, che gestivano fondi e contratti legati all’università, sollevando interrogativi sulla trasparenza delle sue attività.

La Global Drake Ltd è rappresentata legalmente da Stephan Claus Roh, un avvocato svizzero che ha agito come rappresentante legale di Mifsud. Roh è descritto come una figura vicina a Mifsud, con legami professionali e personali, e ha anche detenuto una partecipazione del 5% nella Link Campus University di Roma.

    • Mifsud era un consulente presso lo studio legale di Roh, e i due hanno condiviso interessi in diverse istituzioni accademiche e diplomatiche, come la London Academy of Diplomacy.
    • Nel 2020, un’indagine giudiziaria italiana ha coinvolto 27 società, tra cui la Global Education Management Srl, una società gestita da Vanna Fadini e partecipata al 5% dalla Global Drake Ltd.

Nel 2018, una società collegata a Roh, inizialmente chiamata Inverhold Ltd, cambiò nome in The No Vichok Ltd un mese dopo l’attacco con l’agente nervino Novichok a Salisbury, che avvelenò l’ex agente russo Sergei Skripal. Questo cambio di nome è stato interpretato come un possibile riferimento ironico o provocatorio.  Roh ha negato che Mifsud abbia avuto legami con i servizi segreti russi, sostenendo che fosse solo un accademico dedito al networking.

Dopo che il suo nome emerse nell’ottobre 2017 in relazione al Russiagate, Mifsud è scomparso. Secondo Il Foglio e altre fonti, visse per circa sette mesi in un appartamento a Roma, il cui affitto era pagato da Link International, una società collegata alla Link Campus, di cui Mifsud possedeva il 35%.

I rapporti tra la Lomonosov Moscow State University (MSU) e la Link Campus University di Roma si inseriscono nel contesto delle collaborazioni accademiche internazionali avviate dalla Link Campus per rafforzare la sua dimensione globale. L’accordo tra le due istituzioni, siglato nell’ottobre 2016, rappresenta un esempio significativo di questa strategia, con l’obiettivo di promuovere la cooperazione scientifica, didattica e culturale tra Italia e Russia.

La Lomonosov Moscow State University (MSU), fondata nel 1755, è la più grande e prestigiosa università della Russia, con circa 47.000 studenti e 5.500 docenti. Offre programmi in quasi tutte le discipline scientifiche e umanistiche, ed è nota per il suo campus iconico a Vorob’ëvy Gory, parte delle “Sette Sorelle” staliniane.

È un centro di eccellenza accademica, con 13 premi Nobel e 6 medaglie Fields tra i suoi alunni, e ha una forte vocazione internazionale, accogliendo circa 10.000 studenti stranieri ogni anno.

Ha una lunga storia di collaborazioni internazionali, incluso un lettorato di lingua italiana finanziato dal Ministero degli Esteri italiano. L’intesa tra la Lomonosov MSU e la Link Campus è stata formalizzata nell’ottobre 2016, con l’obiettivo di sviluppare la cooperazione scientifica e didattica tra le due istituzioni. L’accordo prevedeva di favorire la mobilità per promuovere ricerche congiunte e lo studio delle rispettive lingue e culture, inclusa la possibilità di imparare il cirillico presso la MSU. Era stato previsto l’avvio del “Center for Science and Education Lomonosov” a Roma, gestito dalla società G.E.M. (management company della Link Campus), per consolidare la collaborazione.  Mifsud, allora responsabile delle relazioni internazionali della Link Campus, è stato uno dei principali promotori di questo accordo. La sua rete di contatti con istituzioni russe, come la MSU e il Russian International Affairs Council, ha facilitato il dialogo tra le due università.

L’accordo con la MSU è stato accompagnato dall’ingresso di Drake Global Ltd, società britannica di investimento nel settore educativo, nel capitale della società di gestione della Link Campus. Questo ha segnato un passo verso l’internazionalizzazione dell’ateneo, con l’obiettivo di creare il primo campus internazionale di Roma, capace di ospitare 3.000 studenti provenienti da tutto il mondo presso il Casale San Pio V. L’accordo con la MSU è stato descritto come parte di una strategia più ampia della Link Campus per collaborare con università prestigiose, come la London School of Economics (LSE) e la University of Stirling.

Sarà interessante vedere se l’indagine Usa sarà in grado di chiarire anche quanto è avvenuto in Italia e il ruolo che gli italiani hanno avuto.

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  • Redazione

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