
La normalità l’Italia l’ha persa da tempo. Per normalità si intende che ogni componente sociale faccia quello che deve secondo la legge del buon senso, ma in Italia il buon senso e la logica non esistono. Da tempo valgono le urla e, soprattutto, il proprio tornaconto mentre da tutti gli altri si pretende correttezza e precisione.
Veniamo ad alcuni eclatanti fatti che quando mi trovo all’estero gli interlocutori, di solito italo americani di quarta o quinta generazione, mi chiedono spiegazioni a cui non riesco a darle perché da noi il sano e costruttivo empirismo non c’è mentre abbonda l’idealismo.
Partiamo con una domanda: “Qual è il peggior atto penale, religioso, sociale e quant’altro che una persona possa compiere?” la risposta non può che essere una sola: “uccidere un altro essere umano!”. In Italia, purtroppo, non è così! Infatti, in proporzione, da noi il popolo e la magistratura l’anno completamente ribaltata applicando enormi pene a chi amministrativamente ha sbagliato talvolta incassando soldi.
Ricordate Francesca Mambro? Una terrorista di destra condannata per 96 omicidi ricevette 9 ergastoli, più 84 anni aggiuntivi e, ridete pure, più 8 mesi. Un’eternità per cui non basterebbero molte vite. Con molta applicazione, e ce ne vuole, la signora ha scontato soltanto 16 anni di carcere e, mi perdonino gli amici radicali, è diventata la porta bandiera di una fondazione che non ha eguali nel mondo: “Nessuno tocchi Caino” e le migliaia di Abele uccisi? Chi se ne fa carico?
Un’altra signora Annamaria Franzoni uccise il figlio a Cogne e ricevette solo16 anni di condanna che si ridussero infine a 6.
Nel processo per corruzione IMI-SIR ci furono 2 imputati che ricevettero 7 anni di condanna. Vi chiedo: che proporzione c’è?
Pochi anni fa un gruppo di scellerati, fra i tanti che fanno scorribande rimaste impunite, gettarono del liquido nero nella Fontana di Trevi ed individuati finirono sotto processo. La sentenza è, a dir poco, allucinante: “assolti per la tenuità del fatto”. Provate a spiegarlo a qualche vostro amico all’estero e vi guarderà molto male.
Cambiamo registro passando alla spesa pubblica ovvero i nostri soldi raccolti in modo assurdo che vanno sotto il nome di “tasse”. Ha raggiunta la ragguardevole cifra di 1.108.000.000.000 di euro cioè millecento otto miliardi. Fra le tante cifre buttate al vento ve ne riporto solo qualcuna.
Sapete che in Italia, le società a partecipazione pubblica locale sono ben 3.558?
E per continuare nel solco fiscale che riguarda la totale inefficiente e pachidermica macchina statale che raccoglie decine e decine di migliaia di dipendenti di ogni ordine e grado non è capace di verificare ed aumentare quanto dichiarano alcune “ricche” categorie del mondo imprenditoriale. Qualche esempio? Eccovelo: RISTORATORI CHE DICHIARANO MEDIAMENTE 12.800 EURO, MECCANICI CON 20.700, ALIMENTARI CON SOLI 10.700 E I PARRUCCHIERI CON 11.900 E 26.000 I FAMOSI BALNEARI. Solo per citarne alcuni. Il paradosso sta nel fatto che i loro dipendenti guadagnano molto di più per cui, un vecchio collega, si chiedeva “ma perché lo fanno visto che guadagnano così poco e con molte responsabilità?”
Mentre da noi si predica di combattere il riciclo di denaro di dubbia provenienza abbiamo consentito di far scattare allarmi incredibili se un cittadino si presenta con qualche migliaio di euro da versare sul proprio conto corrente. Si aprono sospetti e, quindi, indagini con richieste di spiegazioni e tant’altro. Abbiamo consentito in silenzio che molti Stati europei che ci danno, sempre e comunque, lezioni di bon ton ed ogni altro genere di richiami rimbrottandoci e, a volte, anche cazziandoci ora su questo e ora su quello di poter fare i loro comodi. Sul piano fiscale abbiamo passivamente consentito ad Olanda, Irlanda, Lussemburgo, Malta, Cipro, Austria e chissà chi altro di poter agire e comportarsi da “paradisi fiscali” consentendo a società e ricchi italiani di potersi trasferire da loro e pagare “poche tasse” sempre a loro e a noi niente, tutto legale ovviamente.
Passando alle capacità di uno Stato di investire in infrastrutture da noi non si può tentare di costruire nulla di quello che ci servirebbe come stadi, portualità turistica, autostrade, strade statali, cavalcavia, metro sopraelevate, casinò ecc. prima di tutto perché alcuni dei circa “5.000 comitati contro” sparsi per la penisola insorgerebbero appoggiati da media politicamente corretti e giudici molto tolleranti. Senza dimenticare l’asse terrificante della nostra “burocrazia” con a capo le onnipotenti “soprintendenze” che ormai hanno potere di vita o di morte.




