Home Cronaca ITALIA E CROAZIA, SÌ A GESTIONE ESTERNA DEL FENOMENO MIGRATORIO

ITALIA E CROAZIA, SÌ A GESTIONE ESTERNA DEL FENOMENO MIGRATORIO

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Italia e Croazia sono d’accordo sul fatto che la crisi migratoria sia senza precedenti e che si debba lavorare sulla dimensione esterna.

Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al termine del colloquio con il premier croato, Andrej Plenkovic, che si è svolto ieri a Zagabria.

Su questo aspetto la Croazia ha posizioni allineate a quelle italiane sul negoziato e, più in generale, sostiene lo sviluppo della dimensione esterna della migrazione, in particolare con riguardo alla rotta dei Balcani occidentali, area di prioritario interesse anche per l’Italia.

“Prima si discuteva soprattutto di come risolvere il problema una volta che è sul nostro territorio” mentre “oggi ci interroghiamo tutti insieme come si risolve il problema a monte con una diversa cooperazione con i Paesi africani”, ha detto Giorgia Meloni.

“Abbiamo parlato – ha aggiunto Giorgia Meloni – di come rafforzare una cooperazione già ottima con la Croazia, ma anche con la Slovenia, in termini di controlli alle nostre frontiere. I due Paesi sono determinati nell’andare avanti nel processo di riunificazione dei Balcani occidentali nell’Ue.

“L’Ue – ha detto ancora il presidente del Consiglio italiano – deve dare segnali concreti in tempi rapidi e c’è un importante Consiglio a dicembre” in “cui penso che si possano dare segnali sull’apertura dei negoziati alla Bosnia Erzegovina”.

In materia di cooperazione economica la premier ha sottolineato che l’Italia “è il principale partner commerciale della Croazia” e siamo “un investitore strategico a livello bancario e finanziario”. Italia e Croazia devono lavorare sempre più insieme e in modo sinergico, ha proseguito la presidente del Consiglio. “Nel mio primo anno di governo ci siamo spesso trovati d’accordo con il primo ministro: cultura, energia, difesa, un settore in cui possiamo rafforzare le nostre relazioni”, ha affermato Meloni.

Il presidente del Consiglio ha poi evidenziato che è necessario dare un forte mandato al comitato interministeriale e al business forum che si terranno a Zagabria il prossimo anno: serve a rafforzare il nostro ruolo nella nostra regione comune. “Intendiamo incrementare – ha detto Meloni – la cooperazione proprio nel mare: economia blu, strategia, reti d’interconnessione, politica estera: vuol dire molte cose che Italia e Croazia vogliono fare insieme”.

La cooperazione economica, infatti, che fa leva sul ruolo prominente degli istituti finanziari italiani presenti nell’economia croata e su una costante crescita dell’interscambio commerciale, è cruciale nel rapporto tra i due Paesi. 

La Croazia sta investendo sia sul fronte della differenziazione delle fonti – si pensi al rigassificatore di Krk/Veglia, recentemente espanso per rispondere alla crescente domanda proveniente dai Balcani occidentali – sia su quello della transizione energetica, un’attività che vede l’Italia direttamente coinvolta come dimostra la partecipazione alla cosiddetta “Valle dell’idrogeno” nel Nord Adriatico con Slovenia e Friuli Venezia Giulia.

A conferire ulteriore specificità ai rapporti con Zagabria contribuisce la minoranza autoctona italiana, composta da circa 14 mila persone residenti soprattutto in Istria, a Fiume e nel Quarnaro), che dispone di un seggio nel Parlamento croato, ricoperto dall’onorevole Furio Radin, che è anche vice presidente del Sabor, il Parlamento croato.

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