di Marforius
A prescindere dagli accadimenti di ieri, che riguardano il presidente iraniano, Raisi, al quale auguriamo, stando alle notizie non definite, di tornare indenne, unitamente agli altri passeggeri dell’elicottero sul quale volava, non si può tacere riguardo al fatto che i giorni scorsi l’Iran ha eseguito almeno sette condanne a morte, comprese quelle di due donne, continuando un andamento caratterizzato da un elevato numero di esecuzioni.
A tale ultimo riguardo, in occidente la notizia è stata rilanciata da una ONG norvegese, la Iran Human Rights (Ihr), riguardante le recenti pene capitali eseguite.
Da ultimo sono stati assoggettati alla pena capitale Parvin Mousavi, madre di due figli, impiccata unitamente a cinque uomini condannati per spaccio di stupefacenti. Lo stesso dicasi riguardo Fatemeh Abdullahi, impiccata in quanto ritenuta responsabile dell’omicidio del marito.
Stando a quanto riferisce la cennata ONG sarebbero 223 le esecuzioni relative al 2024, fra le quale circa 50 solo nel corrente mese
Siamo purtroppo di fronte a una consueta assordante notizia, che crea sdegno ed indignazione nell’animo di qualsiasi persona dotata di normale buon senso.
Il clamore mediatico, soprattutto internazionale, di queste morti finirà tra qualche giorno. Ci si dimentica in fretta di questa e di tante altre vittime di un regime che non ha alcun rispetto per la vita umana.
In Italia, tranne qualche articolo o qualche accenno, ancora una volta, siamo di fronte a un evento del genere che nella sostanza mostra un silenzio assordante.
Come non chiedersi dove sono gli studenti che in occidente stanno protestando contro i “criminali israeliani”, peraltro senza nemmeno fare un cenno alla mattanza fatta da Hamas il 7 ottobre scorso. La cosa evidenzia che purtroppo le proteste non sono spontanee almeno a livello organizzativo, ma sicuramente “spintonee”, ovvero sostenute e promosse da chi ormai gioca con i media occidentali, i quali sembrano non in grado di capire anche le più grossolane mistificazioni.
Naturalmente silenzio generalizzato. Chi se ne frega delle condanne a morte e delle donne iraniane! Siamo alla solita ipocrisia della pseudo sinistra, campionessa di slogan e sproloqui.
Poveri furbacchioni, c’è da capirli: tutto l’attivismo viene profuso, come sempre, a favore delle cause perse, come l’idea di far adottare “Bella ciao” come inno nazionale.
Sto ancora aspettando i vari sit in, le dichiarazioni dei soliti propagandisti a senso unico alternato e il popolo della sinistra al caviale, che sciorinano i soliti mantra, che non meritano neanche di essere ricordati.
Non sappiamo cosa farcene di questa pseudo sinistra, la quale peraltro danneggia non solo il contesto socio-politico del Paese, cosa questa già di per se indegna, ma anche quello degli autentici progressisti e riformisti, che dovrebbero però prendere definitamente le distanze da questi figuri, senza se e senza ma.
In realtà sono i soliti ipocriti, in realtà biechi propagandisti, che parlano di queste cose mentendo sapendo di mentire, allorché parlano di una cultura diversa e non di una barbarie.
C’è da chiedersi poi dove sono finiti tutti i manifestanti professionisti, donne in nero, popolo diversamente colorato, imbroglioni riuniti e manipolatori della realtà seriali, per non parlare dei campioni ittici, ovvero le sardine, specie politica ormai estinta.
Vergogna. Vergogna per l’assurdo regime iraniano e vergogna per i fiancheggiatori dello stesso, che sono solo imbroglioni ed utili idioti di togliattiana memoria.

Marforius, il Marforio del XXI secolo, in omaggio alla celebre statua "parlante" di Roma. Proclama la verità senza filtri ed esprime, in modo sferzante, il malcontento popolare e le proteste politiche e sociali degli italiani verso chi, fingendo di fare gli interessi del Belpaese, fa i propri.


