
Ovvietà. Si scriverà di ovvietà ma l’imput proviene da autorevoli attori della cultura e politica italiana.
E’ di oggi 13 giugno, sul “Corriere” ,l’articolo di fondo del professor Ernesto Galli della Loggia circa la annosa questione della mancanza di “classe dirigente” in Italia.
Invece è di qualche giorno orsono il podcast del professor Lucio Caracciolo su “Limes” dal titolo “L’Impero della menzogna”.
Galli della Loggia e Caracciolo sono persone autorevolissime, preparate, espressione da decenni di una “intellighenzia” di alto bordo, che oggi qualcuno potrebbe etichettare da elité radical chic commettendo un errore intellettuale, forse.
Partendo dalle riflessioni del professor Galli della Loggia si legge e rilegge quanto già è ultra noto, ovvero che in Italia per svariati motivi, si è privi di classe dirigente.
A supporto si potrebbe scrivere che sembra la scoperta “dell’acqua calda”, ma solo perchè la memoria può aiutare, possiamo citare qualche elemento di ulteriore riflessione.
Il “vulnus del fancazzismo” ministeriale italico nasce con la vecchia Democrazia Cristiana. Folle oceaniche di elettori ed elettrici, possibilmente muniti di titoli inutili e di provata incapacità intellettuale, vincevano concorsi in tutte le amministrazioni pubbliche, ed il dialetto coniugato era sinonimo di appartenenza alle varie “correnti” in voga nella Balena Bianca dell’epoca.
La “sinistra”, a seguito del golpe di “mani pulite”, intervenne pesantemente, ma invece di innovare il “Sistema Stato” mutuò le stesse modalità di potere, con una particolarità, quella di creare, avendone cultura, anche una classe di intellettuali, “ex 18 politico”, provenienti dalle famiglie bene dei Parioli, di Posillipo, di Via Montenapoleone, che tra un giro in barca ed una discesa sugli sci, era capace di saper leggere e scrivere.
Volendo dedicare qualche pensiero al professor Caracciolo, che con il suo podcast (si è cimentati nella traduzione in italiano ma nella considerazione che chi scrive non frequenta circoli di nobiltà, bensì solo circoli militari e sezioni di tiro a segno, alla fine per evitare errori la scelta è stata di lasciare il medesimo termine) illustra la responsabilità dei media nella disperata missione di scrivere di verità in un mondo ove la menzogna impera.
In questo caso poche righe, nella memoria che lo scrivente per divertimento in un passato non tanto lontano si divertiva nel sostenere che la questione non è tanto far diventare “il falso in vero” ove appunto la “menzogna”, ma andare a comprendere ove “il vero viene trasformato in falso” ed in questo caso non tanto di menzogna trattasi, bensì di questioni al limite della eversione istituzionale ed attentato all’unità nazionale. E su questo esempi immani, da vicende riguardanti l’immigrazione di massa venduta come accoglienza, per arrivare a sentenze giudiziarie meritorie di ordalie divine.
In ultimo si scriverà, nuovamente, di merito.
Inutile aspettarselo nei concorsi pubblici. Inutile aspettarselo nelle vicende professionali quotidiane.
Ci dovremmo chiedere perchè oltre 6 milioni di italiani, il più delle volte personale qualificatissimo, trovano soddisfazione e riconoscimento all’estero.
Ci dovremmo chiedere perchè le PMI, quelle che lavorano da sempre con mezzi propri innovando tecnologie e prodotto, trovano immediata considerazione e qualificazione da parte di competitor internazionali.
Questa è la vera “conventio ad excludendum”.
Siamo a metà giugno. le temperature superano i 30 gradi.,
Andate al mare. Salite sulle vostre barche con shampiste e adulatori di provata esperienza. L’Italia che lavora non ha bisogno di Voi.





