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IN MEMORIA DI PIETRO ANTONIO COLAZZO

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di Savino di Scanno

IN MEMORIA DI PIETRO ANTONIO COLAZZO, FUNZIONARIO DELL’AISE,  PER RICORDARE L’ANNIVERSARIO DELLA SUA MORTE AVVENUTA IL 26 FEBBRAIO 2010 A KABUL.

Di questi tempi il termine “Intelligence” è come un condimento per ogni pietanza. Lo si trova dagli studi su pinguini e foche alle tradizioni delle civiltà tribali africane, passando dai prati irlandesi per lo studio del quadrifoglio, con gite alla ricerca dei funghi prataioli e soste forzate nelle  aule universitarie, sedi istituzionali, ma anche edicole e stazioni ferroviarie dove inutili professori, analisti, conferenzieri e convegnisti parlano a loro stessi del “nulla cosmico”.

In questo contesto talvolta può capitare di leggere e studiare un libro “serio”.

Glicerio Taurisano è uno “studioso”, ovvero una persona seria che da anni si interessa e scrive di questa materia con metodo rigoroso e scientifico. 

Di Glicerio lo scrivente già ebbe modo di commentare, nel 2015, il Suo “Intelligence e Sistema di Informazione nella Repubblica Italiana” e poco più di qualche anno fà  “Servizi Segreti”, testo che ripercorreva la storia dei “nostri” con la pubblicazione, in copertina, del logo del sempre rimpianto e mai superato SISMI.

Nella sua recentissima pubblicazione, “Intelligence Investigativa”, Glicerio affronta la concretezza delle teorie nell’applicazione pratica nella sintesi di due specifiche attività, l’intelligence e l’investigazione, finalizzata al contrasto dei fenomeni criminali ed eversivi.

Più che un testo lo si deve considerare un “Manuale” nel significato più nobile del principio didattico.

Strutturato su pochi capitoli, quali:

– intelligence;

– cognitismo ed osservazione;

– analisi del crimine;

– prevenzione del crimine nel contesto della sicurezza urbana con l’ausilio dell’intelligence Investigativa;

-intelligence e investigazione per cyber security.

Tematiche con cui l’autore identifica i principi ma soprattutto metodi e modelli sinergici tra le 2 attività, al fine di realizzare efficaci ed efficienti attività info-investigative.

A titolo esemplificativo a pagina 35 si illustra la “metodologia del processo delle informazioni”, a pagina 46 comparazione tra “Analisi del Crimine” ed “Intelligence Criminale” con la spiegazione della differenza tra “induzione e deduzione” nel processo investigativo, a pagina 72 un diagramma sulla intell-investigazione con le principali tecniche, a pagina 91 illustrazioni sulle condizioni di Intelligence accluse all’Investigazione.

Particolarmente accurato il capitolo sulla Analisi del Crimine ove la disanima sulle singole attività è sapientemente illustrata, per passare alle citazioni su J.Massonat sulle azioni di prevenzione del crimine nel contesto della sicurezza urbana a cui aggiungere quanto scritto dalla pagina 221 a seguire circa l’elencazione dei software utilizzati per tali compiti.

La conclusione del pregevole lavoro è verso la cyber security, ed in fede, per lo scrivente fermo a John Le Carré o Graham Greene, è stato arduo comprenderne i contenuti specifici.

Bellissimo il passaggio di Glicerio, nelle conclusioni, ove cita casi giudiziari di innocenti condannati ed errori giudiziari ormai divenuti una consuetudine, e ciò a pagina 264.

Molto Bene caro Glicerio Taurisano, che avrebbe a questo punto proferito un vecchio e burbero Comandante di Reggimento di Artiglieria.

Un eccellente testo “operativo” che dovrebbe essere consultato ed utilizzato nelle nostre Stazioni Carabinieri, Tenenze della Guardia di Finanza, Commissariati fino ai Reparti Speciali di ogni tipo e specialità.

Nuovamente bravo Glicerio.

A proposito. Il libro è piaciuto anche ad un “personaggio”, di quelli antipatici, brutti e cattivi, sempre sarcastici, ironici, disillusi, misantropi, di quelli al cui cospetto un Rocco Schiavone diventa un chierichetto di Chiesa di un paesino di montagna, di quelli che ne hanno fatte di più di quante ne possano raccontare, del tipo che “…i servizi segreti, quelli veri, non esistono…” per poi scoppiare a ridere, di quelli per cui la “memoria” è un impegno per rendere Onore a chi ha dato la vita per la Bandiera e per non perdonare mai traditori, vili come quelli che permisero ciò che accadde in Italia il 27 ottobre 1962, ma del quale al momento non si ricorda il nome….

Autore

  • Redazione

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