
In Europa si respira un’aria di insorgente dittatura.
Molti, ormai, sono gli elementi che fanno capire che ci stiamo avviando ad una situazione simile a quella che vide l’avvento del nazismo.
In molte comunicazioni “euroidiote” si cita, come data fatidica, il 2030 e, guarda caso (se il caso esiste) o, se più vi piace, guarda che coincidenza, la prima fase del nazismo in Germania iniziò nel 1930, quando il partito nazista ottenne un buon numero di seggi al Reichstag. Il periodo che va dal 1933 al 1945 è noto come “Terzo Reich” o “Terzo Impero”.
Il IV Reich è quello che abbiamo subito per trent’anni con la connivenza della Francia (asse franco tedesco), ora allargato al Regno Unito, che opera extra moenia.
I segnali che siamo in una fase prenazista (o pre-stalinista, il che non fa differenza) sono molti.
Il riarmo della Germania è, da questo punto di vista, un pessimo presagio: un annuncio del V Reich.
L’ultimo della serie è il programma di indottrinamento bellico (risoluzione Difesa) del Parlamento europeo che prevede anche il coinvolgimento di “organizzazioni giovanili”. Siamo arrivati alla teorizzazione dei Figli della Lupa, dei Pionieri sovietici, della Gioventù hitleriana.
Cosa facciamo? I Figli della Ursula?
A partire dagli anni ’20 (che coincidenza!!!!!!), il Partito Nazista considerò la gioventù tedesca un obiettivo speciale dei suoi messaggi propagandistici.
“Questi ragazzi e queste ragazze entrano nelle nostre organizzazioni all’età di dieci anni e spesso è la prima volta che possono respirare un po’ d’aria nuova; dopo quattro anni trascorsi nel Gruppo Giovani passano alla Gioventù Hitleriana, dove li teniamo per altri quattro anni […] E anche se a quel punto non sono ancora dei Nazional Socialisti al cento per cento, poi passano nel Corpo Ausiliari e lì vengono ulteriormente ammorbiditi, per sei, sette mesi… Dopodiché, qualunque coscienza di classe o di status sociale possa essergli ancora rimasta… se ne occuperà la Wehrmacht [l’esercito tedesco].” — Adolf Hitler (1938).


Nel contempo si eliminano gli avversari politici per via giudiziaria, di fatto cancellando la democrazia e il valore delle elezioni, ossia del popolo come fonte del diritto.
La vicenda dell’estromissione di Marine Le Pen in Francia e di Georgescu in Romania è solo l’inizio.
Due pesi e die misure. Puro esercizio del nazismo o, se più vi piace, di stalinismo.
La Corte di Parigi ha emesso una sentenza il 5 febbraio nel caso degli assistenti del Parlamento europeo. Ha condannato otto persone fisiche (parlamentari europei, quadri UDF e un assistente parlamentare) e due persone giuridiche e ha pronunciato tre assoluzioni, tra le quali quello di Francois Bayrou.
Didier Rebut, professore, Università di Parigi-Panthéon-Assas, Direttore dell’Istituto di Criminologia e Diritto Penale di Parigi, Membro del Club dested, risponde alla domanda: “Quali sono stati i fatti e quelli perseguiti in questo caso?”.
“Come rilevato dalla sentenza, il caso ha le sue origini in una denuncia di un membro del Fronte nazionale europeo che è stato indagato per uso improprio di posti di lavoro degli assistenti parlamentari europei. Questa denuncia è stata inviata nel marzo 2017 al pubblico ministero, al quale ha detto di voler rivelare che atti simili erano stati commessi da altri partiti politici. Il Pubblico Ministero della Repubblica di Parigi – che allora era il signor. Francois Molins – ha aperto un’indagine il 9 luglio 2017 a seguito di questa denuncia e di un’indagine giudiziaria il 19 luglio 2017, che ha portato al rinvio di due giudici istruttori. Questa informazione è stata chiusa il 9 marzo 2023 e i giudici hanno licenziato cinque eurodeputati per l’appropriazione indebita di fondi pubblici, e cinque dirigenti e leader di questi due partiti politici per complicità e occultamento di fondi pubblici”
I cinque deputati sono stati condannati per il reato di appropriazione indebita di fondi pubblici punibili ai sensi dell’articolo 432-15 del codice penale. La Corte ha ritenuto che la retribuzione corrisposta agli assistenti parlamentari europei debba versare un’attività direttamente connessa all’esercizio della legislatura dei deputati, in modo che il loro uso a beneficio dei partiti politici degli stessi membri costituisca una deviazione.
Ha esaminato il caso di ciascuno dei deputati perseguiti in relazione al lavoro del loro assistente parlamentare e alla loro consapevolezza che il loro assistente è stato pagato dal Parlamento europeo. Essa ha concluso in ogni caso che questi deputati avevano commesso il reato di appropriazione indebita di fondi pubblici nel suo elemento materiale e nel suo elemento intenzionale.
La corte, d’altra parte, ha assolto Francois Bayrou.
Francois Bayrou è stato assolto in quanto non accusabile di complicità.
Dire, come hanno fatto degli ignobili propagandisti, che Marine Le Pen ha rubato è propaganda nazista.
La questione che si pone, e che riguarda gli assistenti parlamentari, è se questi, assistendo un parlamentare, debbano solo fare dei passacarte a Bruxelles o se debbano assistere il parlamentare nel suo colllegio d’origine, che è necessariamente in una nazione, in un collegio elettorale, in un partito politico.
Comunque sia, la condanna del tribunale di Parigi è politica, pretestuosa, inserita in una logia negatrice della democrazia, intesa a stabilire un percorso totalitario che si inscrive in un insorgente nazismo.
Veniamo ad un episodio che apparentemente non ha alcun rapporto con il nazismo. Apparentemente.
La donna che denunciò il finanziere Epstein morto suicida in carcere e il Duca di York (Andrea) è stata vittima di un grave incidente stradale.
Virginia Giuffre dice di avere solo pochi giorni di vita dopo essere stata investita da uno scuolabus.
La 41enne, madre di tre figli, ha condiviso una sua foto che la mostra in un letto d’ospedale coperta di lividi. Come riporta il New York Post, Virginia ha rivelato: «Sono entrata in insufficienza renale, mi hanno dato quattro giorni di vita, trasferendomi in un ospedale specializzato in urologia».
Siamo sicuri che l’insufficienza renale sia il frutto di un incidente che le autorità australiane hanno definito non particolarmente grave? La distruzione dei reni, così come i lividi, possono esser il frutto di una bastonatura eseguita da chi è capace di eseguirla (uno o più professionisti). Il messaggio è terribile. In un momento nel quale è possibile che emergano i nomi e i cognomi della cupola dei pedofili, una delle testimoni viene eliminata. Con la stessa logica si è tentato di eliminare il candidato alla presidenza degli Stati Uniti Donald Trump con un colpo di fucile.
Donald Trump dimenticherà? Difficile pensarlo, anche perché si presume che sappia chi stava davvero dietro al fucile.
Torniamo all’Europa.
Hitler arrivò alla Cancelleria tedesca nel gennaio del 1933 nominato dal Presidente della Repubblica Paul von Hindenburg. Nel 1934, dopo la morte di von Hindenburg, si attribuì per legge il titolo di Führer e Cancelliere del Reich, accentrando nelle sue mani i poteri dello Stato e instaurando un regime dittatoriale.
Gli anni Venti preparano gli anni Trenta. Poi la catastrofe.
Qui giunti, premesso che è del tutto inutile chiedere conto alla cosiddette sinistre europee cosa abbiano in serbo per concludere il loro servaggio alla finanza, la domanda vera riguarda il Ppe, il partito democristiano che oggi è al centro della trasformazione del Vecchio Continente in una dittatura nazista, in un mondo nel quale il nazismo non è mai morto e si è acquattato nelle istituzioni cosiddette democratiche.
Che fa il Ppe? Ci consegna al nazismo? Collabora con il nazismo vero insorgente?
Hic rodus, ic salta. Il senso figurato è: “dimostra ciò che affermi, qua e adesso”.
Ciò che afferma il Ppe è la democrazia. Ciò che alimenta davvero è il nazismo.
Schizofrenia? No, strategia propagandistica.
I nazisti incitano a bloccare le destre fasciste e naziste in nome della democrazia, mentre da nazisti autentici distruggono la democrazia e la libertà.
Quanto ancora il Ppe sarà correo?
Chiedersi il motivo per il quale gli Usa di Donald Trump non interloquiscono con l’Europa, a questo punto, ha una risposta chiara: con il nazismo la democrazia non dialoga.





