Home Opinioni IL QUADRO DELLA MORTE

IL QUADRO DELLA MORTE

0

di Luca Bravin
 
Il Quadro della Morte: la Magnificenza, a Volte, Può Essere Pericolosa.
 
“Aprile 2032. La scoperta di un’opera destinata a spezzare chiunque la osservi.”
 
La fredda brezza mattutina imbratta le imponenti finestre multicolori della maestosa galleria d’arte.  Il silenzio, pesante e giustificato, rimbomba nelle spaziose stanze dai muri di marmo. Un vecchio esperto e critico d’arte moderna varca la legnosa e imponente porta principale.
 
Sul suo volto, l’interesse è palpabile, in seguito all’invito ricevuto dal suo vecchio amico la sera prima: “Devo mostrarti qualcosa, qualcosa di pericolosamente maestoso”.
 
Si sofferma ad osservare alcuni dipinti con poca attenzione. L’arte, con il passare dei secoli, ha subito una mutazione irreversibile, divenendo priva di carisma, umanità e diversità; un riflesso dei fondamenti di quella nuova visione umanitaria… un’umanità assente.
 
Tutti i dipinti dei nuovi artisti sono pesantemente monotoni; la “Nova Ars” (nuova arte), così l’hanno definita, rappresenta tutto ciò che non era in passato; forse questo cambiamento è dovuto all’essenza sbagliata e alle linee guida imposte dal nuovo “governo umanitario,” un unico governo mondiale con leggi e obblighi uniformi per tutta l’umanità.
 
Tutti i vecchi reperti artistici del passato furono distrutti anni prima. Le motivazioni di questo sacrilegio sono ancora sconosciute. Perché distruggere l’arte? Cosa volevano ottenere? Di cosa avevano paura?
 
Giunto in una sala di conservazione inaccessibile al pubblico, il tuo amico, nonché direttore della galleria, ti mostra…Lei.
 
Un piccolo quadro del secolo scorso, sopravvissuto alla “devastazione artistica” e perfettamente conservato.
 
Ritrae una giovane coppia a cavallo, ricambiarsi sguardi amorosi, vicino all’ingresso di una villa dal colore sbiadito.  A prima vista, le emozioni trasmesse sono inebrianti, “brilla di luce propria”.  Ma sullo sfondo, una fitta nebbia invade il cielo, creando un contrasto catatonico di emozioni: tenerezza, “umanità”, inquietudine e una strana familiarità.
 
Non riesci a staccare lo sguardo da tanta magnificenza, ma l’ipnosi viene spezzata dal direttore, che esprime la sua intenzione di distruggere il quadro.  Non sai come reagire, e lui continua il suo discorso, al limite della sicurezza emotiva.
 
“Lo sogno ogni notte. Una bellezza così è pericolosa. Dobbiamo distruggerlo. Non meritiamo questa magnificenza.”  NO, non puoi permetterlo.
 
Abbandonando ogni senso di umanità, passi da uomo corretto e civile a spietato animale senza principi.
 
Nel tuo piccolo appartamento, ripensi a ciò che hai fatto al tuo amico, ormai morto. Le visioni mentali si intensificano e, preso dalla disperazione, osservi di nuovo il quadro, ora coperto da una massiccia quantità di sangue. 
 
I volti della coppia non sono più amorevoli; sono spenti, vuoti e colmi di malvagità, un altro riflesso della nostra umanità corrotta.
 
L’idea di pubblicare l’opera si fa strada, ma varrebbe la pena condannare altre persone al tuo stesso destino?  
Anche l’idea di bruciarlo si fa pressante, ma varrebbe la pena condannare l’ultima vera opera d’arte rimasta sulla Terra?
 
Con una mano afferri una fotocamera, con l’altra un accendino, indeciso su cosa sacrificare. Due fronti, due emozioni contrastanti, due vittime. Il destino del “Quadro della Morte” è un indeciso punto di stallo. 
 
Chi è destinato a scomparire per sempre?

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui