
di Ugo Busatti
I proibizionismi, di qualunque natura, fanno fiorire gli affari della malavita organizzata. Che naturalmente é aiutata dal denaro contante che favorisce il mercato nero, di qualunque natura. Questi sono fatti.
É noto come durante il proibizionismo negli USA la criminalitá si sia arricchita, ed é altrettanto noto come la droga oggi sia l’altra frontiera del business miliardario che tra valige di contanti e lunghe formule di criptovalute, nuovo mezzo di pagamento per criminali e terroristi, crea milionari in tutto il Mondo.
Ieri è entrata in vigore in Germania la legge che legalizza la cannabis. La nuova legge consente agli adulti sopra i 18 anni di coltivare legalmente un massimo di tre piante per il consumo privato e di possedere quantità limitate della sostanza, fino a un massimo di 25 grammi.
La domanda che mi sorge spontanea é dunque questa: perché andare contro il volere delle persone? Che diritto ha lo Stato di “educare” i cittadini se vogliono fare determinate cose?
L’asticella che delimita un comportamento pericoloso da un’altro accettabile, é determinata dalla quantitá. Tutto é pericoloso, se si eccede. Bere un bicchiere di vino a pasto é diverso dall’ubriacarsi. Farsi una canna ogni tanto é diverso dallo sballarsi in continuazione. Giocare ad un gratta e vinci é diverso dall’indebitarsi pur di scommettere su qualunque cosa.
Ci si preoccupa per i giovani? E perché? Diamo loro videogiochi dove vince chi uccide piú avversari, diamo film e serie televisive che contengono violenza, sesso ormai sempre piú omosessuale, idoli da seguire che ispirano comportamenti vietati, leviamo loro le certezze di una vita familiare tranquilla ed un futuro accettabile, li educhiamo al consumismo piú sfrenato, e ci preoccupiamo per loro?
Una cosa mi é chiara nella grande nebbia che mi circonda sul cosa sia giusto o meno per educare i figli.
L’esempio credo sia la vera chiave. I ragazzi guardano comunque i genitori, anche se magari li contestano. I bambini lo stesso. Se l’esempio é sano, ci sono piú possibilitá (nessuna certezza) che i giovani crescano bene. I divieti servono certamente, ma non sono la sola soluzione.
E lo stesso, a mio avviso, vale per lo Stato. Se gli esempi che diamo sono tutti negativi, cosa ci aspettiamo indietro?
Allora direte voi, tu sei per la censura?
In realtá io sono per la libertá assoluta. Con delle opportune campagne di informazione, io lascerei libere tutte le droghe, commercializzate regolarmente come gli alcolici. E premierei con sovvenzioni pubbliche quei videogiochi o quei film o serie che contenessero messaggi positivi.
Ma soprattutto riformerei completamente il sistema scolastico con il tempo pieno, e la totale gratuitá di lezioni e di attvitiá extrascolastiche, offrendo ai giovani un percorso di interessi alternativi, di nozioni e di comportamenti in grado di rendere reali le “Pari Opportunitá” e formare giovani piú responsabili.
Lavorerei sull’esempio. Informando e smitizzando il concetto che per essere “figo” devi essere “strxxzo”.





